Michael
AA.VV.
Michael (2026)
Legacy Recordings/Sony Music
13 brani – Durata: 57’56”

Con il film Michael, prima parte del biopic sul Re del Pop Michael Jackson, il cinema biografico musicale trova una nuova dimensione, ambiziosa e al tempo stesso profondamente emotiva. La regia di Antoine Fuqua si distingue per un approccio elegante ma mai freddo, capace di bilanciare spettacolarità e introspezione. Fuqua evita sapientemente la trappola della sola glorificazione del personaggio, ma prova a mostrarlo in maniera più umana e realistica, costruendo invece un racconto che restituisce complessità e fragilità al protagonista, donando anche un profondo senso di meraviglia legato a tutta la sua arte. Il casting si rivela uno dei punti di forza del progetto. Jaafar Jackson, interpretando lo zio, offre un’interpretazione sorprendente per intensità e dedizione, riuscendo a catturare non solo i tratti iconici del personaggio, ma anche le sue sfumature più intime. Accanto a lui, interpreti come Colman Domingo, nel ruolo del padre di Michael, contribuiscono a dare solidità e veridicità al racconto, arricchendo il contesto umano e artistico in cui si muove l’intera storia. Uno degli aspetti più interessanti del film è proprio il modo in cui viene raccontata la fase iniziale della carriera di Michael Jackson, quando ancora bambino si esibiva con i The Jackson 5. Il film dedica spazio alla formazione del gruppo e all’impatto che ebbe sull’industria musicale, mostrando come la disciplina, il talento precoce e le dinamiche familiari, in positivo e negativo, abbiano fortemente influenzato la costruzione di una delle carriere più straordinarie nella storia della musica. In questa prima parte della narrazione trovano spazio alcuni dei brani che hanno segnato l’ascesa dei Jackson 5, utilizzati per sottolineare il clima di entusiasmo e scoperta artistica del gruppo. Tra questi emergono “I Want You Back”, “ABC” e “I’ll Be There”, “Never Can Say Goodbye”, che nel film vengono inseriti come tappe fondamentali di un percorso di crescita, sia musicale che personale. La seconda parte del film, invece, è dedicata alla carriera da solista di Michael e vengono presentati alcuni dei suoi brani più iconici dell’era “Off the Wall” e “Thriller”. Tra tutti spiccano “Billie Jean”, che accompagna una delle sequenze più leggendarie e ritmicamente costruite del film, e “Thriller”, valorizzata da una messa in scena di forte impatto visivo ottenuta grazie ad una fedelissima ricostruzione del videoclip originale del brano, passato alla storia anche come primo e vero videoclip musicale dell’epoca moderna della musica. In generale, Michael rappresenta un lavoro di grande cura e consapevolezza. La supervisione musicale è stata gestita con attenzione filologica, garantendo un uso delle tracce che non si limita al semplice richiamo nostalgico, ma costruisce un vero arco narrativo sonoro. Le canzoni più celebri della carriera solista vengono integrate con intelligenza nella struttura del film, evitando l’effetto “jukebox” e diventando invece parte attiva della drammaturgia. Dal punto di vista tecnico, la colonna sonora si distingue per la qualità del lavoro di integrazione tra materiali d’archivio e interventi contemporanei. Le registrazioni originali sono state restaurate e rimasterizzate con tecniche digitali avanzate, preservandone la dinamica e la timbrica. La stessa voce di Jaafar Jackson è stata integrata con le tracce originali di zio Michael per dare veridicità alle scene, tramite una tecnica di mixaggio già ampiamente utilizzata in altri biopic di successo (come Maria e Bohemian Rhapsody). Il risultato è un impianto sonoro estremamente immersivo, costruito attraverso un attento lavoro di sound design e missaggio multicanale. Michael si impone come un’opera che funziona su più livelli: cinematografico, musicale ed emotivo. È un film che non si limita a raccontare una leggenda, ma cerca di farla rivivere, seppur a volte in maniera romanzata, attraverso immagini e suoni, con un equilibrio raro tra spettacolo e introspezione. La Soundtrack è il cuore pulsante dell’intero progetto, capace di amplificare ogni emozione e di lasciare un segno duraturo nello spettatore. E’ un film nato non soltanto come un omaggio o una celebrazione, ma soprattutto come un ponte emotivo tra passato e presente, tra chi ha vissuto quell’epoca e chi continua a scoprirla ancora oggi. È un’opera nata non solo per custodire e rinnovare la legacy di uno dei più grandi performer di tutti i tempi, ma anche come un dono sincero, quasi intimo, per tutte le generazioni che hanno trovato — e continuano a trovare — nella sua musica un rifugio, un’ispirazione ed una parte di sé.