10 Apr2012
Squadra volante/La Polizia ringrazia
Stelvio Cipriani
Squadra volante - La Polizia ringrazia (1974-1972)
Digitmovies CDDM 150
32 brani – durata: 72:00
Autore delle partiture, in entrambi i casi, il prolifico Stelvio Cipriani. Romano, classe ’37, Cipriani dopo il diploma al Conservatorio di S. Cecilia ed un periodo di permanenza negli States per lo studio del jazz, al suo rientro in Europa si dedicò ad una proficua attività di arrangiatore di musica leggera ed alla composizione di diverse colonne sonore tra la Spagna e l‘Italia. Dopo aver firmato le musiche di cult movies underground come Femina ridens e diversi spaghetti western, raggiunge il successo (anche discografico) con le musiche per Anonimo veneziano (1970) e proprio con La Polizia ringrazia.
Ma andiamo per ordine: Squadra volante gioca con gli stilemi del genere attraverso lo scontro umano e di ruolo tra l’ispettore Ravelli (un superbo Tomas Milian) e il suo nemico Il Marsigliese (un allucinato Gastone Moschin); una storia di ricerca di giustizia e vendetta privata con tanto di finale disilluso à la Ispettore Callaghan.
Musicalmente Cipriani sceglie un registro inaspettato: a differenza della maggior parte dei “poliziotteschi” intrisi di quel funk orchestrale dal sapore urbano, il Maestro opta per un tema strumentale dal sapore lounge e dai colori brillanti, fortemente influenzato dallo stile di Burt Bacharach (musicista americano, autore di grandi successi di musica leggera e di altrettante colonne sonore, che ebbe una grande influenza sui compositori italiani dei primi anni Sessanta – NDR).
Il tema è poi ripreso in diversi arrangiamenti, secondo le necessità narrative: Clavinet in evidenza e ritmi batucada in “Squadra volante Versione 2”, chitarre acustiche e flauto in “Attimi di affetto”, ritmi sincopati e piena orchestra in “Versione 3”, ancora atmosfere rilassate e acustiche in “La quiete familiare” e “Conversazione”, oltre alle due versioni (“La morte del Marsigliese” e “Squadra volante Versione alternativa”) che portano il tema fino alle sue estreme propaggini di lunghezza e svolgimento (la seconda concepita probabilmente per una versione lunga su 45 giri).
Le altre musiche a commento utilizzano la perizia tecnica degli strumentisti (inconfondibile – anche in questa OST - la presenza dei Marc 4) ed i generi in voga ai tempi: shake e rhyhm’n’blues in “Dopo la rapina” e “Randez vous”, atmosfera drammatica in “Vittima innocente”, chiaro-scuri psichedelici in “Droga party”, atmosfere ballabili dal piglio piuttosto contemporaneo in “Il travestimento” e “Finto prete”, blues narcotico da spogliarello in “Locale notturno”, tensione allo spasmo in “Posto di blocco” e “Diabolico piano”, accenni di funk in “Il Marsigliese fugge” e “La fuga continua” (con splendidi assolo di Carlo Pes alla chitarra).
Ancora variazioni sul tema in “Vendetta del Marsigliese” e “Arrivo al molo”, con la suspance affidata ai fraseggi di percussioni e chitarra.
Decisamente diverso, anche dal punto di vista musicale, il discorso su La Polizia ringrazia: Steno (Stefano Vanzina) diresse il film nel 1972 scegliendo come protagonista Enrico Maria Salerno nei panni del Commissario Bertone: un prototipo palesemente lontano dai commissari incazzati e maneschi che sarebbero seguiti (Maurizio Merli, Franco Gasparri o Luc Merenda); ciò nonostante il film si caratterizza per essere il primo ad incorporare “La Polizia” nel titolo ed a fare largo uso di sequenze d’inseguimento, motivo per cui è spesso indicato come precursore del genere. La trama è più complessa che in qualsiasi “poliziottesco”, ma incorpora elementi classici come il conflitto procuratore/commissario o la vendetta privata dei cittadini.
Cipriani scrive poca musica per questo film: fondamentalmente un tema drammatico e dalla connotazione tipicamente italiana, basato su archi, chitarra fuzz e l’inconfondibile Clavinet (vero marchio di fabbrica del Nostro) che si ripete in diversi arrangiamenti.
Atmosfera marziale e minacciosa in “Ondata di violenza”, aria sospesa e melanconica in “Notturno per un commissario di Polizia” (con uno splendido fraseggio al pianoforte), ancora note minacciose in “Rapimento” e “Omicidio nella notte”, fino alle alternate takes del tema principale nelle diverse versioni uscite su 45 giri.
Musica di grande qualità, dal sapore incredibilmente “moderno” (Cipriani è citato – al pari di Morricone - come nume tutelare da musicisti del calibro dei Portishead o i Radiohead) e dal grande pathos.
Buona lettura e buon ascolto.