22 Feb2008
Notes on a Scandal
Philip Glass
Diario di uno scandalo (Notes on a Scandal, 2007)
Decca Records 475 8661
20 brani – Durata: 50’49”
Glass costruisce per Diario di uno scandalo un fascinoso tema principale e lo affida spesso, su accompagnamento degli archi, ai fiati, che scivolano con ambigua e carezzevole facilità lungo le note: rapidi aumenti e diminuzioni di intensità che ben ritraggono la doppiezza psicologica e l’incessante, malato lavorio della mente di Barbara. Si ascolti a titolo d’esempio l’incipit della OST, “First Day of School”, che parte con la scura austerità degli archi, ma anche “A Life Lived Together”, in cui è tenace l’ostinazione del violino.
La scala cromatica del lavoro di Philip Glass, pur all’interno dei toni del dramma psicologico, è straordinariamente ampia come già in The Hours (2003), di cui Diario di uno scandalo riprende le rapide scale e il vasto mutare dei colori, sempre intensi.
Si sviluppa in modo assai complesso la melodia degli archi in “The History”, che sparge di tanto in tanto accordi di pianoforte. Le percussioni sostengono la tensione in “Confession” e soprattutto in “Betrayal”, che diviene violento, dalle connotazioni quasi belliche. Le tinte scure sono invece quelle tipiche del thriller in “Discovery” e in “Someone Has Died”, sempre più nervoso.
La musica cambia, muta ritmo e tonalità, sussulta e s’azzittisce. “Sheba & Steven” parte con un crescendo che somma al violino prima i fiati, poi le percussioni per arrivare infine al tema completo. Vivido e palpitante è il brano “Invitation”, che trasuda impalpabile nervosismo con le sue impennate e le scale ascendenti e discendenti.
Così l’intera soundtrack riesce in modo brillante a commentare lo sleale e torbido attaccamento di Barbara a Sheba, definendo attraverso il linguaggio sonoro l’intera portata equivoca dei fatti. Ma lo fa senza essere sgradevole. Unendo anzi alle necessità narrative una nota di seducente ed enigmatica attrattiva.