11 Gen2012
Si può fare… Amigo
Luis Bacalov
Si può fare… Amigo (1972)
Digitmovies/Digitsoundtracks CDDM 198
16 brani (14 di commento + 2 canzoni) - durata: 41' 09"

La frequentazione del western all’italiana da parte di Luis Bacalov, lunga e pregna di significato, si è concretizzata in una quindicina di partiture. Tra queste andrebbero menzionate almeno Django (1966), giustamente famosa per qualità intrinseche ma anche perché legata ad uno dei film storici del genere, Quien sabe? (1966), traboccante di sonorità etniche per via dell’ambientazione nel Messico rivoluzionario, Il prezzo del potere (1969), epica ed elegante, Il grande duello (1972), solida e rustica ma avvolgente come un manto andaluso, e Lo chiamavano Mezzogiorno (1973), il cui lirismo non può non richiamare quello della morriconiana C’era una volta il West (1968). Rispetto a quelli citati, Si può fare… Amigo dà la sensazione di essere un episodio più di routine che va ad aggiungersi ad altri scritti in quegli anni sulla stessa falsariga dal compositore di origine argentina. Il film, girato nel periodo di piena decadenza del genere nonostante il successo di Lo chiamavano Trinità (1970), è chiaramente destinato ad un pubblico di famiglie: protagonisti, uniti da un’insolita amicizia, sono Bud Spencer e il piccolo Renato Cestiè, futura star dei lacrima-movie. Con tali premesse, non può essere casuale il fatto che il tema principale, la ridente “Can be done”, oltre al canto di Rocky Roberts, presenti nell’arrangiamento anche un coro infantile impegnato in un ritornello di facile presa. Da qui viene successivamente dedotta una serie di placide versioni strumentali per armonica e chitarra acustica sovente giustapposte ad un delicato motivo sentimentale (“Il villaggio al tramonto”, “Amore nel West”). L’armonica di Franco De Gemini sale alla ribalta anche nei momenti di pericolo, dialogando ruvidamente con la chitarra elettrica distorta (“Si può fare… Amigo”, “Guai in vista”) o, in chiave più sperimentale, con archi dissonanti ed effetti eco (“Il duello”). Un buon terzo dello score è però occupato da brani country e da saloon: sono il naturale accompagnamento alle feste popolari, agli spettacoli delle ballerine e alle risse furibonde che si scatenano a più riprese (la presenza di Bud Spencer si fa sentire!) in un tripudio di violini stridenti, pianoforti isterici e banjo impazziti (“Pianino, pianino”, “Valzer al saloon”, “Buffo inseguimento”, “Festa al villaggio”).
In definitiva, una colonna sonora divertente e leggera con qualche inatteso intervallo di riflessione.
La presente pubblicazione della Digitmovies riprende ed amplia con inediti (una suite di oltre sette minuti e una versione stereo del tema conduttore) un CD della Point Records datato 1995, che comprendeva pure dieci tracce tratte da Il grande duello. É auspicabile che quest’ultimo possa essere a sua volta inserito, magari in un’altrettanto ricca edizione estesa, nei piani editoriali della casa discografica abruzzese, per la gioia dei fan del western all’italiana e degli estimatori di Luis Bacalov.