Le note thriller di Vito Lo Re tra nebbie e labirinti

Le note thriller di Vito Lo Re tra nebbie e labirinti
Podcast con intervista esclusiva al compositore sodale del regista Donato Carrisi

In redazione mi è venuto a trovare a sorpresa il compositore milanese Vito Lo Re che stimo da molti anni a questa parte – leggete le nostre recensioni del suo album cinematico “35mm” e della OST de La ragazza nella nebbia, per comprendere la qualità delle sue composizioni, nonché la nostra intervista-lezione di Film Music e un reportage con annessa intervista sul succitato score – per regalarmi una copia del CD della sua ultima fatica compositiva filmica, L’uomo del labirinto.

Un regalo, che conoscendo la mia bramosia da collezionista accanito dell’oggetto fisico, che non ama per niente l’etereo file digitale, mi ha reso alquanto felice; felicità che è accresciuta quando vengo a scoprire che tra i ringraziamenti nell’album, oltre a quelli doverosi al regista Donato Carrisi, con il quale ha stretto un più che fruttuoso sodalizio ventennale, iniziando dal teatro, passando dalla televisione e finendo con il Cinema, al produttore della OST su formato fisico e digitale per l’etichetta Plaza Mayor, Jacques Dejean, ed altri nomi noti quali i produttori del film Maurizio Totti e Alessandro Usai, poi il music department Giovanni Arcadu, il critico cine-musicale Jonathan Broxton, anche il sottoscritto Massimo Privitera. Questo suo atto di riconoscimento mi ha commosso parecchio e reso anche orgoglioso di esser citato nello score di un compositore che ritengo avere un gran talento ed essere un musicista notevole.

Lo Re, che si destreggia da parecchi anni tra l’attività di direttore d’orchestra, arrangiatore, orchestratore, musicista non solo per suoi lavori (commedie musicali, musical, cortometraggi, documentari e trasmissioni televisive), anche per altri autori di diversa estrazione sonora (Arisa, Edoardo Bennato, Mario Biondi, Max Gazzè, Bobby Kimball dei Toto, Massimo Ranieri, Toquinho, Gilberto Gil, Davide Van de Sfroos, Amii Stewart, etc. etc.), spaziando dal pop alla classica e lirica con grande disinvoltura e bravura, subito dopo l’esordio con la pellicola Lacrime di San Lorenzo (Giampiero Caira, 2015) che includeva un leitmotiv scritto da Marco Werba, si fa notare con l’intensa, raggelante e malinconica partitura summenzionata per La ragazza nella nebbia.

Adesso sui nostri schermi la nuova prova registica di Donato Carrisi, sempre tratta da un suo bestseller librario, L’uomo del labirinto, di cui prossimamente leggerete la mia recensione. Intanto vi invito ad ascoltare il podcast qui di seguito nel quale ho approfittato nel chiedere al Maestro Lo Re, proprio perché trovatosi da noi in redazione per il motivo di cui sopra, alcune sue impressioni/aneddoti sulla realizzazione delle due colonne sonore scritte per il sodale Carrisi (Martina Franca, 25 marzo 1973), scrittore, sceneggiatore, drammaturgo, giornalista e regista, vincitore del Premio Bancarella nel 2009 con “Il suggeritore” e del premio David di Donatello nel 2018 con La ragazza nella nebbia, e considerazioni sull’attuale panorama cine-musicale; scoprirete delle opinioni interessanti e illuminanti, che saranno di supporto per giovani compositori in cerca di uno spiraglio lavorativo nell’ambito dell’Ottava Arte, e curiose per chi ancora non conosce l’autorevolezza compositiva ed enorme simpatia verbale di questo nostro talentuoso compositore.
Buon Ascolto!



Link: https://open.spotify.com/episode/4QTD4FPf6QyoAHis6R8UDu?si=3063920edc974e51

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