Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records – Parte 1

Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records – Parte 1

Ritorna la rubrica ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.
E questo mese rianalizziamo l’etichetta americana La-La Land Records, dividendo però la rubrica in più parti causa la mole di colonne sonore da analizzare (la seconda parte a breve): (https://lalalandrecords.com/):

cover scarface expanded1

Giorgio Moroder
Scarface (Id. - 1983)  
La-La Land Records LLLCD 1577
CD 1: 28 brani – Durata: 77’30”
CD 2: 23 brani – Durata: 79’00”

Il Mereghetti scrive nel suo noto dizionario: “Sceneggiata da Oliver Stone, una grandiosa parabola sul potere e sulla morte. Niente di nuovo, è vero, ma De Palma spinge tutto all’estremo, e non lascia respirare lo spettatore per quasi tre ore”. Scarface di Brian De Palma, remake di quello del 1932 di Howard Hawks con Paul Muni nel ruolo poi ripreso da Al Pacino (Tony Montana nel film) è assurto a cult sin dalla sua uscita nelle sale e le musiche del tre volte premio Oscar Giorgio Moroder (miglior score per Fuga di mezzanotte e miglior canzone per Flashdance e Top Gun), che furono candidate all’epoca ai Golden Globe, vedono la luce dell’integralità solamente l’anno appena passato, dopo ben 39 anni dalla sua realizzazione sulle immagini e su formato fisico. L’album originale del 1983 si trova, con le sue dieci tracce, nel secondo CD ivi recensito, comprendente solo due brani dello score di Moroder e tutto il resto le canzoni (sempre scritte dal compositore italiano nato a Ortisei nel 1940, naturalizzato americano) interpretate da Paul Engemann, Deborah Harry, Amy Holland, Maria Conchita, Elisabeth Daily, Beth Andersen e Joe Esposito, tutte musicalmente figlie del loro tempo, gli anni ‘80.
La partitura new wave-elettronica per sintetizzatori e alcuni strumenti solisti, presentata cronologicamente nel primo CD, è eseguita e arrangiata da Moroder stesso, Arthur Barrow (bassista e tastierista), Sylvester Levay (divenuto compositore di colonne sonore quali Cobra e Hot Shots!), Kristian Schultze (tastierista membro dei Passport, gruppo jazz-fusion tedesco creato da Klaus Doldinger, compositore de La Storia Infinita) e Richie Zito (chitarrista e produttore losangelino di artisti quali Joe Cocker, Riccardo Cocciante, Elton John, Cher, Diana Ross, etc.) e contiene, in special modo nel tema principale (“Main Title – Scarface”), qualche assonanza synth grave e pulsante con la score seminale di John Carpenter per 1997: fuga da New York  di due anni prima. Ad un ascolto attento, finalmente si può dare un giudizio più appropriato a questa partitura, che vede alcuni elementi tematici come il tema d’amore di Elvira (Michelle Pfeiffer) (“Elvira”) o quello della sorella di Tony, Gina (Mary Elisabeth Mastrantonio) (“Paranoid Tony/Gina’s Grief”) e qualche elemento folklorico sudamericano (“Bolivia”) e un’idea interessante di inciso astrattamente oscuro e spaziale (“Sosa/Talk To Frank”), nonché ipnotiche pagine descrittive adeguate (“409 Citrus Drive”). Nel CD 2, dall’11° al 23° brano vi sono musiche addizionali, tra le quali molti ripetuti pezzi diegetici. Tim Greiving nel dettagliato libretto del CD definisce questa OST: “Il reale suono della cocaina”. E siamo perfettamente d’accordo con Lui. Provoca assuefazione ad un sentire reiterato.

cover the first wives club expanded and remastered1

Marc Shaiman
Il club delle prime mogli (The First Wives Club, 1996)  
La-La Land Records LLLCD 1601
35 brani – Durata: 57’07”

Nominata agli Oscar come miglior musica per commedia o musical (negli anni in cui l’Academy ebbe la malsana idea di dividere la categoria della miglior colonna sonora in due branche; un’altra delle tante ‘cappellate’ escogitate dal blasonato riconoscimento statunitense) e vincitrice dell’ASCAP Film and Television Music Awards, The First Wives Club è un effluvio di piacevolissime sdolcinatezze tematiche tipiche del suo eccellente autore, quel Marc Shaiman che riesce sempre a sorprendere con le sue bellissime, delicatissime, romantiche, brillanti e cantabili soluzioni leitmotiviche – vedi score quali La famiglia Addams, Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche, Forget Paris, Patch Adams, Non è mai troppo tardi, Il ritorno di Mary Poppins e la serie Smash –. Questa score per questa movimentata Pink Comedy con tre divine Diane Keaton, Bette Midler e Goldie Hawn, in versione estesa rispetto all’esiguo album del 1996 della Varése Sarabande contenente 17 tracce contro le 35 ivi presenti, è una vera gioia gershwiniana e bernsteiniana (Elmer) per grande orchestra (Hollywood Studio Symphony diretta da Artie Kane e Edward Karam) tra temi valzeristici, marcette irriverenti, ariose aperture da commedia sofisticata anni ’50, musical di Broadway e qualche rimando sarcastico al circense Nino Rota. I brani più significativi: “The Big Break In”, “Tea Time With Gunilla (Film Version)”, “Annie”, “Unzip Me/Daddy’s Engaged” (che sembra uscito di peso dal Roger Rabbit di silvestriana memoria), “Letter to Three Wives”. Una marea di source music jazz e swing di alto livello e bonus tracks completano un album che gli appassionati di Shaiman non possono farsi sgattaiolare sotto gli occhi. E non soltanto loro!    

cover beavis and butt head do america expanded and remastered1

John Frizzell
Beavis & Butt-Head alla conquista dell’America (Beavis and Butt-Head Do America, 1996)  
La-La Land Records LLLCD 1592
25 brani – Durata: 36’45”

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John Frizzell
Beavis & Butt-Head alla conquista dell’universo (Beavis and Butt-Head Do the Universe, 2022)  
La-La Land Records LLLCD 1602
26 brani – Durata: 46’51”

La sitcom animata statunitense di enorme successo nata su MTV nel 1993, dalla focosa mente folle di Mike Judge, Beavis & Butt-head, ha generato nel 1996 e 2022 due lungometraggi d’animazione ideati sempre dal suo creatore, che curò pure le musiche della serie originaria di cartoni irriverenti (leitmotiv presenti in queste score cinematografiche). La colonna sonora di entrambi i film venne però affidata al mestierante John Frizzell (Dante’s Peak, Alien – La clonazione, Gods and Generals, Legion), il quale ha perfino ottenuto un BMI Film & TV Awards e una candidatura agli Hollywood Music In Media Awards. Le disavventure sulla terra e nello spazio di questi sballati ragazzi apatici dagli enormi testoni, eccessivamente volgarotti, fancazzisti e appassionati di Hard Rock e Heavy Metal, vengono commentate da Frizzell, facendo in realtà poco uso del classico mickeymousing, puntando tutto su pagine orchestralmente tensivo-militaresche, tetramente suspence e adrenalinicamente muscolari, proprie delle pellicole action. Con qualche concessione elgariana (“Mr. President, We’re Never Gonna Score”) o gregoriana (“Judgorian Chant”), addirittura poeticamente enfatica (“The Walk Into the Sunset”) per la pellicola Beavis & Butt-Head alla conquista dell’America (London Metropolitan Orchestra diretta da Allan Wilson); pagine epico-cavalleresche (“Space Camp”), patriottico-militaresche riflessive (“NASA Has a Couple New Astronauts”), per Beavis & Butt-Head alla conquista dell’universo (possenti orchestrazioni di Kevin Kaska e grandiosa l’orchestra Synchron Stage Vienna).

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Bear McCreary
Masters of the Universe: Revelation (Id. – 2021)  
Sparks & Shadows SNS4042
15 brani – Durata: 69’40”

Bombasticamente roboante e furiosamente adrenalinica questa partitura per la serie animata Masters of the Universe: Revelation composta da quel cesellatore di leitmotiv accattivanti, esaltanti e sempre perfetti sul girato e anche ad un ascolto separato di Bear McCreary. Aggiudicatosi meritatamente lo scorso anno l’International Film Music Critics Award (IFMCA) per questa score, eccellente dal primo all’ultimo brano di questo CD, eseguita abilmente dalla Budapest Scoring Orchestra con una robusta sezione ritmico-percussiva (tipica dello stile di questo compositore americano classe 1979). Furibondi orchestralmente e ritmicamente i “Main Title”, “Trailer” e il crescendo sensazionalistico corale di “Birth of the Savage”, ma la parte da leone la fanno la sequela di brani nominati “For Eternia” divisi in cinque parti, che sono un gargantuesco e favolistico girotondo dei modelli tematici della partitura tra profusa epica sinfonica primordiale e selvaggia potenza ritmica. Come dichiara lo stesso McCreary nel libretto del CD, la sua fonte ispirativa per la composizione è stata la partitura iconica di Basil Poledouris per Conan il barbaro. In aggiunta questa colonna sonora è una sorta di anticipazione di pagine e spunti tematici che verranno meglio sviluppati e ampliati in quel capolavoro di score per la serie Il signore degli anelli: Gli anelli del potere.

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