Svezia, Inferno e Paradiso

cover_svezia_inferno_paradiso.jpgPiero Umiliani
Svezia, Inferno e Paradiso (1968)
DigiBeat DGBT 001
30 brani – durata: 76'00"

Il 2014 si apre all'insegna della collaborazione tra due capisaldi del mercato delle ristampe di colonne sonore: la Beat Records e la Digitmovies si uniscono per dare vita ad una serie di lavori full expanded e con gli artworks originali. Ad aprire le danze, una delle colonne sonore italiane più conosciute nel mondo: quella di Svezia, Inferno e Paradiso di Piero Umiliani.Ma partiamo dal principio: nel 1968 il regista Luigi Scattini, al suo sesto film, decide di girare un documentario (o mondo movie, come si chiamavano in quel periodo) dopo aver letto il libro dello scrittore (e giornalista de Il Corriere della sera) Enrico Altavilla, dal titolo “Svezia, Inferno e Paradiso”, pubblicato nel 1967.
Partì così con una piccola troupe alla volta della Scandinavia. Scattini racconta che non fu facile girare in Svezia (dovette assicurare più di un intervistato che il film non sarebbe uscito sul mercato svedese) e che il lavoro finito non incontrò né gli entusiasmi del popolo svedese (ci fu quasi un caso diplomatico successivo alla messa in onda) né, tanto meno, quello della critica cinematografica italiana, che bollò il film come insulso, volgare o deviante (!).
Ma è il pubblico ad essere sovrano e, da questo punto di vista, il film ebbe un incredibile successo al botteghino: quasi un miliardo e mezzo di vecchie lire per un film vietato ai minori di 18 anni (a causa di alcune scene di violenza, stupro, droga e nudità assortite – anche se col senno di poi, oggi sembrano davvero poco pruriginose).
Per la musica originale del suo film Scattini decise di rivolgersi al suo amico e fidato collaboratore Piero Umiliani, che già aveva sonorizzato per lui Due Marines e un Generale (1966) e Duello nel mondo (1967) e che, da quel momento in poi, avrebbe scritto e inciso le colonne sonore di tutti i successivi film del regista.
L'edizione espansa della DigiBeat va a completare quella già estesa pubblicata dalla Easy Tempo nel 1997, aggiungendovi due brani inediti e raggiungendo così la totale completezza della musica registrata per il film.
E veniamo ai ricchi contenuti di questa splendida colonna sonora: la variegata quantità di situazioni, personaggi e storie raccontate nel film consentono al Maestro Umiliani di utilizzare registri, temi, strumenti, ensemble e arrangiamenti molto diversi tra loro, a seconda delle scene da sonorizzare. Le 14 tracce del disco (originariamente stampato nel 1968 dall'etichetta Omicron – LPM0014) sono, ovviamente, il piatto forte e contengono i tre temi portanti di tutta la colonna sonora. “You tried to warn me” (parole e musica di Umiliani) apre il disco (e il film) con arrangiamento per grande orchestra e la voce meravigliosa di Lydia Mc Donald (cantante jazz, attivissima in Italia, soprattutto nel circuito delle colonne sonore con Piccioni e Umiliani): si tratta del tema portante di tutto il film e la melodia viene ripresa con diversi arrangiamenti in “Stoccolma my dear” (per grande orchestra e i funambolici vocalizzi de I Cantori Moderni di Alessandro e Giulia Alessandroni),”Notte di mezza Estate” (per grande orchestra e tema eseguito al Clavinet dallo stesso Umiliani) e “La signora cameriera” (per piccolo combo – I Marc 4, sui quali torneremo tra poco – con i vocalizzi di Giulia e il fischio di Sandro Alessandroni).
C'è poi un secondo tema, lento e ricco di passione: si tratta di “Solitudine”, presente già nel disco originale in quattro diversi arrangiamenti (per orchestra d'archi, slow jazz con l'organo Hammond di Antonello Vannucchi in evidenza, per le voci de I Cantori Moderni e piccolo combo ed, infine, in versione ninna nanna col titolo “Sleep now little one”, con parole scritte e interpretate da Lydia Mc Donald) ai quali va ad aggiungersi la versione inedita registrata da Gato Barbieri al sax tenore, accompagnato da Giovanni Tommaso al contrabbasso, Antonello Vannucchi al vibrafono e Bruno Biriaco alla batteria. Il grandissimo sassofonista argentino compare anche in altri due momenti (anch'essi inediti, pubblicati per la prima volta nella edizione Easy Tempo e ovviamente in questa DigiBeat): “Free in minore” (una serie di variazioni tonali e di note suonate sul registro alto, accompagnato dal solo contrabbasso di Tommaso) e “Piano bossa nova” (che, al contrario, si caratterizza per l'andamento leggero e la bella melodia del tenore, accompagnato dalla sezione ritmica di Biriaco e Tommaso, dal piano di Umiliani e la chitarra del grandissimo Enzo Grillini).
Il terzo tema che emerge dalla scrittura di Umiliani è quello più allegro e lounge, non a caso utilizzato quasi esclusivamente per le scene “calde” a base di ragazze svedesi, belle e nudissime: “Le ragazze dell'arcipelago” è l'unico arrangiamento di questo tema per grande orchestra con le voci eccezionali de I Cantori Moderni, ottoni e legni da big band e arpa in evidenza. Tutti gli altri arrangiamenti (e i rimanenti brani che andremo tra poco ad analizzare) sono stati incisi da Umiliani col solo ausilio del quartetto che può essere definito, senza timor di smentita, come la spina dorsale delle più belle colonne sonore italiane dei '60/'70: i Marc 4. Il basso di Maurizio Majorana, l'organo Hammond di Antonello Vannucchi, la batteria di Roberto Podio e la chitarra di Carlo Pes. A loro e a I Cantori Moderni il Maestro Umiliani affida la rendition di brani come “Fotomodelle”, “L'uomo integrato” e “Topless party” (che riprendono il tema de “Le ragazze dell'arcipelago”), “Essere donna” (a tempo di swing, con tanto di schiocco delle dita e vocalizzi dei coniugi Alessandroni e di Edda Dell'Orso), “Sequenza psichedelica”, “Violenza”, “Nel cosmo”, “Eva svedese”, “Hippies #1 e #2”, “Organo e chitarroni” o “Beer, Vermouth e Gin”, tutti brani che giocano tra influenze beat/shake ed esecuzione jazz-pop, con ottimi à solo di Vannucchi all'Hammond e Pes alla chitarra. Menzione a parte merita, necessariamente, la “canzone” più importante di questa soundtrack: la mitica “Mah na' mah na'” (qui presente nella versione album). I protagonisti raccontano di come fosse avanzato uno spazio nel nastro (per la scena relativa ad alcune ragazze che uscivano dalla sauna e si buttavano nude nella neve) e di come Umiliani si trovò ad improvvisare il noto tema al piano, seguito immediatamente da I Marc 4 e dalla geniale trovata di Alessandroni che cantò con quella voce da cartone animato, doppiato ai cori da Giulia e Edda. L'incisione ebbe un grande successo, soprattutto negli Stati Uniti, dove il brano fu stampato in 45 giri e trainò letteralmente il successo del film (prima di essere utilizzato e poi  reinterpretato anche per il noto show di pupazzi animati, Muppet show). La canzone è ripresa in diverso arrangiamento anche nel brano “Samba Mah Na'”. Anche gli inediti esclusivi contenuti in questa edizione rientrano nelle variazioni del primo tema (“Viaggio nell'inconscio”, con I Marc 4 e la voce di Edda e “Contestazione” a ritmo di shake, con la chitarra fuzz di Carletto Pes in evidenza).
In conclusione, siamo di fronte ad un prodotto eccellente della sterminata discografia del Maestro Umiliani, caratterizzato forse in maniera meno jazz del solito, ma dalla scrittura ricca e cangiante, con arrangiamenti eleganti ed esecuzioni precise, moderne e dotate di quel guizzo interpretativo che faceva delle colonne sonore italiane del periodo un vero e proprio status symbol. Si tratta inoltre, di uno di quei rari casi in cui sappiamo perfettamente chi ha suonato in ogni traccia, potendo così ricostruire fedelmente l'iter produttivo del disco in questione. A completare l'edizione DigiBeat abbiamo poi entrambi gli artwork riprodotti nel folder: la foto di scena (scattata da Giorgio Scattini, fratello del regista) utilizzata per la copertina originale del disco e il disegno del Maestro Sandro Symeoni che fu usato per il poster del film (già nella copertina dell'edizione Easy Tempo), con le interviste di Fabio Babini a Stefania (moglie di Umiliani) e a Francesco Argento (genero del compositore che segue ancora le Edizioni Liuto, di proprietà della famiglia Umiliani).
Un “must have” per tutti i collezionisti di colonne sonore!

 

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