Babylon

cover babylon newJustin Hurwitz
Babylon (Id. – 2022)
Interscope Records
48 brani – Durata: 1h 37’



Il compositore e sceneggiatore Justin Hurwitz a soli 38 anni si è già intascato due premi Oscar, due Golden Globe, due Grammy e parecchi altri riconoscimenti per il musical di enorme successo La La Land dell’amico regista Damien Chazelle, con il quale ad oggi ha instaurato un sodalizio esclusivo, componendo per il medesimo le partiture di cinque film, tra cui l’ultimo Babylon.

Una pellicola monumentale che in soldoni narra dell’ascesa sfrenata e depravata, nonché conseguenziale caduta devastante, di alcuni personaggi sui generis (gli strepitosi Brad Pitt e Margot Robbie su tutti) nei ruggenti anni ’20 a Los Angeles, durante la creazione della fabbrica di celluloide denominata Hollywood, musicata da Hurwitz – il quale si è meritato l’ennesima candidatura agli Oscar e la vittoria ai Golden Globe, dopo quella succitata e l’altra nel 2019 per First Man – Il primo uomo – in maniera spumeggiante e vorticosa oltre ogni immaginazione.
Uno score che ribalta fisicamente l’udito ad ogni rinnovato ascolto, intriso di quella materia sognante musicale, per l’appunto dei Roaring Twenties, di matrice jazz, swing, ragtime e dixieland da capogiro: sentite le sarabande dinamicamente e virtuosisticamente furibonde di “King of the Circus”, “Coke Room” e in special modo “Voodoo Mama”. Un tema portante per piano scordato si staglia al di sopra delle quarantotto tracce che compongono questo Hellzapoppin’ sonoro: “Manny and Nellie’s Theme” che sembra una parafrasi del leitmotiv da Oscar “City of Stars” da La La Land. Un valzer in stile Shostakovich “Jazz Suite No.2” si ascolta in “Morning”, un ragtime alla Scott Joplin in “Kinescope Ragtime Piano” e un’ariosa apertura sinfonica in puro “Golden Age Sound” nel magnifico brano “Gold Coast Sunset”. Jazz swingante incontrollato sia strumentale che vocale in “Champagne” e “Wild Child” a compendio di una OST assurdamente geniale.      

Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2023

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