Ci ha lasciati il compositore di "Zoo folle" Giuliano Sorgini

foto giuliano sorgini moog

Addio Giuliano Sorgini

Lo scorso 11 luglio ci ha lasciati all’età di 82 anni il compositore Giuliano Sorgini. Un nome divenuto noto, rispetto alla sua effettiva carriera svoltasi per lo più negli anni ’60 e ‘70, tra i cultori di questi anni di quelle colonne sonore dal netto groove funky, jazz, rock e synth sperimentale, grazie soprattutto alla OST scritta per il documentario del 1974 Zoo folle di Riccardo Fellini (fratello del più celebre Federico), denunciante, in tre puntate in prima serata Rai, le condizioni crudeli degli animali tenuti in cattività negli zoo di città quali Roma, Londra e Parigi (potete leggere qui la mia recensione della score stampata da Four Flies Records nel 2022). Sorgini, <<nome un po' insabbiato delle nostre Soundtrack>> come ebbe a scriverne il nostro Emanuele Leotta nella recensione di Un urlo dalle tenebre (L’esorcista n. 2) (qui recensione), diplomatosi in pianoforte, composizione e direzione d’orchestra a metà degli anni ’60, si è ritirato a vita privata a metà Novanta, chiudendo il suo storico studio di registrazione capitolino, a Sacrofano, in provincia di Roma, dove è venuto a mancare, dopo aver prestato la sua particolare voce musicale a molti programmi televisivi, film (molti di stampo erotico e horror) e documentari, tra i quali Non si deve profanare il sonno dei morti di Jorge Grau del 1974, Africa oscura di Elio Pannacciò del 1974 (leggete nostra recensione), La missione del mandrillo di Albert Moore del 1975, Continente di ghiaccio di Luigi Turolla del 1975, Un urlo dalle tenebre (L’esorcista n. 2) di Elo Pannacciò del 1975, La bestia in calore di Luigi Barzella del 1977, Comincerà tutto un mattino: io donna tu donna di Elo Pannacciò del 1978, L’altro Inferno di Bruno Mattei del 1981, co-firmata con Franco Miceli, e L’Italia viva di Luigi Turolla del 1983.
Così ha dichiarato Pierpaolo De Sanctis, fondatore dell’etichetta Four Flies Records che ha stampato per la prima volta o rieditato alcuni lavori di Sorgini in vinile, all’annuncio della morte del compositore: <<La sua musica non aveva niente da invidiare ai più grandi, era un grande melodista, e con la sperimentazione era avanti. Forse nella sua carriera è mancata l’occasione di lavorare per il cinema cosiddetto di serie A. È stato il compositore italiano più misterioso fra tutti i grandi compositori italiani della Golden Age che hanno lavorato per cinema e televisione, negli anni 60 e 70>>. 

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