The Land of Dreams

cover land of dreamsFabrizio Mancinelli
Land of Dreams (The Land of Dreams, 2022)
Plaza Mayor Ltd
25 brani – Durata: 69’00”



Un musical tutto italiano ma dal respiro internazionale diretto da Nicola Abbatangelo al suo esordio sul grande schermo, con un egregio cast italico (Caterina Shulha, Stefano Fresi, Marina Rocco, Paolo Calabresi, Edoardo Pesce, etc.) che canta in lingua inglese sullo score dal magniloquente suono hollywoodiano composto da Fabrizio Mancinelli. Quest’ultimo, abruzzese ma californiano d’adozione, ha scritto le musiche per vari film oltreoceano e in Italia però con Land of Dreams corona il sogno di realizzare le canzoni e la partitura per un musical molto pop e dall’impronta altamente disneyana.

Come nei classici di Broadway passati dal teatro alla celluloide, questo film racconta del sogno dell’immigrata Eva (Shulha) che lavora come lavapiatti nel locale Choo Choo Train di New York dove in realtà vorrebbe cantare come solista, e tra un amore per un reduce della Grande Guerra e insidiosi contrasti causati dal padrone del locale, cercherà di ottenere la sua rivalsa. La canzone d’apertura “Land of Dreams” è un pungente mix pop che in nuce include tutta la natura dello score integrale: divertissement disneyano e stile Broadway vecchio stampo. Riscontrabile tutto ciò nel brillante e forsennato swing jazzato di “Do You Understand”, nel florilegio delicatissimo a due voci di “What a Night”, “Dare to Dream” e “If You Follow Me” alla Alan Menken con un pizzico di The Greatest Showman e chiosa in crescendo tra Gershwin e Porter, nell’adagio spiritual in levare di “Give Up” che sfocia in un coraggioso urlo pop di rivincita, come in “All Alone”. La sezione strumentale ha quell’afflato da grandeur sinfonica che si divide alla perfezione tra adeguate pagine di puro commento (“Clemente’s Nightmare” e “What is This Place” su tutte) e armoniose aperture liriche (“Father and Daughter”, “Farewell”, “Morning Talks” e “What Dreams Are Made Of”). Orchestrazioni, arrangiamenti e performance canore grandiose che non hanno nulla da invidiare alle gigantesche produzioni di Hollywood e della Disney dai ricchi budget. 
        
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2022

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