A Time of Destiny

cover_a_time_of_destiny.jpgEnnio Morricone
Il grande odio (A Time of Destiny, 1988)
Virgin/Quartet Records QR138
18 brani – durata: 44’36”



Il Maestro Morricone apre questa OST con un coro solenne che cede il passo al vocalizzo coinvolto e intimo della grande Edda Dell’Orso che espone il leitmotiv portante (“Forgiveness”), una melodia profondamente dolente (echi di Mission in lontananza!) che sottolinea in maniera forte la storia di rivalità, passione e odio contornati dai frastuoni della seconda guerra mondiale del film A Time of Destiny di Gregory Nava del 1988.
Il secondo tema si palesa in tutta la sua delicatezza e ariosità morriconiana nella traccia “The Daughter”, un motivo dal grande respiro sentimentale per archi, fiati, ottoni, di quei temi che sono un marchio di eleganza compositiva nella sterminata filmografia di Ennio Morricone. Una tromba commemorativa ed elegiaca canta gli eroi di guerra in “Heroes” con il suo crescendo su archi rarefatti. “The Storm” vira la colonna sonora verso lidi funesti con gli ottoni aggressivi, i fiati e gli archi dissonanti, in un pezzo di bravura orchestrale (l’Unione Musicisti di Roma diretti e orchestrati dal compositore romano premio Oscar) dalla poderosa violenza esecutiva. “Jorge” quieta l’atmosfera (all’apparenza) con il tema principale per violini, fiati e arpa, su di un tappeto tensivo, che denota la sua marcata origine popolare, soprattutto nel suo finire a voce aperta. “The Letter” è uno di quei pezzi descrittivi in cui gli archi sospesi lasciano defluire fiati e ottoni per concertare la tensione apprensiva di un attimo senza fine. “For Josie” parte sospettoso, cupo, per dare all’arpa e all’oboe il compito di sottolineare l’arrovellamento del personaggio, che nella seconda parte del brano, torna a vivere con la grandiosità degli archi e dei corni francesi che espongono il leitmotiv, un vero e proprio love theme di amore e odio.  “The Night Patrol” è un brano di commento all’azione in guerra con ottoni militareschi e archi atonali. “Rifac; The Storm II” impartisce ordini di battaglia con archi, fiati e ottoni che si inseguono, duellano animosamente fino a scontrarsi corpo a corpo in una conclusione convulsa della traccia (e nuovamente l’Orchestra italiana diretta da Morricone da gran sfoggio di sé!). Il Main Theme in “Lunga; The Home and the Land” si apre in tutta la sua solennità corale e melodica per commentare i crediti finali della pellicola. “Brotherhood” traccia un tema nuovo che ricorda alcune melodie elegiache dello sceneggiato Il segreto del Sahara. Di nuovo il tema del protagonista, interpretato da Timothy Hutton (“Jack, A Soldier Prayer”), viene mostrato in tutta la sua struggente coralità da flauto e oboe, mentre con “Dies Irae – The Bell Tower” un suono di campane (per l’appunto) contrappunta i corni francesi che inneggiano alla battaglia, un coro bellicoso su archi sospensivi in crescendo, per un pezzo inumano di quelli che Morricone ama scrivere per delineare la brutalità dell’azione. Esponenziale nella sua ricchezza armonica e melodica, il tema principale, in “Love and Dreams” dichiara a gran voce i suoi intenti cantabili e appassionati. I violini e le viole in un bell’adagio perpetuo (in questo caso le assonanze con Mission e Nuovo Cinema Paradiso si fanno forti!) caricano animosamente “In Life and Death”, invece in “Destiny” il leitmotiv dell’amore tra Jack e Josie (Melissa Leo) diviene poesia emotiva con gli assoli di violino e flauto.                      

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