007 – Operazione La-La Land Records: 7 recensioni di "Bond Soundtracks"

007 – Operazione La-La Land Records

A cura di Andrea Natale e Massimo Privitera

Dal 60° anniversario dell’uscita del primo film dello spy-franchise per antonomasia, ovvero Dr. No (5 ottobre 1962 nel Regno Unito), si sono susseguiti una serie di episodi celebrativi, frutto di una contagiosa “Bondmania”, fatta di concerti, pubblicazioni saggistiche (tra cui Operazione Underscore di Andrea Natale e Massimo Privitera in cui trovate anche le recensioni approfondite delle edizioni La-La Land – link con acquisto), fino alle edizioni discografiche celebrative delle colonne sonore originali. Protagonista assoluta in questa “operazione remastering” è l’americana La-La Land Records (https://lalalandrecords.com/), impegnata in una serie di uscite “expanded” di alcuni film della saga, con un’attenzione particolare a specifiche ricorrenze (leggete nostro storico dossier sull’universo cinemusicale di 007 scritto da Roberto Pugliese).
La-La Land è da tempo la “Bond Label” per eccellenza, avendo ottenuto la “licenza di pubblicare” i cofanetti deluxe in 2 CD delle tre colonne sonore composte da David Arnold per Il domani non muore mai (Tomorrow Never Dies) del 1997, Il mondo non basta (The World is not Enough) del 1999 e La morte può attendere (Die Another Day) del 2002 (entrambe recensite qui), oltre alla più recente versione estesa per il 35° anniversario di 007 - Vendetta privata (Licence to Kill), composta da Michael Kamen, nonché quella per Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà (On Her Majesty’s Secret Service). Questa versione rimasterizzata e ampliata della colonna sonora di John Barry include le canzoni “We Have All the Time in the World”, interpretata da Louis Armstrong, e “Do You Know How Christmas Trees Are Grown?”, interpretata da Nina, con testi di Hal David, di cui recensiremo più avanti la pubblicazione discografica con maggiori dettagli all’interno della nostra tanto gradita rubrica “Pillole di Note”, come già fatto per quelle di Arnold succitate. L’album è prodotto e mixato da Neil S. Bulk e masterizzato da Doug Schwartz, dai master originali a 3 tracce da 1/2“, con la canzone “We Have All the Time in the World” mixata dai nastri originali a 8 tracce da 1”. Due brani che non erano disponibili sui nastri stereo sono presenti nella sezione bonus della tracklist, estratti dal tape mono e elaborati in stereo da Chris Malone. Il disco 1 e l’inizio del disco 2 presentano la colonna sonora ampliata. Segue l’album originale della colonna sonora del 1969, recentemente modificato e mixato per questa edizione. La vigilia di Natale del 2023 la label annunciò a sorpresa due preordini di edizioni estese della musica di George Martin per Agente 007 - Vivi e lascia morire (Live and Let Die) del 1973 e della colonna sonora di John Barry, compositore di punta dei Bond, per Octopussy - Operazione piovra (Octopussy) del 1983. Invece per il 60° compleanno di Agente 007 - Thunderball (Operazione tuono) (Thunderball) del 1965 la score ottiene un’edizione ampliata. Prodotta da Neil S. Bulk, masterizzata da Doug Schwartz e mixata da Chris Malone, la OST di 91 minuti (su disco 1 e 2) e l’album originale dell’epoca di 39 minuti (su disco 2) provengono da nastri stereo a 3 e 2 tracce. I brani musicali aggiuntivi (sul CD 2) provengono da nastri a 3 tracce, ad eccezione di due brani della colonna sonora che non erano disponibili sui nastri stereo e che sono stati ricavati dalla traccia mono della partitura del film e convertiti in stereo. Limitata a 5000 copie, questa edizione presenta una raffinata direzione artistica di Dan Goldwasser, con una nuova copertina disegnata da Jim Titus, con le immancabili e approfondite note di copertina a cura di Burlingame.


Di seguito una disamina sullo stile di quelle solitamente redatte nella summenzionata rubrica “Pillole di Note” di una parte delle “Bond Expanded Soundtracks” sinora giunte in redazione, in attesa delle altre già uscite o prossimamente stampate dall’etichetta, da qui in poi, che verranno vagliate come per le presenti:

John Barry
Agente 007 - Missione Goldfinger (Goldfinger, 1964)
La-La Land Records 1660
17 brani – Durata: 47’17”
Lo score di Barry che ha ridefinito l’atmosfera e lo stile dell’intera serie è quello per il film Goldfinger del 1964. La storica canzone principale, interpretata da Shirley Bassey, ha un impatto sonoro che ancora oggi trasmette un fascino e una connessione inequivocabile con l’universo sonoro del mitico Agente Doppiozero. Prodotto da Neil S. Bulk, restaurato da Chris Malone e masterizzato da Doug Schwartz, l’edizione in Compact Disc riordina per la prima volta i brani dell’album originale rispettando la sequenza del film e include materiale aggiuntivo, tra cui un mix mono della canzone principale che offre una diversa interpretazione vocale di Shirley Bassey ed una versione lounge jazzy ammaliante e recitativa di Anthony Newley, che scrisse le liriche insieme a Leslie Bricusse. Goldfinger ha anche una versione realizzata su vinile colorato da 180 grammi, con una nuova tracklist, un ibrido tra la sequenza dell’album britannico e quella statunitense, in una versione completa della OST come mai realizzata fino ad oggi. La copertina apribile include un libretto di 8 pagine con note di copertina del solito Jon Burlingame e un accattivante design artistico di Jim Titus.
George Martin
Agente 007 - Vivi e lascia morire (Live and Let Die, 1973)
La-La Land Records 1625
CD 1: 27 brani – Durata: 55’07”
CD 2: 20 brani – Durata: 46’12”
Come in pochi altri film della saga, questo capitolo propone una OST molto aderente a quanto visivamente narrato e invasivamente travasata nel “suono in” abbinato agli elementi folclorici. Nella sequenza in cui Bond viene condotto in taxi verso il locale di Harlem “Fillet of Soul”, compare il “James Bond Theme” in una nuova versione, adeguata al contesto particolare, così come la ripresa della serie cromatica tipica emerge al primissimo incontro di 007 con Miss Solitaire, con rapida menzione del nuovo theme di Paul McCartney e un progressivo stagliarsi del tema noir di George Martin e il lamento degli ottoni in sincrono con l’accartocciamento della canna della pistola di 007 per mano (a tenaglia) di Tee Hee, tirapiedi di Mr. Big; l’intensità finale del brano accenta la comparsa del tarocco con la scritta “The Lovers”. È nel locale di New Orleans, ove Bond si reca con Leiter, che viene per la prima volta utilizzata la Bond song del film in funzione diegetica/suono in, con la performance souleggiante della cantante del locale (interpretata da B.J. Arnau), che in realtà – proprio mentre accenta/accentua il titolo del capitolo e della canzone, ovvero “Live and Let Die” - fa da colonna musicale alla scomparsa del tavolo e di Bond, che vengono deglutiti nel rifugio segreto di Mr. Big/Kananga. Per l’edizione ampliata di Live and Let Die, limitata a sole 5000 copie, il produttore Neil S. Bulk e il tecnico del missaggio Chris Malone hanno realizzato un nuovo remix della colonna sonora completa di Martin a partire dagli elementi stereo originali a 16 tracce. Questi mix costituiscono la base del secondo disco del cofanetto, che contiene una nuova rimasterizzazione dell’LP originale della colonna sonora a cura di Doug Schwartz. “Live and Let Die” e altre due canzoni - una della Olympia Brass Band di New Orleans e una del cantante di cabaret B.J. Arnau - sono state tratte dai master originali dell’album. Jon Burlingame, autore del libro-analisi del 2012 “The Music of James Bond”, ha scritto le nuove note di copertina, mentre il designer Dan Goldwasser ha curato il packaging, utilizzando l’indimenticabile key art di Robert McGinnis.

John Barry
Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oro (The Man with the Golden Gun, 1974)
La-La Land Records 1655
CD 1: 33 brani – Durata: 77’00”
CD 2: 12 brani – Durata: 43’11”
Il film è stato celebrato nei suoi 50 anni dell’uscita, con l’usuale doppio CD prodotto da Neil S. Bulk, remixato da Chris Malone da trasferimenti digitali ad alta risoluzione di nastri da 2 pollici forniti dalla MGM e masterizzato da Doug Schwartz. Questa edizione in 2 CD, limitata a sole 5.000 copie, presenta la colonna sonora di L’uomo dalla pistola d’oro in maniera emozionante quanto esaustiva. Il disco 1 presenta la colonna sonora in ordine cronologico e include brani mai pubblicati prima. Seguono brani aggiuntivi, tra cui la musica originale registrata per il film e la demo della canzone principale. Il disco 2 presenta l’album originale della OST del 1974 con la canzone interpretata da Lulu su liriche di Don Black, riassemblato appositamente per questa edizione. Come da copione, le nuove note di copertina esclusive sono state scritte da Burlingame, mentre il design grafico è opera di Dan Goldwasser. Nel pre-credit post gunbarrel sequence dell’audio “Scaramanga’s Fun House”, vi è un immediato impatto con il cattivo di stagione, questa volta un elegante, facoltoso e folle killer di nome Francisco Scaramanga, detto “l’uomo dalla pistola d’oro”. “In Search of Scaramanga’s Island” ha come ingredienti sonori un’esposizione per archi del main theme, seguita da un costrutto di matrice bellica con ottoni e fàtici orientalismi dei fiati, mentre il flauto che sincronizza la comparsa di Scaramanga è inframmezzato alla pulsante e algebrica epicità dell’esposizione ostinata dell’action theme del volo di approdo di 007 sull’isola, ormai captato dai radar cinesi. “Return to Scaramanga’s Fun House” fa da sostrato al duello epocale tra la pistola d’oro di Scaramanga e la Walther PPK di Bond, con un crescendo in tremolo degli archi fino al sincrono degli ottoni nell’atto del colpo post conteggio passi e la sparizione di Scaramanga, mentre Nick Nack accompagna, sostenuto da un ironico passaggio di corde gravi, Bond nella “casa dei divertimenti” del killer ove si rivive la medesima scena di apertura della pellicola.

John Barry
Moonraker - Operazione spazio (Moonraker, 1979)
La-La Land Records 1656
CD 1: 36 brani – Durata: 113’47”
CD 2: 14 brani – Durata: 44’27”
Shirley Bassey torna con la sua terza colonna sonora di Bond, con testi di Hal David. Ampliato rispetto alle precedenti edizioni della score e con una qualità audio notevolmente migliorata, Moonraker del 1979 è finalmente “spaziale” nella nuova release La-La Land. Nella scena dell’inseguimento in motoscafo sul Rio delle Amazzoni, ove Bond si trasferisce per scoprire i propositi esiziali di Hugo Drax, viene sincronizzato il secondo tema di 007, con il suo respiro trionfalistico, composto da Barry già nel debutto di saga e usato in diverse action scenes di passati episodi. Fuggito in deltaplano, Bond, seguendo la stessa ragazza incontrata alla vetreria Venini a Venezia, raggiunge una grossa piramide nascosta nella foresta e con lui si ascolta una sorta di etereo passaggio per archi, con bucolici accenni di flauti e arpeggi d’arpa oltre che di celestiali armonici vocalizzi femminili, in una serena apertura verso un proscenio al contempo mito-lotofagico quanto irto di una non ancora ben determinabile ma letale tabe, come l’orchidea nera principio attivo del gas letale fabbricato da Drax. La traccia “Space Laser Battle” si propone come una sorta di “resa dei conti”, con le sonorità che accolgono un approccio tra la trenodia western, il contesto noir (che gli archi verso la fine marchieranno sempre più bondiano) e la localizzazione spaziale, in un incedere marziale che va a supportare la sequenza del confronto a colpi di laser tra l’esercito di Drax e gli astronauti americani, nel classico finale di fuoco incrociato con l’assalto (e conseguente distruzione) del covo del nemico di capitolo. Prodotto da Neil S. Bulk, remixato da Mike Matessino da trasferimenti digitali ad alta risoluzione di nastri da 2 pollici forniti dalla MGM e masterizzato da Doug Schwartz, questo è uno speciale cofanetto di 2 CD, limitato a sole 5.000 copie. Il disco uno presenta la colonna sonora in ordine cronologico e contiene brani mai pubblicati prima, seguiti dalla musica originale registrata per il film e da versioni alternative. Il disco 2 presenta l’album originale della OST del 1979, recentemente assemblato per questa edizione, seguito da versioni alternative della canzone principale, tra cui due iniziali parecchio accattivanti con testi e voce di Paul Williams.
John Barry
Octopussy - Operazione piovra (Octopussy, 1983)
La-La Land Records 1637
CD 1: 36 brani – Durata: 73’03”
CD 2: 12 brani – Durata: 40’08”
L’incontro d’amore di Magda e Bond e la sottrazione dell’uovo Fabergé all’agente (ma che tuttavia fungerà furbescamente da microspia per lui) viene argomentato con il theme song in versione per archi e ripresa del flauto, in un delicato e romantico quadretto, “That’s My Little Octopussy”, che ancora rimarca la convivenza di erotismo velenoso, in cui l’intrigo e il doppiogiochismo diventano ingredienti di una trama sempre più frenetica e imprevedibile, nella quale 007 è ormai pienamente immerso. Un nostalgico afflato di oboe su impianto arpeggiato sottende in “Bond Meets Octopussy” all’incontro dell’agente segreto con l’affascinante contrabbandiera, mentre il contorno di corredo crea una sorta di spaesata dimensione mitologica, ma irta di imperanti insidie che gli archi denotano nel momento in cui Bond, rovistando in un cassetto, scopre una locandina dell’”Octopussy’s Circus”. Qui le corde fungono da partecipazione all’indagine e da remind identitario nello straniante, surreale e lotofagico mondo di Octopussy. Ma il fascino della Bond girl di stagione e il suo saluto a Bond trovano nel tematismo strumentale della title song (con archi prima e flauto poi) una sorta di esito deviato perché l’esposizione di quello che di fatto è il leitmotiv più ricorrente in questa OST prelude poi alla copulazione di 007 con la donna. Il Chase Bomb Theme si sviluppa in una serie-countdown reiterata e affrontata dal fagotto, intramezzata da un commento dei tromboni, poi ripresa dai flauti, con gli archi tremolanti e gli ottoni sempre intenti a raccontare coi cugini corni la minaccia incombente della bomba atomica caricata sul treno e destinata a viaggiare col circo. L’assalto finale al palazzo di Kamal da parte del pittoresco e mitologico esercito muliebre di Octopussy è introdotto dal tremolo degli archi di “The Palace Fight”, mentre i flauti intraprendono figurazioni di evocazione orientaleggiante e torna anche in questo caso la descrizione cinetica-combattiva del precedente confronto di Bond coi killer di Kamal Khan. Questa edizione ampliata di Octopussy è assemblata in modo simile a Live and Let Die di Bulk e Schwartz: la colonna sonora del film è presentata nel disco 1, mentre il secondo CD offre la presentazione originale dell’LP più la versione strumentale della Title Song “All Time High”, il tutto trasferito da nastri stereo da 1/4". Burlingame ha nuovamente scritto le note, mentre Goldwasser ha curato la grafica e il packaging; anche questo cofanetto è limitato a 5000 copie.

Michael Kamen
007 - Vendetta privata (Licence to Kill, 1989)
La-La Land Records 1657
CD 1: 30 brani – Durata: 74’12”
CD 2: 26 brani – Durata: 74’49”
Per celebrare il 35° anniversario del sedicesimo capitolo della saga di James Bond, 007 – Vendetta privata, l’etichetta statunitense ha stampato una riedizione rimasterizzata e ampliata su 2 CD della colonna sonora originale composta dal compianto Michael Kamen. Il film, prodotto da Albert R. Broccoli e Michael G. Wilson, uscì nel 1989 e vide Timothy Dalton interpretare per la seconda volta l’agente segreto 007, sotto la regia di John Glen, alla sua quinta direzione di un film di Bond. Il compositore Kamen entra a far parte dell’universo musicale di Bond con una colonna sonora intensa e avvincente, perfettamente in sintonia con il tono più cupo della pellicola, incentrata sulla vendetta personale di Bond dopo il brutale attacco al suo amico Felix Leiter (David Hedison) e l’assassinio della giovane sposa di quest’ultimo, Della (Priscilla Barnes). Le musiche rendono omaggio all’iconico stile sonoro della serie, rielaborando con energia il celebre “Tema di James Bond” di Monty Norman, ma aggiungendo anche il suo tocco personale e riconoscibile, vedi quel motivetto eroico nella metà del brano “Sanchez Is in the Bahamas/Shark Fishing”. Questa edizione deluxe, notevolmente arricchita rispetto all’album originale, propone l’esperienza musicale di Licence to Kill come mai prima d’ora, finalmente ascoltando la concreta score kameniana che sul CD dell’epoca era veramente ridotta all’osso e quasi in secondo piano, qui esplodendo davvero fragorosa (“Seaplane Escape” è un esempio al fulmicotone). Echi delle sue colonne sonore cult per Arma letale si odono nel tema d’amore “Pam and Bond” della new Bond Girl, nonché nel jazzato e tensivo “Enter Ms. Kennedy/Enter Lupe/Sanchez’s Office”. Questa nuova score presentation include anche due versioni della grintosa e memorabile title track interpretata da Gladys Knight e scritta da Jeffrey Cohen, Walter “Baby Love” Afanasieff, Leslie Bricusse, Anthony Newley, Narada Michael Walden e John Barry. Prodotta da Neil S. Bulk e masterizzata da Doug Schwartz utilizzando nastri stereo da 1/4" e un nastro a 3 tracce forniti da MGM, questa edizione speciale in doppio CD è limitata a 5.000 copie. La colonna sonora è suddivisa tra i due dischi, con il secondo che presenta anche la versione rimasterizzata dell’album originale del tempo e brani aggiuntivi. Le note di copertina, inedite, sono firmate dal più volte citato giornalista e autore esperto di musiche per film Jon Burlingame, mentre la direzione artistica è affidata a Dan Goldwasser.

David Arnold
Il domani non muore mai (Tomorrow Never Dies, 1997)
La-La Land Records 1607
CD 1: 24 brani – Durata: 71’41”
CD 2: 22 brani – Durata: 46’26”
Nel 1997, Il domani non muore mai segna un momento chiave per la saga di James Bond: l’arrivo del compositore britannico David Arnold, scelto su consiglio del leggendario John Barry, autore storico delle musiche di 007. Dopo anni di colonne sonore meno ancorate alla tradizione bondiana, Arnold riporta in auge il “Bond Sound” classico, arricchendolo con elementi elettronici e un’energia rinnovata. Già noto per Stargate e Independence Day, Arnold convince la produzione con il suo album Shaken and Stirred (1996), in cui rielabora celebri Bond songs. La sua prima partitura per la saga è un mix perfetto di omaggio e innovazione: azione sinfonica, tensione orchestrale, romanticismo e incursioni techno si fondono con grande equilibrio. Il brano iniziale “White Knight” apre con il classico “James Bond Theme” di Monty Norman, per poi esplodere in una suite d’azione orchestrata da Nicholas Dodd. A seguire, “Surrender” di k.d. lang (usata nei titoli di coda) diventa il vero leitmotiv del film, riapparendo in versioni orchestrali lungo tutta la colonna sonora. La title track ufficiale, affidata a Sheryl Crow, ha uno stile più pop-rock ma rimane coerente con l’atmosfera elegante del film. Tra i momenti salienti: “Backseat Driver”, brano techno-orchestrale scritto con i Propellerheads, e “Bike Chase”, sequenza adrenalinica in cui Bond (Pierce Brosnan) e Wai Lin (Michelle Yeoh) sfuggono a inseguimenti spettacolari. Il finale, tra azione e pathos, culmina con l’epica “All in A Day’s Work”. Con Tomorrow Never Dies, David Arnold rilancia lo stile musicale di 007 con rispetto e originalità, ponendo le basi per le sue successive colonne sonore della saga. Un ritorno al passato con lo sguardo rivolto al futuro. Questa edizione deluxe, rimasterizzata e ampliata, include un’ampia selezione di brani inediti, oltre alla celebre colonna sonora originale. Il cofanetto da 2 CD comprende anche le canzoni dei titoli di testa e di coda: “Tomorrow Never Dies” interpretata da Sheryl Crow e la succitata “Surrender” cantata da k.d. lang. Completano la raccolta preziosi contenuti extra, tra cui versioni alternative di tracce del film e brani mai pubblicati prima come “It Had To Be You” eseguita da Simon Greenaway, “Adrift” e “Shaken But Not Stirred” interpretate sempre da Simon Greenaway con Sacha Collisson. È inoltre inclusa una versione alternativa inedita dell’apertura di “Surrender”. Prodotta da David Arnold e Neil S. Bulk e masterizzata da Doug Schwartz partendo dai nastri stereo digitali originali forniti da MGM, questa edizione limitata a 5.000 copie è impreziosita da note di copertina dettagliate a cura del giornalista Tim Greiving, arricchite da nuovi contributi dello stesso Arnold. L’elegante veste grafica è firmata da Dan Goldwasser.