Andrea Farri/AA.VV.
Gli sfiorati (2012)
Radiofandango 0207054RAF
18 brani (6 canzoni + 11 di commento) – durata: 49’40”
Una colonna sonora in punta di fioretto! Note che sfiorano il pentagramma insinuandosi nell’animo umano dei protagonisti facendone risaltare tutti gli stati emozionali e le diversità socio-caratteriali, perché di sentimenti parla
Gli sfiorati, pellicola di Matteo Rovere. E quattro anni dopo
Un gioco da ragazze il regista torna a collaborare con il giovane compositore Andrea Farri che, come accennato sopra, crea una partitura che è la voce dell’anima dei personaggi, una voce a volte dura, a volte profondamente tenera, colma d’amore. Ma che sotto sotto vuole giudicare e forse redimere, almeno attraverso le sue note, all’apparenza, consolatorie!
Farri (
Il XIII apostolo,
10 regole per fare innamorare,
Quando la notte), coadiuvato dall’Orchestra di Roma (diretta da Marco Algenti) e da suoni sintetici, pervade lo score di melodie rarefatte, temi che sono dei veri e propri collassi emotivi, quasi dei semplici “intro” introspettivi che sondano più che il cuore, lo spirito di chi si agita tra i fotogrammi del film. Sentite brani quali “La giostra”, con quel suo ostinato cadenzato a tappeti synth e al piano titillato, “Grafologia”, un gioco di luci e ombre sintetiche e per arpa, “Belinda”, che con le sue ritmiche cardiache palpita di sesso trattenuto, facendo apparire un tema amaro come lo struggersi d’amore, “Mete”, dal piano melanconico e dalla ritmica che sfiora, sfiora e sfiora ancora le corde del cuore. Gli undici brani di commento di Farri sono un continuo succedersi di impressioni suggerite: “Risveglio” con il gocciolare delle note su di un tappeto d’archi rivelatore con il controcanto del pianoforte, del violoncello elettrico (un suono usato come grido diradato del protagonista Mete) e dello xilofono, “Dopo la notte” per arpa che canta un leitmotiv su morbidi archi dalle laceranti contraddizioni, “Verso il matrimonio” che cela una doppia faccia, quella realmente cruda della realtà involuta e quella di una finta accettazione, con un innesto di archi, arpa (la fa da padrone nello score!) e piano (eseguito da Farri e Danilo Cherni) soavi dentro un’atmosfera torbidamente disonesta. Ultimo brano strumentale della OST, dove il tema portante viene fuori in tutta la sua solennità brillante e raggelante al medesimo tempo, è “Gli sfiorati” che chiude degnamente una colonna sonora da ascoltare in cuffia per non perderne tutti i più sottili passaggi. Andrea Farri, un altro compositore nel panorama cinemusicale nostrano da tenere d’occhio!
Le canzoni dell’album, per citare solo quelle di maggiore interesse, si aggirano tra la Love Song romantica per eccellenza di Eros Ramazzotti “Più bella cosa” alla ballata pop dei The Silver Seas “High Society” che rammenta lo stile dei Toto, dal rock simil anni ’70 “Follow me down” degli UNKLE al tecno-disco dei Mood Velvet “Every 1’s a Winner”.