Vicini di casa

cover vicini di casaAlessandro Di Virgilio
Vicini di casa (2022)
Flipper srl
12 brani – Durata: 35’49”



Il compositore e chitarrista jazz Alessandro Di Virgilio, alla sua prima colonna sonora, così racconta il backstage della sua Vicini di casa: “Ho avuto la fortuna di godere di molta libertà nella composizione della musica originale, ed ogni tanto le parole menzionate durante gli incontri con regista e montatore, appuntate su un diario, come, “vecchio disco di jazz”, “musica parigina”, “bistró”, mi hanno aiutato molto nel cercare una direzione sonora; mi è invece capitato durante la composizione di uno dei temi principali del film (brano intitolato “Osmosi”), che mi tornassero alla mente parole come “ricordi”, “voglia di vivere”, “rimpianto”, che continuavano ad intrecciarsi nella mia mente. Devo dire, quindi, che tutte queste parole annotate mi hanno veramente permesso di delineare dei contorni musicali che sono andato poi via via ad approfondire a seconda della scena che mi veniva proposta”. Vicini di casa di Paolo Costella, con un quartetto di attori in ottima forma, è una commedia d’impianto teatrale, tutta ambientata nell’accogliente e splendida casa romana di una coppia in crisi (Claudio Bisio e Vittoria Puccini) che invita a cena la coppia libertina del piano di sopra (Vinicio Marchioni e Valentina Lodovini), la quale scombinerà non poco la loro routine ‘ammazza’ sentimenti e sesso. Di Virgilio, spaziando tra sonorità per lo più swing e jazz alla Django Reinhardt, disegna una partitura proprio piacevole – a primeggiare le brillanti nuance ballabili parigine di “Push Up”, “Lay Wave” e “Vicini di casa” per chitarra acustica, clarinetto, batteria e contrabbasso o il grottesco gioco al rimpiattino jazzato di “Mafia Car” – con lampi altamente intimi alla Nicola Piovani o Pasquale Catalano, tipo il lirismo sentimentale del violino, del clarinetto e della chitarra acustica di “Osmosi” o il valzer gentile alla Henry Mancini di “Federica”. Poi: l’ispanico ballo isterico di “Beauty”, il sospettoso e sbeffeggiante “Pata Negra” e il gioioso e risolutivo “Gypsy Sun” vanno a chiosare questo album assai gradevole da ascoltare a loop. Sergio Colicchio termina con il nostalgicamente pianistico “Come la prima volta”.

Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2022

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