Midway

cover midway emmerichHarald Kloser & Thomas Wander
Midway (Id. - 2019)
Varese Sarabande  
23 brani – Durata: 59’22”



L’originalità è qualcosa di distante dai cineasti moderni che cercano di scovare nei romanzi o in grandi avvenimenti del passato ispirazione da tradurre in immagini. Dai fumetti, ai romanzi, ai videogiochi per finire alla storia, non esiste settore che non sia stato trafugato per la ricerca di soggetti che potessero colpire il pubblico ormai stanco delle “solite cose”. L’ultimo Emmerich è certamente uno dei cercatori più attenti in questo settore e ciò è dimostrato dai suoi progetti che traggono ispirazione o da glorie del suo stesso passato (basti pensare al deludente Independence Day - Rigenerazione) o in leggende mitiche e mitologiche (basti pensare a 2012 o a 10.000 A.C.). Nel suo passato, il regista tedesco, naturalizzato americano, non ha spiccato per originalità né nel soggetto né nelle trame che di volta in volta ha cercato di intessere. Uno dei suoi stretti collaboratori degli ultimi anni è stato il compositore austriaco, nonché co-sceneggiatore e produttore di alcune sue pellicole, Harald Kloser che, insieme all’altro compositore austriaco Thomas Wander, ha firmato le partiture di tutti i suoi film a partire dal 2004 con L’alba del giorno dopo, passando per tutti quelli già citati, arrivando al recentissimo Midway. Prendendo spunto da un famoso avvenimento bellico, Roland Emmerich cerca di riportare sul grande schermo un classico film di guerra che possiede alcune delle caratteristiche essenziali del genere pur rimanendone distante per altri aspetti. Proprio su questa lontananza si schiera la colonna sonora. A parte il brano “Midway – Main theme” che contiene elementi militareschi tipici di questo genere filmico, tutto il resto dello score rimane ben lontano dagli stilemi caratteristici dei film di guerra. Così come era successo in Dunkirk, l’elettronica gioca un ruolo importante. Le due anime di questa colonna sonora e che, a volte, sembrano fare a pugni, sono immortalate da due brani: “See you in China” e “Morgue”. Nel primo la componente elettronica di attesa fa da contraltare e in senso opposto alla componente sentimentale espressa dal piano del brano successivo. Si citava prima Dunkirk e non è stato un riferimento casuale. Kloser e Wander si rifanno esplicitamente a brani come “Supermarine” di Zimmer. In “Pearl Harbour”, “Attack on Midway” e “Still night submarine”, tutto questo è facilmente percepibile con effetti elettronici che sembrano voler riprodurre i rumori degli aerei che sfrecciano in battaglia. Pochi sono i brani in cui una vena classica primeggia su tali effetti. Tra questi è degno di nota “This is for the Pearl” dove, finalmente, si percepiscono trame epiche che da un film del genere ci si aspetterebbe. In “Best returns" ritroviamo il tema del secondo brano finalmente rieseguito per suggellare la conclusione che trova perfetto compimento nel pezzo conclusivo che costituisce un nucleo di tutta la partitura con la ripresa del tema e le percussioni che scandiscono il tempo.
La cosa che certamente manca a Midway è l’originalità di una musica che possa carpire l’attenzione dell’ascoltatore e lo emozioni. Oggi le emozioni in musica sono una chimera e i classici fracassoni stanno avendo la meglio. Le coloriture orchestrali sono state sostituite da effetti elettronici e le belle armonie hanno lasciato spazio a oscuri rumori. La OST di Midway sembrava differenziarsi nei primi brani ma poi si è adeguata allo stile imperante di consumo, perdendo quella classicità che oggi sta diventando un carattere originale.

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