Django spara per primo

cover_django_spara_per_primo.jpgBruno Nicolai
Django spara per primo (1966)
GDM Music ”The Hillside Series” CD 4149
33 brani – durata: 68’ 53’’


  
La GDM Music/Hillside offre un tributo al maestro Bruno Nicolai pubblicando in contemporanea due suoi validi, benché poco conosciuti, western all’italiana: Anda muchacho, spara! (1971) e appunto Django spara per primo. Quest’ultima OST ha vissuto curiose vicissitudini discografiche: prima della ricchissima edizione completa in esame sono circolati pure un 33 giri (Intermezzo IM 012, anno 1987) con 17 tracce tutte specificate da titoli qui omessi ed un CD (CAM AMP 87, anno 2003) inspiegabilmente mancante di ben 4 brani rispetto al vinile. Se il film vuole essere grossomodo una rivisitazione in chiave western de I tre moschettieri (notevoli nel cast le presenze di culto di Nando Gazzolo ed Alberto Lupo) e si rifà solo nominalmente all’ombroso personaggio creato da Sergio Corbucci nell’omonima pellicola, la colonna sonora del Maestro si può derubricare, nel contesto della sua produzione inerente al genere, come un episodio di passaggio: l’artista, partito mostrando fedeltà ai maggiori modelli d’oltreoceano, cerca di approdare ad uno stile più personale che tenga in considerazione anche le felici ed allora recenti intuizioni morriconiane. Si dovrà tuttavia attendere il periodo a cavallo tra i decenni Sessanta e Settanta per poter percepire nelle sue composizioni il completamento di una sintesi, peraltro non priva di spunti originali, tra le due fonti ispiratrici.
L’aspetto più singolare dello spartito – eseguito da una compagine orchestrale formata da 57 elementi - è la rilettura del bolero, la nota danza di origine spagnola a ritmo ternario ed andamento moderato. Più che attingere direttamente alle fonti popolaresche, Nicolai sembra però rivolgersi alle rielaborazioni operate in epoche diverse da alcuni compositori classici tra cui Beethoven, Chopin e Ravel. Come è risaputo, i riferimenti alla musica colta non sono affatto rari nelle colonne sonore dei western all’italiana e di solito, anche se non sempre, vengono adottati con intenti ironici e dissacranti: ricordiamo ad esempio Ennio Morricone alle prese con citazioni bachiane (“Toccata e Fuga in re minore”) in Per qualche dollaro in più (1965), mozartiane (“Kleine Nachtmusik KV 525”) in Giù la testa (1971), wagneriane (“La Cavalcata delle Valchirie”) ne Il mio nome è Nessuno (1973).
Il tema principale viaggia dunque sui binari del caratteristico ostinato ritmico mentre la tromba (in alcuni casi sostituita dalla chitarra elettrica) esegue una linea melodica cantabile e ben contestualizzata nella dimensione del West “mediterraneo”: il risultato è di sicura suggestione e lo si può verificare nelle numerose variazioni che ricalcano più o meno fedelmente la struttura di “Seq. 1 – Titoli”. Lo schema ritmico del bolero è presente sottotraccia un po’ in tutti gli scenari dello score. In alcuni punti, ad esempio in “Seq. 13” e successive riprese, evolve in un groove più veloce ad agitato, ideale per le scene di maggiore concitazione; in altri scompare sostituito da soluzioni più canoniche, come nelle sequenze drammatiche fondate sulle dissonanze per archi e nei due frenetici brani da saloon “Seq. 24” e “Seq. 27”, gli unici deputati a mettere in rilievo l’estemporanea ed inusuale (almeno negli spaghetti western della prima ora) verve da commedia del film.
Insomma, anche in questa prova Bruno Nicolai si fa apprezzare soprattutto per la sua naturale predisposizione ad inventare quelle melodie trascinanti che fanno la gioia di tutti gli appassionati del western nostrano. E non è certo un caso se egli rientra nel ristretto novero dei compositori le cui fatiche legate al genere sono state pressoché integralmente rappresentate sul piano discografico. Un primato più che meritato!


 

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