12 Feb2008
Sleuth
Patrick Doyle
Sleuth - Gli insospettabili (Sleuth, 2007)
Varèse Sarabande LC06083
13 brani – Durata: 36'11"
La speranza di redenzione è lontana: sembra dircelo il malinconico e distaccato brano iniziale, “The Visitor”. Poi violino e pianoforte si lanciano in reiterate riprese dell’insinuante e tormentato tema principale, il cui insistere su poche note pare riflettere il senso di solitudine e la gelida determinazione di Andrew. Si ascolti “The Ladder”, nelle cui inflessioni sempre più complesse gli archi sembrano mettere tocchi di insensibile ironia, o “You’re Now You”.
Il motivo dominante torna anche in un enigmatico pizzicato (“Milo Tindle”) o nell’inquieto lamento del violino (“Sleuth”).
Il sottile gioco psicologico fra i due protagonisti è così ben ritratto dalle brillanti modalità con cui le note del piano e quelle degli archi si sovrappongono emergendo a fasi alterne (bell’esempio ne è “Black Arrival”). Finché la soundtrack non si carica di maggiore animo e nervosismo: l’accerchiamento mentale è ben riprodotto dall’irrequieto fremere degli archi in “Itch Twitch”, che s’arresta bruscamente; sempre più viscerale è “Rat in a Trap”, e ricco di maggiori sfumature è anche “One Set All”.
La grandissima intensità della colonna sonora di Doyle propone così numerose variazioni di tono e ritmo sul motivo dominante, riuscendo a non diventare ripetitiva mettendo in luce l’ossessione con artifici affascinanti. Arrivando anche ad un allucinato remix disco della melodia (“Too Much Sleuth”).
Una curiosità: una delle tracce, “I’m Not a Hairdresser”, contiene i dialoghi originali con le voci di Michael Caine e Jude Law.