Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records – Parte 2

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Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records – Parte 2

La rubrica ‘Pillole di Note’, ossia recensioni più o meno corte di alcune colonne sonore sia del passato che del presente, questo mese si rifocalizza sull’etichetta statunitense La-La Land Records, in questa seconda parte: https://lalalandrecords.com/

cover black sunday remastered limited edition

John Williams
Black Sunday (Id. - 1977)
La-La Land Records LLLCD 1664
29 brani – Durata: 65’06”

Nel 1977 John Williams compose due dei capisaldi della sua carriera nella Film Music: Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg e il leggendario Guerre Stellari di George Lucas. Oltre a queste due iconiche colonne sonore scritte per i due suoi più fidati amici e sostenitori, mise su pentagramma le note per il thriller terroristico Black Sunday con la regia di John Frankenheimer (L’uomo di Alcatraz, Ronin, Trappola criminale) e l’interpretazione di Robert Shaw (il burbero Quint de Lo Squalo) e Bruce Dern.

Williams arrivava dagli score per i catastrofici L’avventura del Poseidon, L’inferno di cristallo e Terremoto, dal film di guerra La battaglia di Midway, dall’Oscar per Lo squalo (ascoltate il crescendo irruento degli archi nel finale della traccia “It Was Good/Dahlia Arrives/The Unloading”) e dal thriller nevoso Assassinio sull’Eiger con e diretto da Clint Eastwood e dall’ultima pellicola gialla di Alfred Hitchcock Complotto di famiglia e questa partitura contiene parecchi elementi topici di codeste, appena citate, soundtracks, almeno per quel che riguarda la struttura tensiva dilagante, nervosa, assalente, incombente (tutte aggettivazioni ascrivibili al brano “Commando Raid”), con un leitmotiv semplice che pare erompere dagli horror satanici con quelle nenie da carillon ripetitive e opprimenti (“Beirut”): molto evocativo il main theme nel brano “The End (Theme From ‘Black Sunday’)” in cui risuona forte come diverrà il papà del leitmotiv di Dracula del 1979. Uno score dai tratti herrmanniani seppur sfilettati e tenuti celati nelle retrovie, con uso percussivo del piano nelle note più gravi (“Nurse Dahlia/Kabakov’s Card/The Hypodermic”) e fiati a determinare il sopraggiungere ossessivo e ossessionante del tema portante (anzi della cellula leitmotivica tracimante ogni dove). Un secondo tema si presenta in modalità introspettiva disgregante nell’iniziale pianismo di “Building the Bomb”, per mescolarsi con il tema primario che esplode grandiosamente minaccioso; idem in “Miami/Dahlia’s Call”. Una fuga, similare a quella composta per Lo squalo, deflagra nell’incalzante avanzare del brano “Preparations” o nell’incipit di “Farley’s Dead”. Culmine action terroristico nelle tre sezioni delle tracce “Air Chase”. Chiudono il CD tre brani di source music e due versioni alternative del tema principale.

cover bad boys 30th anniversary expanded remastered limited edition 2 cd

Mark Mancina
Bad Boys (Id. - 1995)
La-La Land Records LLLCD 1676
CD 1: 27 brani – Durata: 66’30”
CD 2: 14 brani – Durata: 36’06”

BMI Film & TV Awards per la miglior colonna sonora a Bad Boys di Michael Bay con Will Smith e Martin Lawrence, primo di quattro film di questa saga d’azione a rotta di collo (le colonne musicali del secondo sono di Trevor Rabin e del terzo e quarto di Lorne Balfe). Una partitura, questa di Mark Mancina (Twister, Con Air, Oceania), che insieme a Speed (1994), sempre del medesimo compositore, ha segnato gli action movies targati anni ‘90. Debitrice, nel suo nucleo timbrico/ritmico leitmotivico centrale, al tema popolare di Harold Faltermeyer per Beverly Hills Cop (1984) (la traccia “Funky Logo – Car Jacking” e “Theme From Bad Boys” sono significative) e qui e là affioranti soluzioni armoniche degli score per il ciclo di Arma letale (il primo risale al 1987) ad opera di Michael Kamen, Eric Clapton e David Sanborn (“The Boys Find Max” con quell’uso della chitarra acustica su synth atmosferici molto evocativa e malinconica e “We Don’t Want To Lose You”), lo score mancinano si può annoverare tra quelli d’azione tra i più esemplari di una concezione compositiva bombastica e adrenalinica a mille (figlia di un certo Zimmer più anni Novanta), derivante sì dagli anni Ottanta come appena sopra enunciato, di sicura presa fuori e dentro le sequenze. Questo doppio album esteso, con sette tracce co-composte con il compianto Nick Glennie-Smith, che pure dirige le sezioni orchestrali, lo si può targare come sinfo-reggae-rock-funky-techno (“Hangar Shootout”, “Bad Boys Main Title – The Heist”, “Funky Brothers To P.D.”, “Jojo What You Know”), il tutto shakerato e mescolato con ampia esperienza per il Genere. Mancina, proveniente dalla scuderia di Zimmer (“Cobra Chase” ne è diretta dimostrazione), sa benissimo come fomentare musicalmente le scene e restare ugualmente impresso nell’immaginario collettivo. Il secondo CD offre una serie di brani alternativi dei temi portanti.

cover bad boys 2 2cd

Trevor Rabin
Bad Boys II (Id. - 2003)
La-La Land Records LLLCD 1679
CD 1: 27 brani – Durata: 67’58”
CD 2: 22 brani – Durata: 67’29”

Il secondo film della quadrilogia di Bad Boys è il più spettacolare, teso e avvincente dell’intera saga, con una regia di Michael Bay che fa trattenere il fiato allo spettatore dal primo all’ultimo fotogramma. Portato su grande schermo dopo otto anni dal capostipite, non ci si spiega ancora il perché non siano state affidate le musiche nuovamente a Mark Mancina, divenute cult tra gli appassionati delle colonne sonore e i fan della prima pellicola – difatti Lorne Balfe, che commenta musicalmente il terzo e quarto capitolo, utilizza il leitmotiv iconico di Mancina per accompagnare una regia videoludica sballosissima e senza un attimo di tregua del duo Adil El Arbi e Bilall Fallah ma meno convincenti come battute tra Will Smith e Martin Lawrence e dalle trame un po' ingarbugliate – mettendo sul podio della partitura il mestierante Trevor Rabin (Armageddon, Blu profondo, Il mistero dei templari), che ad ogni modo sa come tenere su il ritmo al cardiopalma del film. In Bad Boys II non sentirete, prestando parecchia attenzione allo score seppellito il più delle volte sotto mille effetti sonori, esplosioni, spari, dialoghi frenetici e rombi di motore che manco Fast and Furious, giammai in primo piano il leitmotiv mancinano (“Boat Dock – Follow the Cubans”), nemmeno nei titoli di coda, seppur questo doppio CD, contenente la partitura integrale di Rabin, riporti la “Demo Version” del tema dei ‘Cattivi Ragazzi’ nel secondo album (vi sono bonus tracks con 16 versioni alternative dello score rabiniano, 4 brani dello score che chiudono la OST come ascoltata nel film e “Menina” di Heitor Pereira). Anche se campeggia il nome di Trevor Rabin (BMI Film & TV Awards per la miglior colonna sonora di questo film), sono accreditati molti membri della factory zimmeriana quali Steve Jablonsky, Harry Gregson-Williams, il succitato Pereira e in aggiunta Tim Heintz e Paul Linford, oltre a Mancina stesso, così portando il lavoro compositivo di Rabin a 18 tracce su 31 effettive; tra l’altro, se guardate attentamente i titoli di testa del film compare oltre Rabin, musica addizionale di un tale Dr. Dre, al secolo Andre Romell Young (nato il 18 febbraio 1965), un rapper, produttore discografico e attore americano di colore, che in questo doppio album non appare. Lo score è adrenalina al 100% e non dona sosta all’ascoltatore, come il film d’altronde, e i brani sinfo-elettronico-ritmici concitati tra i più esaltanti sono “Syd Getaway – Muscle Car” di Jablonsky (la saga di Transformers, The Island, Red Notice), “Tapia Attack” e “Xtreme Machine” di Linford, che ha scritto musica aggiuntiva per Rabin in Blu profondo, Armageddon, Snakes on a Plan. A tutti gli effetti è una colonna sonora che ‘suona’ molto Zimmer anni ‘90.

cover the fan 2cd

Hans Zimmer
The Fan – Il mito (The Fan, 1996)
La-La Land Records LLLCD 1682
CD 1: 18 brani – Durata: 60’57”
CD 2: 5 brani – Durata: 47’34”


Hans Zimmer e le sue colonne sonore epico-synth anni Novanta! The Fan – Il mito del compianto regista Tony Scott (1944 - 2012) (Top Gun, Spy Game, Domino) con Robert De Niro, il molesto fan di baseball del titolo, Wesley Snipes, il molestato, ed Ellen Barkin, è da ascrivere tra quelle partiture zimmeriane di quel periodo in bilico perenne tra epica sintetica, melodie sinfoniche formalmente tese e pagine meditative minimali (una su tutte le tracce di questo album, “Back To Stadium – Forgive Me”) – vedi le famose musiche per Giorni di tuono, Thelma & Louise, Fuoco assassino, Omicidio nel vuoto – anche se con interventi orchestrali soffocati volutamente da sintetismi aggredenti e schitarrate elettriche rombanti (“Gil Gets Sacked”) in cui il tema portante si fa largo e insigne. L’orchestra The Hollywood Studio Symphony è diretta da Harry Gregson-Williams, le musiche addizionali dell’appena menzionato compositore, di Jeff Rona (Chicago Hope, Earthsea, The Ropes) e di Ryeland Allison, con l’aggiunta di Marc Streitenfeld (American Gangster, Prometheus, Robin Hood) nel brano “Sacrifice”, un adagio liricamente tensivo sinfo-synth di 19’07” (interpolante il main theme di Zimmer), presente nel secondo CD (riportante anche l’original sketchbook di Zimmer in “The Fan Suite”, l’ipnotica e seducente canzone “Letting Go” interpretata da Terence Trent D’Arby, scritta dal cantante con il compositore premio Oscar per Il re leone e Dune, il fulminante e portentoso techno-dance “Out of Time” di Allison e una versione remix della suite di cui sopra). Suadente il pianismo cullante di “Precious Touch”, versione strumentale della canzone “Letting Go” che contiene anche il tema principale nel riff centrale.

cover thelma louise remastered expanded edition

Hans Zimmer
Thelma & Louise (Id. - 1991)
La-La Land Records LLLCD 1663
21 brani – Durata: 59’41”

La citavamo poco sopra nella recensione di The Fan, Thelma & Louise di Ridley Scott con Susan Sarandon e Geena Davis e Brad Pitt è una delle partiture anni ‘90 tra le più ispirate e coinvolgenti all’ascolto separato dalle immagini del premio Oscar Hans Zimmer. Tutto l’album è una prodigiosa OST synth-folk-blues-country eseguita virtuosisticamente negli assoli di chitarra da Pete Haycock, alle percussioni, conga, contrabbasso e shaker da Luis Jardim, all’armonica, violino e fisarmonica da Graham Preskett, alla batteria da Charlie Morgan e alle tastiere da Zimmer – ammirevole il brano “Watching Him Go – Jimmy Pops the Question” – con un tema portante che più evocativo e cult non potrebbe essere (“Louise’s Theme” che sembra essere la costola bluegrass del sinfonismo on the road di A spasso con Daisy, altro grande leitmotiv zimmeriano del 1989; “Giving Up”; “Charged With Murder”). Lo score ricevette la candidatura ai Bafta ed il film vinse l’Oscar per la Miglior sceneggiatura. In questo CD versione estesa ritroviamo il singolo brano “Thunderbird” presente nell’album con canzoni che uscì all’epoca, la “Concert Suite” del 2000 e alcune versioni alternative o film version. “Thelma & Louise End Titles è scritto, eseguito e prodotto da Zimmer con John Van Tongeren. “Chase – You’ve Always Been Crazy” è pura Action Track zimmeriana che tanto ha fatto innamorare i suoi fan della prima ora. Ermanno Comuzio nel suo celeberrimo dizionario “Musicisti per lo schermo” così tratteggia lo score di questa pellicola: <<cavalcata musicale attraverso l’America con chitarre “country” e accordi elettronici>>.

cover jacobs ladder 35th anniversary expanded edition

Maurice Jarre
Allucinazione perversa (Jacob’s Ladder, 1990)
La-La Land Records LLLCD 1678
CD 1: 6 brani – Durata: 38’00”
CD 2: 29 brani – Durata: 49’48”

Il premio Oscar Maurice Jarre (1924 – 2009) (Lawrence D’Arabia, Il dottor Zivago, Passaggio in India) negli anni ‘90 ebbe una deriva synth molto dominante (anzi eccessiva) che ha indotto nei suoi ammiratori più accaniti, quelli appassionati dalle sue score sinfoniche storiche, una sorta di rigetto. Benché sempre presenti dei temi dal sicuro esito e appeal (ad esempio il leitmotiv romantico pianistico in “Copter’s In” e “Funeral” di questa score che apre la presentazione della partitura integrale nel CD 2 come udita nel film Allucinazione perversa o quello del cult Ghost o Witness – Il testimone) ma immersi in pentagrammi sintetici stratificati da effettistica elettronica non sempre di rilievo e abbastanza banalotta – tuttavia una tendenza in parecchi compositori veterani che nei Novanta si buttarono sulle colonne sonore prettamente synth lasciando basiti i propri Fan: vedi, in realtà più anni ‘80, Jerry Goldsmith (Runaway, Legge criminale, Ricercati: ufficialmente morti) –. Jacob’s Ladder di Adrian Lyne (con il quale Jarre ha lavorato su Attrazione fatale) con Tim Robbins è un horror soprannaturale che non dà tregua allo spettatore: distrutto dalla morte del figlio, un veterano cerca di scoprire il suo passato mentre soffre di un grave caso di dissociazione. Deve distinguere la realtà dai propri sogni, mischiando malamente illusioni e percezioni della morte. Jarre, di cui è consigliabile ascoltare il CD 1 con l’Original Soundtrack Album del 1990 per una migliore fruibilità della score, riesce a ritrarre questa vita dissociata del protagonista con una sequenza ininterrotta di pagine synth, corali campionate e percussive di consistente angosciosa lagnanza sulle immagini ma di difficile ascolto disgiunte da esse.

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