La nuova edizione di Hook: intervista al produttore Didier C. Deutsch

Hook Expanded EditionIl prossimo 27 Marzo, l'etichetta discografica specializzata La-La Land Records pubblicherà la tanto attesa edizione estesa di una delle colonne musicali più amate del compositore John Williams: Hook, partitura scritta per il film di Steven Spielberg del 1991 con Robin Williams e Dustin Hoffman nei panni rispettivamente di Peter Pan e Capitan Uncino. La pubblicazione era da tempo uno dei titoli maggiormente richiesti dalle schiere degli appassionati di film music di tutto il mondo (un cosiddetto “holy grail”, come viene definito da questi ultimi). Per una volta, non è difficile capire il perché di queste insistenti richieste: la partitura di Williams è un florilegio di invenzioni tematiche, di ispirato lirismo e di scintillante sapienza sinfonica a cui nemmeno l'ottimo album pubblicato all'epoca dell'uscita del film nelle sale – una generosa selezione di 75 minuti di materiale – fu capace di rendere piena giustizia. Si tratta infatti di una delle ormai proverbiali composizioni williamsiane che accompagnano il film per tutta la sua durata (nella fattispecie oltre 2 ore di musica), in un continuum musicale che rende questa partitura qualcosa di più simile ad un balletto che non ad una semplice musica di accompagnamento. Dopo un chiacchiericcio che durava ormai da mesi, l'etichetta californiana La-La Land ha finalmente annunciato l'uscita di un'edizione che promette di essere quanto mai definitiva. Nelle prossime settimane sapremo con esattezza contenuti e dettagli dell'uscita. Ma abbiamo avuto modo di avere una piccola anteprima: il sito web JWFan.com ha realizzato un'intervista esclusiva a Didier C. Deutsch, il produttore discografico della Sony Music che ha curato, insieme a Michael Gerhard di La-La Land, questa nuova edizione e a cui dobbiamo anche le recenti edizioni estese di titoli come Mamma ho perso l'aereo, 1941, Il primo cavaliere, Independence Day, Alien Resurrection e molti altri titoli pubblicati da La-La Land. Vi proponiamo qui la traduzione italiana.


Making Hook Happen: intervista a Didier C. Deutsch

a cura di Jason LeBlanc

Jason LeBlanc: Per cominciare, ci può raccontare brevemente qualcosa di sé stesso e del suo lavoro nell'industria discografica?

Didier C. Deutsch: Sono nato in Francia svariati anni fa e sono arrivato negli Stati Uniti nel 1962. Ho cominciato a lavorare nell'industria discografica nel 1973 come direttore pubblicitario e successivamente come produttore, un ruolo sicuramente più redditizio e assai più interessante. Nel 1990 ho prodotto pressoché simultaneamente un cofanetto di 4 CD dedicato al Modern Jazz Quartet e un altro cofanetto di 4 CD dedicato al catalogo Columbia di Tony Bennett. E' da allora che sono un produttore discografico a tempo pieno.
Ma è sin dagli anni della mia infanzia che sono appassionato di cinema ed ho sempre fatto molta attenzione alla musica dei film. Invece dei celebri chansonniér francesi dell'epoca, sono cresciuto ascoltando la musica di Dimitri Tiomkin, Erich Wolfgang Korngold, Max Steiner, Victor Young e molti altri. Quelle melodie mi catturarono sin dall'inizio e provai anche a trascriverle su carta usando la semplice formula A-B-C, poiché non avevo alcuna formazione musicale.

JLB: Da quanto tempo è appassionato della musica di Williams? Si ricorda quale fu la prima colonna musicale di questo autore che catturò la sua attenzione?


DCD: Ho fatto conoscenza della musica di Williams sin dalle sue prime colonne sonore degli anni '60, quando arrivai negli USA, poiché ero già allora un collezionista di album di colonne sonore. Ma cominciai davvero a prendere nota dopo che vidi Guerre stellari nel 1977. A metà degli anni '90 pubblicai una ristampa della colonna sonora di The Reivers su etichetta Legacy e fu una vera riscoperta. Improvvisamente non riuscivo a fare a meno di ascoltare la sua musica. Mi piace il suo talento, il suo senso della melodia, ma più di ogni altra cosa mi piace la sua imprevedibilità. Sebbene abbia uno stile riconoscibile, le sue partiture sono genuinamente inventive e diverse l'una dall'altra, un'aspetto quest'ultimo davvero insolito al giorno d'oggi.

JLB: La sua posizione presso Sony Music le ha consentito di produrre molte edizioni discografiche di colonne sonore amate dagli appassionati. Da quanto tempo voleva realizzare un'edizione estesa di Hook?

DCD: Stranamente, all'inizio Hook non fu una delle mie partiture preferite di Williams. Certo, era un lavoro intrigante e notevole in più di un punto, ma forse mi aspettavo qualcosa di diverso. L'idea di realizzare un'edizione estesa divenne stuzzicante quando scoprii che le bobine originali di tutte le registrazioni erano nei nostri archivi Sony. Convinsi i responsabili degli archivi a trasferire i nastri su supporto digitale per preservarli al meglio. Supervisionai personalmente il trasferimento e in quell'occasione ebbi l'opportunità di sentire tutti i brani composti per il film esattamente come furono registrati, comprese le false partenze, gli scarti e le versioni alternative. Ascoltai anche la voce di John Williams in totale comando dell'orchestra, sempre molto cortese ed incoraggiante coi suoi musicisti e attento ai più piccoli dettagli. Un'esecuzione affascinate. Quando il responsabile dell'etichetta La-La Land Michael Gerhard ed io cominciammo a parlare dei progetti da realizzare insieme, Hook divenne presto uno dei nostri obiettivi principali e dunque l'affare era fatto, per così dire.

Un anticipazione delle liner notes presenti nella nuova edizione

JLB: In quale modo questa pubblicazione divenne una realtà concreta?

DCD: Ci sono voluti 3 anni – 1102 giorni secondo Michael, ma credo siano anche di più – perché il progetto si materializzasse. Abbiamo dovuto affrontare parecchie difficoltà ma, poiché volevamo essere all'altezza della qualità e della completezza con cui La-La Land Records ha costruito la propria reputazione, abbiamo aspettato il momento giusto per perseguire i nostri obiettivi ad ogni passo. Credo che il risultato finale sia andato oltre le nostre più rosee aspettative dato che abbiamo avuto il totale appoggio dallo stesso John Williams.

JLB: Questa è la terza pubblicazione di Williams su cui Lei ha lavorato insieme a La-La Land Records. Rispetto a Home Alone (Mamma ho perso l'aereo) e 1941 quali sono state le differenze?

DCD: Nel caso di Home Alone e 1941 il lavoro fu suddiviso tra Hollywood e New York, dunque il mio coinvolgimento era la metà del tutto. Stiamo parlando di film che richiedono partiture molto differenti. Lo stile concitato di 1941 o i toni da commedia di Home Alone sono assai diversi dallo spirito malinconico che contraddistingue la partitura di Hook, dunque non è possibile fare confronti. Per quanto riguarda la quantità di lavoro tuttavia Hook è stato il progetto più complicato ed impegnativo. Identificare tutti i brani, alcuni dei quali furono incisi in maniera frammentata, ed assemblarli nel modo in cui si sentono nel film è stato un compito talvolta arduo. Insieme ad uno dei miei nipoti, Michael Geyre, che è compositore e musicista a sua volta, ho passato una intera estate a decifrare ed identificare tutti i brani e a compilarli in una sequenza che fosse il più possibile vicina a quella del film, che continuavamo a guardare e riguardare.

JLB: Una delle differenze tra questa uscita discografica e le precedenti curate da La-La Land è l'assenza di Mike Matessino come produttore/editor. Qual è stato il motivo della sua assenza in questo progetto?

DCD: Come ho detto prima, il lavoro a volte è diviso tra Hollywood e New York, a meno che il progetto non sia stato realizzato interamente da una parte o dall'altra. Le precedenti pubblicazioni in cui Mike è stato coinvolto sono state realizzate interamente a Los Angeles. Lui è il responsabile per il lavoro che si svolge da quelle parti. Hook è stato prodotto interamente a New York poiché i nastri delle sessioni di registrazione erano archiviati qui.

JLB: Quali sono state le sue responsabilità in quanto produttore di questa nuova pubblicazione?

DCD: Molto semplice: prima di tutto, identificare tutti i brani, compilarli nell'ordine in cui si sentono nel film e montarli insieme in formato digitale insieme al tecnico del suono Mark Wilder, un talentuoso fonico vincitore di molti premi Grammy e col quale lavoro da quando sono produttore. Poi ci sono stati vari processi di mastering in cui abbiamo migliorato la qualità del suono, tentando di aggiungere una risonanza più vibrante rispetto alle registrazioni originali. Dico ciò consapevolmente, dato che diversi brani contengono un'incredibile quantità di strumenti a percussione che danno un'aura particolare al tessuto della musica stessa. In studio suona tutto meravigliosamente.

Un estratto dal booklet della nuova edizione

JLB: Quale è stato il coinvolgimento di John Williams in questa occasione?

DCD: Il suo agente, Jamie Richardson, era in costante contatto con Michael Gerhard e ci ha fornito la guida per la presentazione finale della musica trasmettendoci i commenti e le osservazioni del compositore. Devo aggiungere che abbiamo avuto un grande supporto anche da Jaime Cyr, il responsabile del music licensing della Sony Pictures, senza il quale difficilmente questa pubblicazione avrebbe visto la luce.

JLB: E' riuscito a trovare tutti gli elementi di cui aveva bisogno o c'è qualcosa che è rimasto fuori da questa edizione?

DCD: Si e no. Potremmo essere avidi e voler ascoltare anche i brani che risultano ripetitivi all'ascolto. Ma, in linea di massima, credo che il prodotto finale possa far percepire Hook, una partitura spesso sottovalutata, come una delle più grandi composte da John Williams.

JLB: Dalle sue parole sembra che l'ammirazione per questa colonna sonora sia cresciuta notevolmente anche per Lei. Dove la posiziona all'interno della carriera di Williams?

DCD: Sì, l'ho scoperta davvero quando cominciai a lavorare sull'assemblaggio dei brani. Ma non la metterei in una posizione specifica all'interno della carriera di Williams. Diciamo che la metterei in una ipotetica top ten per la sua vastità, la lunghezza e la diversità. E la dinamica della registrazione mi ha fatto impazzire!

JLB: Qual è il suo brano preferito tra gli inediti presenti in questa nuova pubblicazione?

DCD: Anche qui, è difficile rispondere... Un brano a cui ritorno spesso è “Banning Back Home”, forse proprio perché è assai diverso da tutto il resto della partitura.

JLB: In conclusione, che cosa vuole aggiungere a proposito di Hook - il film, la sua musica e questa nuova edizione?

DCD: E' una partitura romantica che parla di infanzia perduta e giorni di avventure (reali o immaginarie), ma anche dell'età adulta e delle relative responsabilità. Dunque è musica che si sposa perfettamente con i toni del film che accompagna. Ma quando ascoltata a sé stante e giudicata per i propri meriti puramente musicali ciò che emerge è un lavoro di grande bellezza. Anche se ho dovuto ascoltarla molte volte durante gli ultimi 2-3 anni, scopro ancora cose che non avevo notato prima. E' questo ciò che rende grande John Williams.

JLB: Ci può dare qualche anticipazione sui suoi futuri progetti?

DCD: Al momento purtroppo nulla che riguarda le colonne sonore. Ma La-La Land ha parecchi progetti in cantiere ma ancora non abbiamo deciso su quali cominciare a lavorare.

JLB: Grazie per aver acconsento all'intervista, Didier. E' stato un grande piacere!

ColonneSonore.net ringrazia Jason LeBlanc e JWFan.com per la gentile concessione all'utilizzo del pezzo.

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