Kvara – Una storia d’amore e pallone

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Chennàpule (Kvara – Una storia d’amore e pallone) (2025)
Uncoso Factory/Self Distribuzione
12 brani – Durata: 38’24”

Sri Lanka come Napoli, Napoli come Sri Lanka a suon di tifo. La Musica del Sud Italia a braccetto con quella dell’Oceano Indiano in una comunione d’intenti unica e speciale, come solo le note sanno esprimere, perché l’universalità di linguaggio di un pentagramma non ha pari tra le Arti. I 291out – al secolo Luca ‘Presence’ Carini al basso elettrico, Antonio ‘Totem’ Bocchino alla batteria e percussioni con il recente ingresso di Marco Leo alle chitarre – hanno del tutto colto lo spirito narrativo del pluripremiato e candidato corto Kvara – Una storia d’amore e pallone, per la regia di Raffaele Iardino e Mario Leombruno, addentrandosi ancor più in profondità tra le pieghe del viaggio colmo d’impedimenti del protagonista Kamal nella notte di festeggiamenti dello Scudetto del Napoli, raccontando il ‘non detto’ visivo: la traccia “Kvara (Main Theme)” ne è lampante esempio con quel suo leitmotiv nostalgico danzante, ansimante e frenetico, che nasconde un desiderio d’integrazione e di rivalsa. La nota band, attiva dal 2013 con svariate pubblicazioni discografiche e realizzazioni di colonne sonore, assistita dai pregevoli mezzosoprano Angela Alessandra Notarnicola, Daniele Lacava al sax e flauto traverso, Niccolò Barozzi al piano e sintetizzatori e Roberto Dazzan alla tromba, disegna per i primi 4 brani (la partitura effettiva in ordine cronologico sul filmico), compreso il succitato tema principale di “Kvara”, un’etnia marcata con fiati e percussioni in rilievo (“Kvara (Opening)”); amalgamati affreschi etnici dal Groove elettronico (“Misticanza azzurra”); tribalità a ritmo di tarantella (quasi) tesa (“Napoli Power”). Per i restanti 8 pezzi, concrete rielaborazioni del materiale tematico con qualche idea ispirativa in più, un leitmotiv ondulante e seducente dai velati tratteggi western (“Mehari”); uno strepitoso sound da poliziesco Blaxploitation Seventy (“Kamal-Funk”); un’iniziale danza del ventre dalle funky nuance mediterranee moderne e ammalianti (“Chennàpule”), con assolo ‘cantabile’ di chitarra elettrica, che si tramuta in ipnotismo ambient/prog; uno zompettante ritmo ballabile asiatico (“Rekawa”); il leitmotiv portante al massimo espressivo con abbraccianti e danzanti circonvoluzioni strumentali e la voce inneggiante e seduttiva della Notarnicola (“Kvara (Main Title Alternate)”; un brillante melodismo aereo (“Via del sole”); climi noir etnico-funky/jazz (“Napoli Power (Alternate)”); un vangelisiano melodismo ‘70/’80 che profuma di fantascienza sonora (“Xenos”).                  

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