26 Ott2011
Tre dollari di piombo
Gioacchino Angelo
Tre dollari di piombo (1964)
GDM Music ”The Hillside Series” CD 4144
19 brani (17 di commento + 2 canzoni) – durata: 51’ 45’

Abbinata ad uno spaghetti western della prima ora, Tre dollari di piombo è una delle due colonne sonore scritte nel 1964 per il genere da Gioacchino Angelo (l’altra, riconducibile alla stessa produzione cinematografica, come spesso accadeva all’epoca, è Le maledette pistole di Dallas, pubblicata su CD lo scorso anno sempre nella collana GDM Music/Hillside). Prima della svolta impressa da Sergio Leone, i western europei, per quanto concerne le storie, i personaggi, le tecniche filmiche e, non ultime, le musiche, avevano un’impostazione antica e prestavano fede ai modelli americani. Dunque, accostandovi all’ascolto del disco, scordatevi i clichè musicali tipici del western all’italiana: il maestro Angelo ha composto una suggestiva partitura per la maggior parte sinfonica, tanto risolutamente aliena dalle asprezze e dalle enfasi dello statuto morriconiano quanto permeata da un garbo ed un rigore mutuati dalla musica classica.
Curiosa mescolanza tra un background timidamente country e la voce operistica di Bruno D’Angelo, “Canto del cowboy” è il motivo conduttore, rivisitato più volte dall’orchestra in tono romantico e a tempo lento o medio, e, in un’unica occasione, da strumenti elettrici (chitarra e organo). Proseguendo, sia i brani malinconici (“Triste cowboy”) sia quelli drammatici (“Violenza continua”, “Rissa in paese”, “Lo sceriffo ferito” e “Il vecchio West”) sono tutti costruiti con estrema raffinatezza e, in alcuni punti, si abbandonano inaspettatamente a pose languide (“Affettuoso incontro” e “Notturno western”). Completano lo score i soliti intermezzi cabarettistici per pianoforte solo (“Festa al saloon”) e per voce femminile (non accreditata) con accompagnamento pianistico (“Scarpette e fichù”). La presente edizione riproduce pedissequamente le sedici tracce contenute in un vecchio 33 giri della CAM con l’aggiunta di più di un quarto d’ora di musica inedita: si tratta di tre brani suddivisi in due lunghe suite riassuntive dei temi noti e una versione per pianoforte solo di “Scarpette e fichù”.
Tre dollari di piombo è una OST di non facile assimilazione per chi è abituato al sound dello spaghetti western istituzionale, tuttavia costituisce un’imperdibile occasione per riscoprire un fine compositore troppo frettolosamente dimenticato.