Afrodite
Bruno Falanga
Afrodite (2025)
FM Records
13 brani – Durata: 38’55”

Il salernitano Bruno Falanga (Un giorno all’improvviso, Per niente al mondo, Another End) ritrova il regista Stefano Lorenzi per il film drammatico Afrodite, dopo aver firmato le musiche per la serie L’ora - Inchiostro contro piombo diretta anche da Piero Messina e Ciro D’Emilio.
La trama di questa pellicola, ispirata da un reale fatto di cronaca ed interpretata con grande sforzo fisico dalle eccellenti Ambra Angiolini e Giulia Michelini, vede la prima costretta a lavorare per la Mafia come sommozzatrice rodata per estinguere debiti accumulati dal suo ex compagno e la seconda, anch’ella un’esperta sub, la compagna di un criminale che le confina in un’isola siciliana che cela nelle sue acque profonde una nave sommersa ricca di tritolo da usare per attentanti. Lo score di Falanga è prettamente elettronico, con predominanza di sintetizzatori anni ’80 e voci reali che appaiono quasi campionate, utilizzate come canti di sirene dall’aldilà (quell’eco ritornante e rombante da incubo in “Afrodite”) – pensate che 35 minuti di film è ambientato sott’acqua –. La traccia più rappresentativa e suggestiva della partitura è “L’ultimo bacio”: un tema portante astratto e ansimante, che appare come una costante incessante e per nulla liberatoria, una sinestesia sonora fatta di effetti synth aerei, gocciolii pianistici, voci eteree e quell’affannoso incedere respiratorio continuo come a sottolineare una crescente e perturbante aggressione fisica e pressione emotiva. “Ludo e Sabri” risuona meccanico e soffocante; “Richiamo dal mare” rievoca certe soluzioni ondulatorie e minacciose dei Tangerine Dream; in “Il primo bacio” ritorna quell’ansimare leitmotivico che strangola l’ascoltatore; “Tritolo” è tecno allarmismo ritmico-cardiaco; "Il viaggio" è torbida evocazione atmosferica aeriforme.
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2025