La Colt era il suo dio

cover_colt_era_suo_dio.jpgVasili Kojucharov
La Colt era il suo dio (1972)
GDM Music ”The Hillside Series” CD 4147
10 brani – durata: 39’ 29’’


 
Sottoprodotto del western all’italiana assemblato utilizzando materiale di recupero proveniente da altri film, La Colt era il suo dio vede impegnato nella stesura della colonna sonora Vasili Kojucharov, musicista italo-bulgaro noto ai cultori del genere per aver scritto una manciata di partiture perlopiù di buona fattura ed anche per aver dato vita ad un fecondo sodalizio professionale con Elsio Mancuso. Chi tra gli appassionati non conosce la sigla “Vasco & Mancuso”, nome d’arte con il quale i due hanno firmato le loro collaborazioni cinemusicali? L’elemento di maggiore attrattiva di questa operazione discografica a cura della GDM Music/Hillside sta nel fatto che essa  documenta un inedito assoluto, realizzato in virtù del ritrovamento dei nastri originali depositati presso gli archivi della CAM.
Il ricorrente tema principale “Seq. 1 - Titoli”, dopo un lungo preludio drammatico, si distende lungo una struttura orchestrale che sfocia elegantemente in una doppia linea melodica divisa tra archi e fiati, e viene associata ad alcuni degli stilemi caratterizzanti lo spaghetti western, adottati però con molta discrezione. Bandito infatti l’apporto dei suoni non convenzionali, sono soprattutto le ritmiche galoppanti e gli assoli di tromba ad assolvere il compito di richiamare tale parentela. Successivamente, e precisamente all’altezza di “Seq. 3”, dove esordisce un secondo tema assimilabile al precedente, comparirà anche la chitarra elettrica, altro tipico marchio di fabbrica, per prodursi a intervalli regolari in un grappolo di note discendenti. Sempre sul versante della melodia, non vanno dimenticati neppure “Seq. 4” e “Seq. 8”, due brevi cedimenti nostalgici accompagnati da un arpeggio di chitarra.
La seconda voce dominante nella OST è invece riferita ai brani di tensione, frequentemente giustapposti ai motivi melodici (ad esempio negli oltre nove minuti di “Seq. 9”) e ricavati dall’interazione, spesso dissonante, tra strumenti variamente assortiti: ottoni, legni, clavicembalo, organo elettrico, pianoforte, piatti, percussioni, archi, basso e chitarra elettrica distorta. Perfettamente integrato nel contesto western è infine “Seq. 5”, l’immancabile e brillante intermezzo pianistico da saloon.
In accordo con una prerogativa molto comune tra i B movie italiani e in particolare tra i western della fase involutiva risalente alla prima metà degli anni Settanta, La Colt era il suo dio, benché abbinato ad un film meno che mediocre, può essere segnalato come uno score più che dignitoso.

 

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