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Scritto da Valentina Alfonsi
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Martedì 15 Maggio 2012 |
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Brian Byrne Albert Nobbs (Id. - 2011) Varese Sarabande 302 067 126 2 25 brani (24 di commento + 1 canzoni) – Durata: 44' 19''
Attrice protagonista, co-autrice della sceneggiatura e persino autrice del testo della canzone originale presente nella colonna sonora: Albert Nobbs è a tutti gli effetti una creatura di Glenn Close, che negli anni 80 ha interpretato a teatro il tragico personaggio nato da un racconto dell'irlandese George Moore e si è poi impegnata per riuscire a portarlo anche sul grande schermo, senza vanità e senza eccessi.
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Scritto da Roberto Pugliese
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Lunedì 14 Maggio 2012 |
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Lakshman Joseph De Saram, Rachel Portman Bel Ami – Storia di un seduttore (Bel Ami, 2012) Varèse Sarabande 302 067 142 2 23 brani – durata: 48’11”
Singolare questa collaborazione a (notevole) distanza, anche geografica, fra la blasonata compositrice britannica, esponente n.1 dell’”altra metà del cielo” nel mondo della musica per film, e il musicista dello Sri Lanka attivo sinora solo nel proprio paese e qui alla sua prima sortita hollywoodiana. La singolarità discende dal fatto che lo spirito, lo stile cui è improntata la partitura a quattro mani appaiono fortemente unitari, saldati intorno ad un classicismo romantico di metà Ottocento, con afflati brahmsiani e schubertiani oltre a squarci salottieri e imperiali. Ne fa fede il valzer per archi (indiscussi protagonisti dello score) di sapore squisitamente viennese che caratterizza “Love nest”, composto da De Saram, e particolarmente interessante per il trattamento disinvolto e contrappuntistico degli strumenti.
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Scritto da Federico Biella
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Venerdì 11 Maggio 2012 |
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Piero Piccioni Minnesota Clay (1964) GDM Music CD Club 7112 34 brani – durata: 71’ 50’’
 Se esiste una concezione cinemusicale dello spaghetti western contrapposta a quella prototipica di Ennio Morricone, essa è sicuramente da attribuirsi a Piero Piccioni, un artista che ha preferito guardare al genere attraverso la lente del jazz - sul cui patrimonio peraltro era basata la sua intera formazione - e, in misura minore, del pop, deformando così in chiave più moderna, specie nelle parti affidate alla sezione fiati e all’organo elettrico, le tradizioni americana ed italiana.
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Scritto da Federico Biella
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Venerdì 11 Maggio 2012 |
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Bruno Nicolai Un uomo chiamato Apocalisse Joe (1970) Beat Records Company CDCR 115 21 brani - durata: 55' 54"
 Tra velleità autoriali, cadute di gusto, scadimenti nel ridicolo involontario, comicità demenziale e violenze gratuite, la filmografia del western all’italiana minore offre di tanto in tanto spunti di qualche interesse nella caratterizzazione dei personaggi. Come non ammettere che il protagonista di Un uomo chiamato Apocalisse Joe ha un che di originale? Non è raro nell’universo dello spaghetti western imbattersi in un attore girovago che recita i drammi di Shakespeare nei villaggi e diventa pistolero per necessità? Ma al di là di questo, l’unico punto del film che veramente si erge dalla mediocrità generale risiede, come spesso accade, nelle musiche e la firma di Bruno Nicolai è di per sé una garanzia.
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Scritto da Roberto Pugliese
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Giovedì 10 Maggio 2012 |
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Harry Escott /AA.VV. Shame (Id., 2011) Sony Masterworks 91876 3 brani originali, 4 brani classici, 8 canzoni – durata: 80’43”
Ecco un soundtrack che definire “complesso” è pressoché eufemistico. Innanzitutto per l’oggettiva quantità e qualità del ruolo che la musica riveste nel tormentato sex-portrait di Steve McQueen interpretato con molta anima e ancor più corpo dall’ormai onnipresente Michael Fassbender. Poi per la varietà e articolazione di questo tessuto musicale, che apparenta alcune vette dell’interpretazione classica come il Bach secondo Glenn Gould, non a caso l’esecutore più personale ma anche catafratto e “moderno” del genio di Eisenach, (le cui Variazioni Goldberg ricorrono periodicamente al cinema da ormai un cinquantennio e da un “silenzio” all’altro, da quello del film omonimo di Bergman a quello “degli innocenti” di Demme, quest’ultimo sempre col magico Gould alla tastiera) a geni del jazz come John Coltrane e l’indimenticabile, febbricitante Chet Baker di “Let’s get lost”, al bluesman Howlin’ Wolf ed a “New York New York” rivisitata live dalla coprotagonista Carey Mulligan, all’inquietante techno di Mark Louque per la scena del bar gay ed al contributo di band americane come i rocker Blondie e i new wave Tom Tom Club o degli afroamericani Chic…
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Scritto da Gianmarco Diana
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Mercoledì 09 Maggio 2012 |
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Pasquale Catalano/AA.VV. Magnifica presenza (2012) GDM Music Italia 2096 21 brani (11 di commento + 9 canzoni) – Durata: 62’00’’
Se c’è una nota caratteristica nella filmografia di Ferzan Ozpetek, regista turco naturalizzato italiano, è la maniacale attenzione per le musiche e le canzoni dei suoi film. Non è un caso che egli ricorra per la seconda volta, dopo Mine vaganti, al lavoro del compositore Pasquale Catalano. Napoletano, classe 1966, Catalano si mette in luce da subito con le colonne sonore per Pappi Corsicato (Libera, I buchi neri) e Paolo Sorrentino (L’uomo in più, Le conseguenze dell’amore) e con quelle per la serie Tv Romanzo criminale, ottenendo ampi consensi e la candidatura al David di Donatello.
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Scritto da Massimo Privitera
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Martedì 08 Maggio 2012 |
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Fabio Liberatori/Gaetano Curreri/AA.VV. Posti in piedi in Paradiso (2012) EMI 50999 95587929 20 brani (12 canzoni + 8 di commento) – durata: 59’40”
“Credo che buona parte del pubblico che mi segue da tanto tempo conosca la mia vera passione per la musica. L'occasione di interpretare, in Posti in piedi in Paradiso, il proprietario di un negozio pieno di oggetti vintage e vinili, ha fatto si che potessi applicare alla colonna sonora dei brani storici a me cari. Se a questo aggiungiamo che anche gli Stadio, oltre a Fabio Liberatori, hanno arricchito di musica questo film, non c'era occasione migliore per far nascere un bel cd che potesse rispecchiare in pieno alcuni dei miei gusti musicali”.
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Scritto da Antonio Marguccio
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Mercoledì 02 Maggio 2012 |
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Luis Bacalov Il Postino (1995) Sugar (8024709128225) 17 brani – durata: 47’42’’

Dagli archivi CAM è recentemente nata una serie di dischi rimasterizzati, tra cui Il Postino (ultimo film di Massimo Troisi) che viene ripresentato nella versione nostrana del 2002 (mentre esiste un’edizione statunitense con le recitazioni dei poemi di Pablo Neruda da parte di numerosi attori di Hollywood). Premiata con l’Oscar nel 1996 (quando sbaragliò concorrenti come Apollo 13 e Braveheart) la OST dell’italo-argentino Luis Enriquez Bacalov ha messo in evidenza, prima ancora di Piovani, ciò che, all’estero almeno, è sentito come “italiano”.
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Scritto da Antonio Marguccio
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Lunedì 30 Aprile 2012 |
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Ferde Grofè Destinazione Luna (Rocketship X-M, 1950) Monstrous Movie Music (MMM-1965) 16 brani – durata: 37’16’’

Rocketship X-M è un film in bianco e nero del 1950 ambientato su Marte e a basso costo (si preferì Marte alla Luna, protagonista del rivale film a colori Destination Moon perché il deserto della California avrebbe azzerato le spese per il set). Del resto lo spazio, la luna e i marziani (Orson Welles docet) erano i soggetti favoriti del cinema di intrattenimento americano in quella metà del XX secolo. Una b-movie come Rocketship X-M può incuriosire per il mix di scienza e finzione (si racconta di un razzo che, partito per la Luna, cambia rotta e atterra su Marte, dove i cosmonauti hanno tutti gli incontri “ravvicinati” del caso) e soprattutto, direi, per i nuovi linguaggi, creati letteralmente dal nulla.
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Scritto da Maurizio Caschetto
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Venerdì 27 Aprile 2012 |
John Williams Hook – Capitan Uncino (Hook, 1991) La-La Land Records LLCD 1211 Disco 1 – 22 brani; durata: 68:18 Disco 2 – 15 brani; durata: 72:17

Hook era da molto tempo uno dei titoli della filmografia di John Williams maggiormente reclamato dagli appassionati. L'album originale pubblicato nel 1991 dalla Sony era una generosa selezione di 75 minuti di materiale, ma si trattava soltanto di metà dell'intera partitura. Hook è infatti una delle opere monstre di tutta la carriera di Williams, un gigantesco affresco musicale di quasi 150 minuti che accompagna il film pressoché dalla prima all'ultima immagine. Come le celeberrime partiture di Guerre stellari, Superman, E.T. o Indiana Jones, anche Hook è un flusso inarrestabile di sinfonismo applicato al cinema, qualcosa di più vicino ad un vivace balletto (se non addirittura ad un musical) che non a una semplice musica di accompagnamento.
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