21 Ott2011
Franco e Ciccio sul sentiero di guerra
Roberto Pregadio
Franco e Ciccio sul sentiero di guerra (1969)
Digitmovies/Digitsoundtracks CDDM 185
25 brani - durata: 47' 54"

Dopo Per un pugno nell’occhio (1965) di Francesco De Masi, I due sergenti del generale Custer (1965) di Angelo F. Lavagnino e Due mafiosi nel Far West (1964) di Giorgio Fabor, la Digitmovies torna ad occuparsi dei western comici con Franco e Ciccio dando alle stampe Franco e Ciccio sul sentiero di guerra del recentemente scomparso Roberto Pregadio, un artista molto impegnato nel territorio dei B-movie durante i decenni Sessanta e Settanta. La OST viene proposta in un’edizione che comprende sia la tracklist di un 33 giri pubblicato dalla Cinevox all’epoca dell’uscita del film sia nove brani allora espunti per la limitata capienza del vinile. Franco e Ciccio, tra gag e smorfie deformanti, impersonano due soldati borbonici che disertano dopo lo sbarco di Garibaldi in Sicilia e finiscono su una nave che li porta in America dove vengono fatti prigionieri da una tribù di pellerossa. Anziché cimentarsi in una parodia parallela del sound dello spaghetti western, Pregadio opta per uno sfondo musicale generalmente a carattere sinfonico con occasionali riferimenti etnici. Il primo dei due temi più ricorrenti suonerà familiare a molti per essere stato frequentemente inserito nelle miscellanee dedicate al genere: si intitola “Fantasia western”, per un verso incentrato su orchestrazioni briose e un po’ old style, per l’altro introdotto e inframmezzato da tamburi tribali. Il secondo viene inaugurato con la spensierata chitarra collegata al wah-wah di “Marcia indiana” ed appunto non è altro che una di quelle spiritose marcette sempre presenti in pellicole simili; successivamente il motivo conoscerà perlopiù delle rielaborazioni in stile country (ad esempio “Ciccio nel West”) nonché un paio di armonizzazioni che conducono verso opposti lidi musicali: se “Prega Dio” è un esplicito omaggio alla sicilianità dei protagonisti (ed anche del musicista!) con quell’andamento leziosamente altalenante e per l’apporto del marranzano, “Fantasia indiana” è una rielaborazione orchestrale solare e nostalgica insieme. La copiosa sezione bonus track ci offre infine una serie di riprese dei brani noti disposti a mo’ di collage e in diversi casi ulteriormente arricchiti sul piano degli arrangiamenti o più dilatati nella durata; non male, ad esempio, la chitarra ovattata e la tromba di “Nostalgico western (attimi romantici)”, episodio derivante proprio da “Fantasia indiana”. Nel complesso, un commento musicale che testimonia la verve del maestro Pregadio e la fluidità della sua scrittura.
In conclusione, un’indicazione discografica per i fan dei western francocicciani: oltre ai titoli menzionati all’inizio, è da qualche tempo disponibile nel catalogo della Verita Note, un’etichetta giapponese molto attenta al vintage cinemusicale italiano, anche Due Rrringos nel Texas (1967) di Carlo Savina.