Pillole di Note: Focus sull’etichetta Beat Records

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Beat Records
Questo mese la nostra rubrica di successo, tributante una sola etichetta in particolare, eletta per lo più alle Soundtracks, che prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’ – ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile – prende di mira una famosa e storica etichetta di casa nostra che ancora non avevamo trattato con questa modalità.
Analizziamo l’etichetta italiana Beat Records: (http://www.beatrecords.it/):

AA.VV.
L’uomo di rame - L’uomo dell’armonica volume 1 (2013)
Beat Records CDX 1012
12 brani – Durata: 57’03”


AA.VV.
Listen To My Harmonica – L’uomo dell’armonica volume 2 (2014)
Beat Records CDX 1013
12 brani – Durata: 37’00”


AA.VV.
L’armonica a bocca di Franco… - L’uomo dell’armonica volume 3 (2015)
Beat Records CDX 1014
26 brani – Durata: 58’32”


AA.VV.
Our Way - L’uomo dell’armonica volume 4 (2015)
Beat Records CDX 1015
12 brani – Durata: 38’52”

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Ennio Morricone
Franco De Gemini performs Ennio Morricone - L’uomo dell’armonica volume 5 (2020)
Beat Records CDX 1016
25 brani – Durata: 71’27”

Cinque volumi dedicati ad una delle figure della musica applicata tra le più importanti, virtuose, cordiali, professionali e colme di passione per il proprio strumento da farlo divenire ‘iconico’ di un periodo, di determinate colonne sonore e generi cinematografici ai quali ha prestato la sua Voce ineguagliabile e indimenticabile. Stiamo parlando di Franco De Gemini e della sua mitica armonica a bocca che ha suonato le note di grandi capolavori della Golden & Silver Age italiana, e non solo (ha partecipato alle recording session della colonna sonora cult di West Side Story scritta da quel genio indiscusso di Leonard Bernstein nel 1961), quali, una sua tutte, C’era una volta il West di Ennio Morricone e di tanti altri film commentati dagli amici Francesco De Masi, Alessandro Alessandroni, Carlo Rustichelli, Riz Ortolani, Piero Piccioni, etc. etc. – vi invitiamo a leggere il nostro articolo scritto quando questo grande uomo e artista ci ha lasciati il 20 Luglio del 2013 (leggi qui), per saperne di più sulla sua carriera illustre, colma di aneddoti e collaborazioni davvero speciali –.
Questi 5 preziosissimi CD fanno andare in brodo di giuggiole il collezionista di colonne sonore italiche più incallito e intransigente, quindi assolutamente da non perdere; però sono una miniera d’oro di temi più o meno famosi anche per i neofiti della materia, tra melodie grottesche, malinconiche, nostalgiche, classicheggianti, dinamiche, sacre e via elencando. Una sequela di partiture in cui a farla da padrone, ovviamente, vi è l’armonica di Franco, supportata da orchestre ed ensemble di fior fior di musicisti che, come Lui, hanno fatto la Storia non soltanto della Musica per Film ma di quella musicale in generale. Si avvicendano composizioni di Morricone, Alessandroni, Sergio Montori, De Masi, Walter Rizzati, Sandro Brugnolini, dello stesso De Gemini e di moltissimi altri – addirittura il quarto volume presenta bellissimi arrangiamenti di classici filmici e non americani, inglesi e italici da parte dell’amico di una vita Francesco De Masi, e il quinto molte delle collaborazioni con il solo Morricone (Faccia a faccia, Il buono, il brutto, il cattivo, Navajo Joe, Una vita venduta, etc.) – tracciando un percorso, vero e proprio viaggio tra le note, di una carriera costellata di successi straordinari e incontri ancora più straordinari. Pertanto ascoltare queste cinque raccolte, uscite tutte separatamente dal 2014 ad oggi, sotto l’etichetta fondata proprio da De Gemini nel 1968, contenenti 87 tracce totali per oltre 260’ di musica, è un dovere per un serio ammiratore di musica per immagini e non.
Riz Ortolani
Cannibal Holocaust (1980)
Beat Records DDJ047
20 brani – Durata: 59’10”

Il meraviglioso crescendo di archi luminosi e avvolgenti, con contrappunto della chitarra acustica folk e batteria jazzy, del “Main Theme” dell’horror stracult gore di Ruggero Deodato Cannibal Holocaust del 1980, basta e avanza per etichettare questa OST come una gemma preziosissima nel panorama della musica per film di sempre. Tutta la colonna sonora è una sconvolgente mescolanza di stilemi che stemperano non poco le atrocità visive della pellicola ai limiti del sostenibile – basta ascoltare l’ironia funky soul di “Cameramen’s Recreation” che sembra uscire di peso da una pellicola di Bud Spencer & Terence Hill. Ben 10 i bonus tracks presenti in questa edizione definitiva che finalmente colma una lacuna cine-musicale da tempo bramata non soltanto dai fan del genio di Ortolani.

Nino Oliviero & Bruno Nicolai
Il pelo nel mondo (1964)
Beat Records BCM 9587
41 brani – Durata: 68’45”

Un documentario dal titolo assai pruriginoso che (forse) svia – anzi ha sviato non poco il pubblico dell’epoca, i primi anni ’60, che credette di assistere a visioni femminee di lasciva e scandalosa goduria, assistendo anche e per lo più a varie turpitudini e assurdità sparse per il globo, oltre a spogliarelli e nudità a varie latitudini – facendo precipitare il pensiero in battute di facile volgarità e magari distraendo dall’acquisto di una colonna sonora di gran classe. Si tratta pur sempre di uno dei classici, per il periodo, appartenenti ai “Mondo Movie”, quei docufilm per capirci alla Mondo Cane (il più celebrato nel mondo), Svezia inferno e paradiso e Il mondo di notte che possedevano, come in questo frangente, colonne sonore di tutto rispetto scritte da grandi nomi (Piccioni, Ortolani, Umiliani, Morricone, etc. etc.): non è da meno la OST qui proposta in rigoroso mono, con 41 brani composti da due nomi illustri del panorama italico dell’Ottava Arte, Nino Oliviero (quello del succitato Mondo cane) e Bruno Nicolai (storico collaboratore di Morricone in primis come direttore d’orchestra e autore in proprio di molte score considerevoli). Si ascoltano in questo peregrinare violento e gioioso al contempo in differenti località tra Occidente e Oriente, melodie e motivetti jazz, circensi, orientaleggianti, ispanici, cartooneschi, ballabili, sexy, classici, elegiaci e sentimentali. Ma quante idee tematiche balenavano a questi bravissimi artigiani della colonna sonora anche di fronte a tali e tante sequenze non propriamente ispiratrici in alcuni casi?!

Bixio-Frizzi-Tempera
Tutti possono arricchire tranne i poveri (1976)
Beat Records DDJ048
24 brani – Durata: 56’43”

Il buon umore ti assale sin dai brillanti titoli di testa (“850 milioni”) di questa farsa dolceamara con Enrico Montesano, Anna Mazzamauro (la Signorina Silvani di fantozziana memoria) e Barbara Bouchet, tratta da un celebre romanzo del 1972 di Terzoli e Vaime. Tutti possono arricchire tranne i poveri gioca sul classico evento in cui i poveri diventano ricchi all’improvviso grazie ad una vincita al totocalcio, ma non sapendo gestire il denaro ritornano tragicomicamente poveri. Le musiche originali del trio Fabio Frizzi, Franco Bixio e Vince Tempera fanno leva su un tema portante beffardamente sfottente ma nello stesso tempo sottintendente tanta tenerezza nei confronti della coppia protagonista (Montesano e Mazzamauro), che con il miraggio della ricchezza in quel di Montecarlo, provenendo dal proletariato torinese anni ’70, comprenderanno amaramente che “Tutti possono arricchire tranne i poveri”. Questo leitmotiv, tipicamente sul binario della tradizione musicale della commedia nostrana, viene accompagnato da motivi ballabili, anche di matrice sudamericana, e pagine più romantiche di gaudente letizia.

Piero Umiliani
Quando la coppia scoppia (1980)
Beat Records DDJ050
20 brani – Durata: 53’00”

Altra commedia con Enrico Montesano, protagonista imbattibile di goliardica simpatia, in crisi coniugale in Quando la coppia scoppia diretto da Steno, con la moglie traditrice interpretata dalla bellissima e suadente Dalila Di Lazzaro. Le musiche composte e dirette da Piero Umiliani sono un adeguato mix di sonorità jazz, tanto care al Maestro toscano, scomparso a 75 anni nel 2001 nella sua residenza romana, ed elementi ballabili funky e samba, provenienti da preesistenti composizioni per le sue indimenticate e fondamentali library music (“Funny marimba” e “Ultimissime”) e dal cult Svezia inferno e paradiso (“Samba mah na’”); il tutto capitanato da un tema principale che suona specificatamente e bellamente “commedia italica di costume”, che viene variato sempre diligentemente a seconda delle scene da commentare più o meno imbarazzanti, svenevoli o comico-grottesche.

Guido & Maurizio De Angelis
Alien 2 sulla terra (1980)
Beat Records DDJ052
25 brani – Durata: 77’38”


Guido & Maurizio De Angelis
L’ultimo squalo (1981)
Beat Records DDJ051
29 brani – Durata: 74’55”


Guido & Maurizio De Angelis
Bomber (1982)
Beat Records DDJ17DLX
32 brani – Durata: 55’08”

I cultissimi fratelli De Angelis, noti anche come Oliver Onions, da noi intervistati sia sullo storico cartaceo (Colonne Sonore bimestrale n° 16 gennaio-febbraio 2006) che sul sito (leggi qui) e sul format web Soundtrack City (https://www.soundtrackcity.online/), e i mitici anni ’80 in cui hanno sfornato una serie di colonne sonore stracult (per citare Marco Giusti e il suo celeberrimo dizionario e programma TV): Alien 2 sulla terra di Ciro Ippolito (1980), L’ultimo squalo di Enzo G. Castellari (1981) e Bomber di Michele Lupo (1982) con il compianto e amatissimo Bud Spencer, senza Terence Hill ma con Jerry Calà.
Tre score nelle quali, soprattutto nell’horror sci-fi Alien 2 sulla terra, che fa esplicitamente il verso al capolavoro di Ridley Scott dell’anno prima, Alien, spacciandosi, com’era in uso all’epoca, per il suo sequel, assi fake a dirla tutta, e nell’horror avventuroso marino L’ultimo squalo, sulle orme ancora degli Squalo Movies derivanti dal successo stratosferico del capostipite originale e incomparabile di Steven Spielberg del 1975, prevalgono elementi synth stridenti, agghiaccianti e allucinatori per le sequenze action e di paura, da ‘scary music’ elettronica anni ottanta dura e pura, con canzoni country-folk, disco music e pop cantate da Maurizio De Angelis (“Big Star”, “Ballad”) nella pellicola di Ippolito e da Yvonne Wilkins (“Hollywood Big Time”, You’ve Changed the World for me”, We’ll Flt Away” e “The Melody Plays”) nel film di Castellari con liriche di Cesare De Natale e della medesima a spezzarne la tensione perenne, che si insinua sotto pelle in modo deflagrante. A tratti, in special modo in Alien 2, pagine folk mischiate a quelle sotterranee sintetiche destabilizzano non poco. Anche i momenti di puro sperimentalismo e rock acido dell’Ultimo squalo ottengono lo stesso risultato disturbante. D’altronde parliamo di horror adrenalinici di apprezzabile artigianato registico e tecnico. Il titolone di questo trittico è logicamente il mitico Bomber con una delle canzoni caposaldo della carriera cine-televisivo-musicale del duo di fratelli romani, ovvero “Fantasy”, reiterata, variata e arrangiata in tutte le salse su ben 20 tracce, fino allo sfinimento ‘piacevole’ sonoro (testi in inglese di Cesare De Natale e Susan Duncan Smith), eseguito come Oliver Onions; i restanti brani vedono il “Tema Bomber” (anch’esso diversificato dieci volte), una parafrasi del noto tema di Bill Conti per la saga di Rocky (qui il nostro Bud è un ex pugile che deve allenare un giovane boxer italiano che deve affrontare un incontro di pugilato contro un marine della base militare americana vicina a dove frequenta la palestra di Calà) e il “Flamenco Bomber”, brano ballabile spagnoleggiante. Come ben sapete, oramai, il motivo strumentale e canoro “Fantasy”, perno di questa spumeggiante OST, è divenuto sigla col titolo “Galaxy” del cartone animato Galaxy Express 999 andato in onda nel 1982 sulla RAI, divenendo immediatamente un pezzo da Hit Parade.