Pillole di Note: Focus sull’etichetta Moviescore Media

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Moviescore Media
La nostra rubrica ‘Pillole di Note’, che oramai conoscete a menadito, ripresenta questo mese l’etichetta svedese Moviescore Media, scandagliando storiche loro pubblicazioni ancora disponibili sul mercato discografico in formato sia fisico che digitale.
Rianalizziamo l’etichetta Moviescore Media: (https://moviescoremedia.com/newsite/):

Rob Lane, Rohan Stevenson, James Gosling, Michal Pavlicek
Merlin – Stagione 4 (Merlin – Season Four, 2012)
Moviescore Media MMS-12011
19 brani – Durata: 56’37”
Dal 2008 al 2012 un giovane mago Merlino ha magicamente attraversato la serialità televisiva con le sue nuove avventure, quando era soltanto un semplice servitore del Principe Artù alla corte reale di Camelot, ancor prima di divenire grandi migliori amici e portare lo stesso Artù a diventare il leggendario re che tutti noi ben conosciamo, soprattutto grazie alla letteratura e alla cinematografia. La pluripremiata e candidata serie TV ha potuto contare in commenti musicali sinfonici assai pregnanti e dilettevoli (eseguiti dalla Slovak National Symphony Orchestra e Prague Philharmonic and Chorus), finanche piacevoli ad un ascolto disgiunto dalle immagini, scritti per lo più dall’esperto Rob Lane (John Adams, Atlantis), autore dell’araldica sigla di testa, aggiudicatosi una nomination agli International Film Music Critics Award (IFMCA) per le musiche della prima stagione su cinque totali. Questo che recensiamo è lo score della quarta stagione affidato stavolta alle cure di Lane (6 brani), Rohan Stevenson (12 pezzi), James Gosling (2 tracce) e Michal Pavlicek (un brano): le musiche, tra citazioni palesi ai mondi sonori fantasy-action-avventurosi-sci-fi williamsiani e horneriani (talvolta silvestriani e goldsmithiani), sono un continuo succedersi di pagine movimentate (“The Darkest Hour”, “Oswald Ambushed”), oscure (“Lancelot’s Fight”, “Morgana Spared”), fiabesche (“The Burial”, “Ygraine’s Theme”) ed epiche (“Merlin and Morgana Duel”, “Knights of the Round Table” in stile Signore degli Anelli di Howard Shore).

Zacarías M. de la Riva
Le avventure di Taddeo l’esploratore (Tad the Lost Explorer, 2012)
Moviescore Media MMS-12008
22 brani – Durata: 55’39”

Zacarías M. de la Riva
Taddeo l’esploratore e la tavola di smeraldo (Tadeo Jones 3 la tabla esmeralda, 2022)
Moviescore Media/Saimel 3998997
23 brani – Durata: 62’42”
Le avventure di Taddeo l’esploratore del 2012, Taddeo l’esploratore e il segreto di Re Mida del 2017 e Taddeo l’esploratore e la tavola di smeraldo del 2022 (di cui recensiamo prima e terza score a noi pervenute) costituiscono l’ispanica trilogia d’animazione (ad oggi), palesemente ispirata al mitico archeologo cult del grande schermo interpretato da Harrison Ford, fuoriuscito dalla penna di George Lucas e diretto nei primi 4 film su 5 totali da Steven Spielberg, eccellentemente musicata dal talentuosissimo compositore spagnolo Zacarías M. de la Riva, tra le voci più interessanti della sua generazione. Nel suo carnet compositivo molte nomination e vittorie, tra cui sette proprio per le partiture di questo ingenuo operaio edile di nome Tad, con il sogno di diventare un famoso archeologo; sogno che si avvera in parte nelle sue avventure in giro per il mondo sempre sull’orlo del pericolo più periglioso. Quando un compositore si cimenta sinfonicamente con un film d’animazione non è sempre cosa facile: o crea pastiche citazionistici troppo semplificati e senza alcuna verve creativa o tra ovvie citazioni doverose e leitmotiv nuovi accattivanti e trovate sempre invoglianti traccia dopo traccia, se veramente bravo può tirar fuori dal suo cilindro magico di note una partitura epocale e funzionale che ti viene voglia di ascoltare a loop. E’ proprio il caso di Zacarías M. de la Riva (Imago Mortis, Automata, Sotto lo zero) che colleziona una serie di temi e pagine d’azione, con alcune logiche menzioni williamsiane qui e là e con la performance al fulmicotone della Bratislava Symphony Orchestra, davvero stupefacenti e ricche orchestrativamente: (anche se sarebbero da citare tutti) da Tad the Lost Explorer i brani “Tadeo Jones Titles and Escaping Lava”, “The Legend of Paititi”, “The Train”, “Chase in Aguas Calientes”, “Helicopters”, “Epilogue and Tadeo Jones Titles (Reprise”; da Tadeo Jones 3 la tabla esmeralda (con le musiche addizionali di Antoni M. March) le tracce “Strange Symbol”, “The Legend of Hermes”, “Mummy Ammyt”, “Tadeo To Paris”, “Bathtub Chase” e “Flying With Ammyt”.

Panu Aaltio
Rangers of the Lost Ring (Pertsa & Kilu - Faaraon sormus, 2023)
Moviescore Media MMS23004
19 brani – Durata: 46’01”
Il pregevole 42enne compositore finlandese Panu Aaltio – di cui abbiamo recensito in passato The Home of Dark Butterflies – si cimenta con un film, come i succitati animati di Zacarías M. de la Riva, alla Indiana Jones nella forma e alla Goonies nello spirito, anche se lo score si ingegna tra sinfonismi williamsiani (l’epico “Pirate Treasure”) e adrenalinici momenti d’azione bondiani (il sinfo-pop di “The Finders”), insieme a quiete oasi melodiche amichevoli (“Alone in the World”, “Unknown Language”). Aaltio sa come far suonare la Budapest Art Orchestra che contraccambia la creatività compositiva dell’autore di una sessantina di partiture tra cinema e televisione con pagine esagitate dal mood eroico, con intromissioni pop-rock all’interno di un poderoso sinfonismo (“I Choose Revenge”, “Airplane”, “Grand Adventure”), per questa pellicola avventurosa sequel di quella del 2021 Finders of the Lost Yacht (Pertsa & Kilu). Il brano più notevole è il conclusivo “Mystery Never Ends”, sorta di ricapitolazione dei leitmotiv ascoltati nella OST.

Basil Poledouris
The Legend of Butch & Sundance (Id. – 2004)
Moviescore Media Discovery Collection Volume 4 MMS 08004
26 brani – Durata: 51’33”
L’ennesima trasposizione, stavolta come film per la TV, delle leggendarie gesta dei fuorilegge Butch Cassidy e Sundance Kid fu commentata musicalmente dal compianto Basil Poledouris (Un mercoledì da leoni, Conan il barbaro, Alba rossa, Robocop, Caccia a Ottobre Rosso) due anni prima di venire a mancare. Scomparso nel 2006, il compositore statunitense di origini greche scrisse questa score puntando tutto su climi sinfo-country-folk alla Ry Cooder (I cavalieri dalle lunghe ombre, Paris, Texas, Ancora vivo) – il tema portante “Butch and Sundance: Main Title” –, accentuando più le seconde che quella prettamente orchestrale in stile ‘Americana’. Uno dei pezzi più significativi è “Riding Contest (Butch Meets Sundance)” in cui la fanno da padrone banjo, chitarre acustiche, mandolino, violino, fisarmonica, percussioni varie e qualche elemento orchestrale frenato (vedi anche “Toast to the Wild Bunch” o “First Robbery”). Ad ogni modo tutta la partitura è un mix ben congeniato di pagine maggiormente animate (“First Kill”, il tex-mex di “Church Robbery”, “Wyoming”), più meditative (il sentimentale e distensivo “Sunrise Bonding”, “The Man I Love”) ed alcune epicizzanti (“Pinkertons Attack/Mike Shot”, “You’re Crazy Mister/Getting Horses”).

Colin Towns
Space Truckers (Id. – 1996)
Moviescore Media/Quartet Records QR458
13 brani – Durata: 53’51”
Cast: Dennis Hopper, Stephen Dorff, Debi Mazar, Charles Dance. Regia: Stuart Gordon. Trama: un camionista spaziale e la sua adorabile fidanzata sono in viaggio da una stazione spaziale alla Terra con un carico sconosciuto. Quando i pirati spaziali li dirottano, nel carico vengono trovati 5000 robot disintegratori. Musica: Colin Towns (Il terrore dalla sesta luna, I Fiumi di porpora 2 – Gli angeli dell’Apocalisse, Doc Martin). Un film stracult di fantascienza, ai limiti del demenziale per certi versi, con una colonna sonora policromatica tra sinfonici eroismi patriottici (“Attention All Personnel”), coplandiane cavalcate (la seconda parte di “Evacuate the Area”, “Passenger Line”), ballate country/prog anni settanta fantasmatiche (“Do You Mind?”) e arie new age con sassofono solista (“Martian Moons”), eseguite dalla Munich Symphony Orchestra diretta da Allan Wilson, che esprime il suo meglio nelle furenti sarabande tensivo adrenaliniche, con qualche accenno a Gustav Holst, di “Heading for the Scumcluster: Part 1 & 2”, “Intergalactic Trucking” con chiosa da ballad synth folk e “Foxtrot 946”.