I Am: Celine Dion
AA.VV./Redi Hasa
Io sono Celine Dion (I Am: Celine Dion, 2024)
Sony Legacy
Lato A: 4 brani
Lato B: 6 brani
Lato C: 5 brani
Lato D: 5 brani
Durata totale: 76’06”
Redi Hasa (classe 1977) è un violoncellista e compositore albanese ma italiano d’adozione da molti anni a questa parte. Un musicista e autore colto che sa amalgamare musica classica, minimale e popolare in totale armonia, caratteristica che si può benissimo riscontrare nella colonna sonora originale del documentario Io sono Celine Dion (I Am: Celine Dion) del 2024 diretto da Irene Taylor in streaming su Amazon Prime Video. Pellicola basata sulla vita e la carriera della cantante canadese Céline Dion, scandagliando la sua attività di cantante e i suoi traguardi professionali, anzitutto la battaglia contro la sindrome della persona rigida, facendo risaltare tutta la tenacia di una donna solo all’apparenza fisicamente gracile. Nel doppio vinile sono presenti sei tracce ad opera di Hasa che esegue personalmente al violoncello con l’aggiunta di altri strumenti solisti, soprattutto un basso synth. Il “Main Theme – Artist Always” è un pezzo ondulatorio nella sua forma minimale e rarefatta, assai mesta, con il controcanto della viola e del vibrafono (la OST è stata registrata in Puglia) e suoni atmosferici simili a versi di delfini o balene, molto sullo sfondo; “The Episode” risulta vagamente martellante, come un battito cardiaco lontano e non pienamente compiuto, sempre più in crescendo, con stralci di violoncello accennanti una melodia incoraggiante come il coraggio intrinseco della Dion nella sua costante lotta contro la malattia, una patologia, come descritta sul web, <<caratterizzata da rigidità fluttuante del torace e degli arti, spasmi muscolari dolorosi, fobia legata allo svolgimento di determinati compiti, tendenza a sussultare in maniera anomala e deformità anchilosanti, come la postura lombare fissa in iperlordosi>>; “The Diagnosis” nel piano suonato da Ekland Hasa ritrova un certo intimismo rabbrividente seppur commovente; “Mama Dion” è brillante nel suo puntillismo in levare tra archi, tromba, synth e flicorno solisti, tutti intenti all’esaltazione più dolce e vivace insieme; “The Awakening” è giocato sul violoncello che tratteggia una melodia accorata e pungente ma al contempo dolorosamente emozionata; “Swallows” è pura evocazione per cello solo, con quella melodia rischiarante che proviene da molto, molto lontano; “Talea” ripresenta il tema portante in una versione più briosa e fantasiosa, sempre con il violoncello in primo piano. Le canzoni originali sia in lingua inglese che francese, che appaiono nei restanti 13 brani, sono solo una minima parte dei tanti cavalli di battaglia della famosa cantante canadese, tra cui molte Film Songs, tra le quali svetta la vincitrice dell’Oscar “My Heart Will Go On” di James Horner da Titanic del 1997, oltre a “Because You Loved Me” da Qualcosa di personale (Up Close & Personal) di Jon Avnet del 1996 con Robert Redford e Michelle Pfeiffer, “Ashes” da Deadpool 2 del 2018 e “Love Again” dal film omonimo del 2023 scritto e diretto da James C. Strouse. La voce della Dion viene metaforicamente a raffigurarsi, da sempre, come una candida nuvola bianchissima che addolcisce lo spirito di chi la osserva incantato: la sua vocalità è delicatamente limpida e potente nella sua estensione che tocca corde emozionali delle più profonde.