27 Apr2014
Three Amigos!
Elmer Bernstein & Randy NewmanI tre Amigos (Three Amigos!, 1986)
Perseverance Records PRR 054
17 brani (4 canzoni + 12 di commento + 1 estratto di dialogo) – durata: 39’10”

La pellicola del 1986, I tre Amigos, segna la sesta delle sette volte insieme del compositore Elmer Bernstein (1922 – 2004) con il regista John Landis (1950) (collaborazione iniziata con Animal House nel 1978 e conclusasi con Oscar, un fidanzato per due figlie nel 1991), in questa occasione supportati da un altro grande compositore dell’Ottava Arte, Randy Newman (1943), autore delle canzoni presenti nel film.
Ambedue i compositori chiamati a commentare questa parodia anni ‘80 dei film western americani del passato (in primis I magnifici sette) si trovano a scrivere la partitura per una storia sul Far West con tutti i canoni del genere, seppur buttata in farsa e ambientata ai giorni nostri: Bernstein, però, nella sua lunga filmografia ha già composto molteplici scores western, su tutti il succitato e stranoto I magnifici sette del 1960 e seguiti, nonché Il grinta del 1969 con John Wayne, invece Newman è alla sua prima vera prova con il genere “spari, polvere e cavalli al tramonto” (nel 1994 scriverà la musica coplandiana per il western pokeristico, versione filmica di una serie tv degli anni ’50 e ‘60, Maverick con Mel Gibson e Jodie Foster, non dimenticando i commenti “Old Wild West” per il personaggio del cowboy Woody e amici della prateria nella saga d’animazione di Toy Story). Quindi, se risulta logica, da parte di Landis, la scelta dell’amico fidato Elmer per commentare I tre Amigos, non risulta altrettanto scontata quella di Randy Newman, anche se non si deve dimenticare che il suddetto, oltre ad essere un noto compositore di musica applicata, è anche un famoso cantautore, sarcastico e mordace autore di molte canzoni pop dagli anni ’70 ad oggi. Difatti Landis (Blues Brothers, Un lupo mannaro americano a Londra) cerca Newman per quel suo sarcasmo accattivante, cosa che contraddistingue il regista stesso, per scrivere le quattro canzoni all’interno del suo film, songs da saloon, da vaudeville, ballate in puro stile selvaggio west anni ’60: l’iniziale derisoria e surreale, dal sound tex-mex, “The Ballad of the Three Amigos”, cantata dagli attori protagonisti, Steve Martin, Chevy Chase e Martin Short - nel film tre attori del Cinema muto che vengono licenziati, all’improvviso chiamati in un povero villaggio messicano, convinti di dover girare un western, dovranno affrontare uno spietato bandito -, cede il passo alla cabarettistica e canzonatoria “My Little Buttercup” (Martin, Short, Asparagus). Infine la bella e lenta ballata beffarda “Blue Shadows on the Trail” (Martin, Short e Chase) e lo scioglilingua folle di “The Singing Bush” interpretata da uno squinternato Randy Newman. Gli auto-rimandi al già menzionato I magnifici sette sono quanto mai palesi nello score tradizionale di Elmer Bernstein che viene chiamato per citarsi e omaggiare il film che influenza Three Amigos!, infatti fin dal “Main Title” sforna un tema eroico in stile “Americana” mescolato al tema d’amore o leitmotiv messicano (il villaggio e la sua povera gente gentile e generosa, oppressa dal villain di turno), cospargendo l’intera partitura di passaggi, incipit e armonie del suo “Music Western Touch”. Il tema aggraziato, per archi, tromba, chitarre acustiche e percussioni, del villaggio messicano ritorna in tutta la sua ariosa armonia in “Santa Poco”, titolo più che mai emblematico per far comprendere in maniera scherzosa quanto sono poveri questi peones. Il brano spensierato “Fiesta and Flamenco” inizia con una ballata tex-mex e termina con una schitarrata spagnoleggiante ridicola, con aggiunta di vocalizzo esaltato di Steve Martin, idem “El Guapo’s Birthday”. Il cattivo “El Guapo” possiede tutti gli stilemi musicali messicani con variazioni tensive degli archi e finale possente in crescendo di ottoni e archi furibondi. In puro stile “Pump and Circumstance” elgariano l’inizio di “The Return of the Amigos” che si evolve a metà nel tema eroico dei protagonisti che cavalcano coraggiosi al salvataggio degli amici e degli amori nel villaggio sfruttato. “The Chase” è una scorribanda per archi, ottoni e fiati in gran spolvero, un ostinato da capogiro, un pezzo action di bravura dalla grande bacchetta di Elmer Bernstien. “Amigos, amigos, amigos” è l’ennesima traccia d’azione scatenata in cui i magnifici Sette tornano alla riscossa simbolicamente re-impersonati dagli eroici Tre gringos: il pezzo più coplandiano dello score. Ci si commuove con “Farewell” in cui compare per la prima volta il vero tema d’amore per violino solo e il leitmotiv eroico si fa lieve e pastorale, seppur con un pizzico di ironia spumeggiante e trionfalistica che non guasta sul finale. Si ricapitolano tutti i temi nei fantastici e vittoriosi “End Credits”. Una di quelle partiture comico-citazioniste bernsteiniane degli anni ’80 (vedi L’aereo più pazzo del mondo, Stripes – Un plotone di svitati, Spie come noi, Ghostbusters) da non lasciarsi sfuggire di mano, tra l’altro rieditata dalla Perseverance Records dal vinile originale su CD in ottima qualità d’ascolto.