11 Apr2008
Charlie Wilson’s War
James Newton Howard
La guerra di Charlie Wilson (Charlie Wilson’s War, 2007)
Varèse Sarabande LC 06083
10 brani – Durata: 33’18”
Lo spirito patriottico, con un simile background, era forse inevitabile in una produzione americana. Ma la OST di James Newton Howard riesce ad andare oltre.
La melodia è spesso speranzosa e limpida e cresce affidandosi ai fiati e agli archi, come nell’iniziale “Charlie Wilson”; nel brano d’apertura il trascinante motivo principale segue inflessioni cupe, con i fiati che scivolano sulle note, e poi dal gusto folk, che torna in chiave ironica anche con “Telex Machine”.
Tra il sentito “It’s Up to Me” e il crepuscolare “Where’s It At, Charlie?”, c’è spazio anche per le emozioni forti. “Refugee Camp” si apre incerto, trasudando promesse, per poi spiazzare con un improvviso crescendo dai rimandi tribali, che aumenta la violenza della melodia con echi vocali e percussioni insistenti. Incalzante e drammatico è pure “Turning the Tide”, capace di mantenere latente la tensione anche nello smorzare i toni; interessantissima la sua seconda parte, che riprende con energia trascinante - e qualche spuria inflessione pop - un brano del Messiah di Händel, “And He Shall Purify”, cantato alla perfezione dalla Hollywood Film Chorale con la Hollywood Studio Symphony. Per le parole di questo brano del Messiah Händel utilizzò un passo del libro profetico di Malachia nell’Antico Testamento, che qui ben assume sfumature di significato sempre più attuali in un contesto politico – La guerra di Charlie Wilson sembra denunciarlo – basato su una sorta di moderno imperialismo: “And he shall purify the sons of Levi, that they may offer unto the Lord an offering in righteousness” (“Purificherà i figli di Levi, perché possano offrire al Signore un’oblazione secondo giustizia”).