Intervista esclusiva a Silvia Siano della Cinevox

Immagini e suoni – Intervista esclusiva a Silvia Siano della Cinevox
Nella mia limitata collezione di dischi in vinile fanno bella mostra di sé alcune colonne sonore scritte dai più grandi maestri italiani: Profondo rosso di Giorgio Gaslini con i Goblin, Giù la testa di Ennio Morricone, Il corsaro nero dei fratelli De Angelis. All’epoca dell’acquisto (ormai più di trent’anni fa!) non sapevo che la casa discografica che le aveva pubblicate, la Cinevox di Roma, era una delle poche specializzate nella divulgazione della musica da film italiana. La società, il cui nome ha ora un che di leggendario e fortemente evocatore per tutti gli appassionati del settore, è stata fondata nel 1960 dal musicista-imprenditore Cesare Andrea Bixio e detiene un monumentale catalogo di titoli, un vero proprio patrimonio che interessa anche altri generi come il jazz, il lounge, il prog rock, al quale molte etichette italiane e non attingono regolarmente per rilasciare nuove edizioni a tiratura limitata in CD o LP.
Colonne Sonore: Silvia Siano, quali mansioni sono da lei svolte nello specifico nell’ambito della casa discografica Cinevox?
Silvia Siano: Mi occupo principalmente di distribuzione digitale e promozione.
CS: In che modo lei ha cominciato a muoversi professionalmente nell’ambito delle colonne sonore e come è nata in lei questa passione?
SS: Sono sempre stata appassionata di musica, tuttavia sono venuta realmente a contatto con il mondo delle colonne sonore solo attraverso l’esperienza presso il Gruppo Editoriale Bixio. Ho iniziato a collaborare con quest’azienda tramite il Master in Marketing, Management e Comunicazione della Musica dell’Università “La Sapienza” di Roma.
CS: Può raccontare in breve la storia della Cinevox e quali sono le sue attività principali?SS: Questa storica etichetta è stata fondata nel 1960 da Cesare Andrea Bixio, compositore e imprenditore unico nel suo genere, padre della canzone italiana e autore delle musiche del primo film sonoro prodotto nel nostro Paese: La canzone dell’amore. La Cinevox si specializza immediatamente in musica da film, ambito in cui è diventata un punto di riferimento grazie al talento di artisti come Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Piero Piccioni, Piero Umiliani. Nel 1975 arriva il successo mondiale, con l’indimenticabile Profondo Rosso dei Goblin che dà inizio, tra l’altro, alla felice collaborazione con Dario Argento. Pur mantenendo il suo legame con il cinema, negli anni Ottanta la Cinevox si rivolge anche alla televisione. Il rapporto con il piccolo schermo s’intensifica a metà degli anni Novanta, quando la label inizia a realizzare colonne sonore per le prime fiction tv. Ad oggi, le musiche delle più note serie prodotte in Italia vengono curate a livello discografico dalla Cinevox. Attualmente, la nostra è una realtà con molte sfaccettature. Si occupa ovviamente di produzione discografica, ma anche di distribuzione digitale, licensing e organizzazione eventi.
CS: Come sono suddivisi i compiti all’interno della struttura?
SS: Ognuno di noi è responsabile per un diverso settore: produzione, edizioni, licensing internazionale, grafica, promozione, aspetti tecnologici etc.
CS: Recentemente è stata annunciata la digitalizzazione integrale del catalogo Cinevox. A che punto siete e quali difficoltà s’incontrano in tale operazione?
SS: Abbiamo ultimato la digitalizzazione del nostro archivio di nastri e stiamo completando l’archiviazione del materiale audio. Il processo è abbastanza complesso, date le dimensioni del catalogo. Si tratta, comunque, di un lavoro molto interessante. La digitalizzazione e la riorganizzazione dell’archivio ci hanno portato a scoprire molte “perle” nascoste nel catalogo e ci hanno consentito di rendere fruibile attraverso i mezzi attuali musica inedita, o pubblicata a suo tempo solo su vinile.
CS: Di quanti titoli dispone il catalogo Cinevox?
SS: Si tratta di oltre 7000 brani.
CS: In che modo vengono decisi i pochi titoli che tuttora pubblicate su CD? Viene fatta una pianificazione annuale delle uscite? Stampate ancora LP?
SS: Le uscite discografiche vengono pianificate dal label manager. Alcuni LP del catalogo Cinevox sono stati negli ultimi tempi perfettamente ristampati dall’etichetta AMS.
CS: La digitalizzazione è stata una scelta dettata dalla crisi del CD? Con quali criteri date ad altre case discografiche in licenza i vostri titoli per una stampa su CD?
SS: La crisi è senza dubbio globale. La distribuzione digitale ci permette di mettere a disposizione del pubblico anche titoli di back catalogue che le attuali economie non consentono di ristampare su supporto fisico. Gli accordi di licenza vengono stabiliti in base a molti fattori, non unicamente economici, ma anche artistici e qualitativi.
CS: La Cinevox è notoriamente specializzata in colonne sonore horror e thriller (basti dire che il vostro catalogo comprende tutta la produzione di una jazz-rock band di fama internazionale come i Goblin) oltre che nel jazz. C’è una ragione precisa che spiega questo orientamento?
SS: Il rapporto con registi specializzati nel genere come Dario Argento, Lucio Fulci è stato determinante in questo senso. L’importanza e l’unicità a livello internazionale dei Goblin come band hanno contribuito a dare alla Cinevox un’aura particolare rispetto al mondo dell’horror e del fantastico. In catalogo ci sono numerosi brani jazz, tra cui spiccano le opere di Giorgio Gaslini, ma l’archivio Cinevox è musicalmente molto diversificato: si va dai temi orchestrali al lounge.
CS: Oltre ai Goblin e all’horror-thriller, quali altri compositori e generi cinemusicali e non sono maggiormente rappresentati nel vostro patrimonio? In particolare vi sono molti western?SS: Il catalogo è estremamente vario, comprende i generi più disparati. La Cinevox ha prodotto colonne sonore di commedie, film polizieschi, film d’autore…Negli anni Settanta l’Italia era un punto di riferimento per il cinema western e la Cinevox, di conseguenza, ha accumulato un catalogo rappresentativo per questo genere in cui spicca la colonna sonora di Giù la testa di Sergio Leone, firmata da Ennio Morricone, anche se questo film trascende i confini del genere.
CS: Può illustrare le fasi che precedono la pubblicazione di un titolo?
SS: Se si tratta di un titolo originale è importante il rapporto con il compositore delle musiche, il quale, a volte, può realizzare, per i brani della colonna sonora, versioni pensate appositamente per l’uscita discografica. Nel caso di una ristampa, invece, si effettua una ricerca nell’archivio audio per stabilire quali brani inserire nella tracklist. Si può decidere di aggiungere bonus track o inediti rispetto all’album. Quindi si procede al mastering. Si realizza la grafica della copertina e del libretto e si effettuano le procedure burocratiche per la richiesta dei DRM SIAE (i cosiddetti “bollini”). Quindi tutto il materiale viene inviato alla fabbrica per la stampa.
CS: Come spiega la stagione di revival internazionale che la musica da film italiana risalente agli anni Sessanta e Settanta sta avendo in questo periodo?
SS: In generale il vintage è sempre di moda. Poi, in un’era in cui l’innovazione è sempre più rara, viene naturale guardare al passato. Il lavoro di alcuni registi e il successo di alcune produzioni hanno contribuito al rilancio delle nostre storiche colonne sonore. Si pensi a Tarantino, ma anche alla fortuna in Italia del film e della serie tv Romanzo criminale, che hanno fatto tornare alla luce il genere “poliziottesco” anni Settanta, sia per la musica che per il cinema.
CS: Come spiega il fatto che i prodotti cinemusicali italiani hanno più successo all’estero che nel nostro Paese? E’ un problema culturale o di informazione?
SS: Nel nostro Paese sono venuti meno una serie di spazi promozionali che prima venivano dedicati alle colonne sonore. Questo ha contribuito a rendere la musica da film più che altro un fenomeno di nicchia. Sicuramente stupisce di più la fama di determinate produzioni in Paesi lontanissimi geograficamente e culturalmente, come ad esempio il Giappone. Dipende forse da vari fattori: la maggiore fortuna di determinati film in alcuni contesti piuttosto che in altri, il fascino dell’esotico (che agisce anche al contrario, in Italia rispetto alle produzioni straniere) etc.
CS: Può dirci il suo parere sulle possibilità di sopravvivenza del CD in un contesto di crisi generale del mercato discografico? Quali sono inoltre, secondo lei, le ragioni della rinnovata attrattiva esercitata dagli LP sul pubblico?
SS: Ad oggi, non sembra che per il CD ci siano grandi possibilità. Il formato LP vive fortunatamente una nuova vita ma è difficile prevedere come si evolveranno le cose. Chi acquista vinile oggi lo fa per diverse ragioni: la maggiore soddisfazione che può dare all’ascolto questo tipo di supporto, la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di meno deperibile e passeggero, il fascino retrò dei 33 giri, il collezionismo… È ancora presto per dire a cosa porterà tutto questo e se in futuro si avrà un rinnovamento dell’interesse per l’acquisto di musica in genere.
CS: Sulla base della sua esperienza nel settore, quali cambiamenti sono intervenuti in questi anni nel mercato discografico delle colonne sonore?SS: Moltissimi e purtroppo non sempre positivi. Dalla riduzione del numero delle produzioni, alla prevalenza delle ristampe sui titoli originali, ma anche una maggiore attenzione generale rispetto alla riscoperta di determinati titoli o autori.
CS: I musicisti vengono coinvolti in qualche modo nella produzione editoriale?
SS: Nel momento in cui si realizza una colonna sonora originale necessariamente. Nel caso di ristampe dipende dai casi, a volte può essere necessario consultarsi con i compositori.
CS: Può darci, per concludere, qualche anticipazione sui vostri progetti editoriali? In particolare riguardo alla stampa dei CD in licenza e non, vi attenete alle richieste degli appassionati o seguite un altro criterio?
SS: E’ molto difficile accontentare le richieste di collezionisti e appassionati. Continueranno le ristampe di LP su licenza alla AMS. Stiamo lavorando alle colonne sonore delle nuove stagioni delle fiction tv Un medico in famiglia e I Cesaroni. Al momento abbiamo concesso in licenza ad Egea Music, l’ultimo lavoro di un artista di talento che potrà trovare spazio anche nel mondo delle soundtrack. Si tratta di On the way del pianista Alberto Pizzo, un progetto internazionale che vede la partecipazione di affermati artisti come Fabrizio Sotti, Mino Cinelu, Renzo Arbore, David Knopfler. Ci ha fatto piacere, recentemente, acquisire il publishing e i diritti di master della colonna sonora dell’ultimo film di Ettore Scola, Che strano chiamarsi Federico, dedicato alla figura di Fellini. Le musiche sono firmate da Andrea Guerra.