25 Mar2014
La valle dell’eco tonante/Genoveffa di Brabante
Carlo Rustichelli La valle dell’eco tonante (1964)/Genoveffa di Brabante (1964)
Digitmovies/Digitsoundtracks CDDM 241
16 brani (7 + 9) – durata: 41’ 31’’

Il criterio della parsimonia seguito da Tanio Boccia nel girare contemporaneamente - ed in controtendenza visto che ormai nel 1964 il genere aveva irreversibilmente imboccato il viale del tramonto a favore dello spionistico e del western all’italiana - i quattro peplum Il dominatore del deserto, Maciste alla corte dello Zar, I predoni della steppa e La valle dell’eco tonante, riciclando lo stesso cast e le stesse scenografie, non venne rispettato sul versante cinemusicale: Carlo Rustichelli compose per ognuno di essi quattro diverse colonne sonore integrandole successivamente con materiale di repertorio.
Le prime tre erano già state documentate dalla Digitmovies nel XV volume della collana dedicata allo storico-mitologico; l’ultima, erroneamente data per dispersa, esce ora nel XXVIII volume della medesima serie accoppiata ad un’altra partitura firmata dall’artista di Carpi per un film d’ambientazione medievale, Genoveffa di Brabante di Primo Zeglio.
La valle dell’eco tonante - una delle molte avventure dell’erculeo Maciste impegnato stavolta contro i mostruosi uomini-eco che impediscono a chiunque si avvicini l’accesso alla Terra dei Pascoli Verdi - presenta un unico tema di immediato e facile impatto. “Seq. 1 – Titoli” irrompe infatti con una base ritmica vigorosa su cui poggia un costrutto melodico eroico ed aggressivo grazie soprattutto all’apporto del coro. Gli altri episodi reiterano questo leitmotiv con qualche ritocco: più lento e staccato in “Seq. 2”; orchestrale senza il coro in “Seq. 3”; fiabesco e mediorientaleggiante in “Seq. 5”; trionfale in “Seq. 6 - Finale”, degna conclusione culminante nella consueta apoteosi corale.
Per Genoveffa di Brabante - rievocazione di un famoso racconto popolare francese (la versione originaria, risalente al XIII secolo, è contenuta nella Leggenda aurea di Jacopo da Varazze) nel quale l’eroina, ingiustamente condannata a morte per adulterio, assurge a simbolo della purezza e della rassegnazione - il compositore attinge alla sua solida formazione classica e operistica, lasciandosi influenzare da ballate e danze antiche. Emblematici di tali fonti di ispirazione sono i brani cantati “Seq. 1”, dove una voce maschile si muove su una semplice progressione accordale chitarristica abbellita da campane e da una linea melodica d’archi, e “Seq. 2”, intensa e sofferente performance per voce femminile, ma anche la flautistica e vivace “Seq. 4”. Il contesto medievale non impedisce tuttavia al musicista di coniugare l’antico con il moderno, introducendo nell’orchestra tradizionale sonorità elettroniche per poter disporre di un colore in più sulla tavolozza espressiva. È il caso delle sequenze 5, 6 e 7 che espongono un tema dolce e sereno nelle cui trame vengono incastonati alcuni intermezzi solistici di chitarra ed organo elettrico.
Le due OST, finora inedite, costituiscono un’ulteriore testimonianza dei consolidati paradigmi compositivi, rispettosi della tradizione colta ma spesso attualizzati con slanci sperimentali, adottati durante gli anni Sessanta da Carlo Rustichelli nella sua febbrile attività in seno al cinema peplum e storico.