18 Gen2012
Tentacoli
Stelvio Cipriani
Tentacoli (1977)
Digitmovies/Digitsoundtracks CDDM 199
21 brani - durata: 61’ 31’’
Per Tentacoli Cipriani suddivide i propri interventi approssimativamente nell’ambito di tre dimensioni. La prima è quella propriamente balneare condensata nella frizzante “Small town pleasures”, un brano funk-pop in pieno stile anni Settanta. La seconda, la più ampia ed anche la più interessante, riguarda le scene ambientate nei fondali marini. Qui il musicista romano, intento a descrivere l’universo acquatico prima con ammirazione e stupore per le sue bellezze (“She’ll never come back”, “Summer and winter”), poi con sordo terrore per le sue minacciose presenze (“Tentacles”), adotta i suoni più arditi (per l’epoca) e sperimentali delle tastiere elettroniche arricchiti con effetti di vario tipo o con strumenti etnici (vedi il sitar della stessa “Tentacles”); al contempo però non disdegna di ricorrere ad espedienti artigianali. Lui stesso ha raccontato in un’intervista rilasciata anni fa come, nel tentativo di individuare delle sonorità appropriate per comunicare il movimento dei tentacoli della piovra, ebbe accidentalmente l’intuizione di registrare, rallentandolo di molto, il rumore prodotto dalla frantumazione di una grande lastra di vetro scaraventata al suolo; tale artificio acustico risultò soddisfacente in quanto simulava in modo realistico la sensazione di vortice. La terza dimensione fa riferimento alle scene d’azione come quella della regata; in questo caso il maestro attinge al suo cospicuo repertorio poliziottesco riciclando l’adrenalinico tema composto per La polizia sta a guardare (1973), con effetti di indubbia efficacia (“Too risky a day for a regatta”).
Infine, la sezione inediti, oltre ai consueti take alternativi ricavati dai nastri originali depositati presso la CAM, annovera anche due demo realizzati dal maestro per conto della Bixio C.e.m.s.a. quando si pensava che la colonna sonora di Tentacoli dovesse fare capo a tale casa editrice musicale. Si tratta di “Sails” e “Sails (versione 2)”, due grintosi pezzi risolutamente rock con i quali si chiude un’opera molto variegata che rispecchia con esattezza l’inventiva e la preparazione di Stelvio Cipriani.