Fracchia contro Dracula
Bruno Zambrini
Fracchia contro Dracula (1985)
Beat Records DDJ06DLX
21 brani – Durata: 46’18”

Per tutti gli appassionati di colonne sonore e di conseguenza di Cinema, vi sono dei film e delle partiture che rimangono indelebilmente impresse nell’immaginario, che non ci abbandonano più per tutta la vita!
Può accadere che il film sia di medio valore ma che la musica lo nobiliti (molteplici sono i casi nella Storia della Settima Arte) e ce lo renda accettabile oltre ogni dire e opinione altrui, e ogni qualvolta questa pellicola viene trasmessa in TV o ci capita davanti agli occhi da acquistare in negozio, la rivediamo per l’ennesima volta o ci viene l’istinto irrefrenabile di comprarla subito e farla definitivamente nostra. Si potrebbe chiamare “Lo scheletro cine-musicale nell’armadio”!
Ecco, la OST che andiamo a recensire fa parte di quella schiera di film che comunque hanno riscontrato un buon successo al botteghino, non molto amati dalla critica blasonata, simpatici da vedere e rivedere, che fanno ridere di gusto, con attori in parte e location appropriate e soprattutto con protagonista uno dei tre personaggi iconici creati dalla mente comica paradossale e goffa di Paolo Villaggio nella sua lunga carriera attoriale - parliamo di Giandomenico Fracchia, altra notevole creatura villaggiana dopo Ugo Fantozzi e il Professor Kranz – diretto da un capace artigiano della comicità italica in stile slapstick e il più delle volte volgarotta, Neri Parenti, fotografato dal grande Luciano Tovoli e musicato dal bravissimo e arcinoto Bruno Zambrini. Un film del 1985, sequel non sequel in realtà della pellicola del 1981 Fracchia la belva umana, sempre diretta da Parenti in cui il nostro Giandomenico si scontrava con il suo sosia criminale e veniva braccato da tutta la Polizia di Stato, Digos e Carabinieri, questa volta alle prese niente popò di meno che con il mostro dei mostri, il diavolo nero dei diavoli neri della notte, il Conte Vlad/Dracula (l’attore teatrale e cinematografico britannico Edmund Purdom) in un’esilarante avventura tragicomica horror (se di orrore si può parlare in presenza di Fracchia!). E proprio in questo film la musica è ciò che rimane più impressa nella testa dopo la sua visione e quelle innumerevoli successive, a certificare un lavoro accurato e sentito da parte di Bruno Zambrini nei confronti di questa bizzarria filmica da paura del suo regista di riferimento, Neri Parenti, per il quale ha scritto ben 32 colonne sonore nella sua sterminata carriera, molte con Villaggio protagonista nei panni del suo celeberrimo ragionier Ugo Fantozzi. Trattasi di vere e proprie affinità elettive quelle zambriniane-parentiane che in ogni film insieme (dalle varie Vacanze natalizie italiane ed estere o le disavventure fantozziane) hanno, attraverso melodie orecchiabili e dirette, sempre indovinate, e relative visive gag corporali e battute fulminanti, continuamente scosso dal ridere il pubblico affezionato a questo tipo di comicità greve, parodica, frizzante e spedita, con una strizzatina d’occhio al sociale di ieri e di oggi. In poche parole Zambrini è sempre stato la voce del non detto o del detto fin troppo dello sguardo cinematico di Parenti e quasi sicuramente la summa di questo binomio (oltre alcuni riusciti Fantozzi degli anni ’80 e ’90) è la score di Fracchia contro Dracula, per anni agognata dai collezionisti di musica per film e aficionado del film medesimo. Girato in buona parte in studio e gli esterni del castello in Transilvania ricreati nel Castello di Fénis in Valle d’Aosta, il film possiede tre anime sonore ben distinte ed efficaci: canzoni balcaniche, un leitmotiv orchestrale eroico alla Indiana Jones e passaggi da scary music prettamente sintetici o sinfonici. Per quel che riguarda la parte canora o ballabile, vi sono tre momenti precisi nella OST, la “Canzone di Catarina” per voce femminile non accreditata che interpreta una polka zigana, “Borgo Transilvano” che è la versione strumentale del brano precedente e “Dracula canta” a due voci, maschile e femminile, sempre del medesimo tema balcanico zigano di cui sopra, in cui ipoteticamente la voce maschile iniziale dovrebbe essere quella di Edmund Purdom, ma nel libretto del CD non se ne fa cenno. La parte di musica di commento per i momenti horror o tensivi vede i suoi capisaldi nelle tracce “Titoli di testa” e “Film horror al cinema” in cui un tema dall’andamento prokofieviano, mortuario e in puro stile musica da paura della produzione cinematica britannica Hammer si fa strada come un zombie affamato di carne umana; l’organo infernale di “Il castello di Dracula” con un leitmotiv degno del Fantasma dell’Opera e un crescendo asfissiante; ritmi pop anni ’80 con interventi atmosferico-onirici dei synth in “Kaspar”; “Oniria seduce Fracchia” parte con trombe squillanti per poi stridere con gli archi tenuti fino allo spasmo a creare attesa e tensione su una cantilena orrorifica tenue che si infrange su di un piano ribattuto e archi sottesi; “Mobili che volano” su ritmiche ossessive mostra i denti (è proprio il caso di dirlo!) con gli archi striduli e i fiati pomposi; infine il lungo pezzo “Sotterranei” che è una caustica combinazione di suoni sintetici dissonanti, ai limiti del rumore, agghiacciante e terroristica. La parte epico-eroica che ha il suo apice nei “Titoli di coda” con il leitmotiv simil Indiana Jones per archi, fiati, percussioni in gran spolvero, molto williamsiano nel suo incedere cavalleresco e vittorioso, arriva dopo averlo sentito sempre trattenuto, parafrasato o semi-accennato in altri brani, come ad esempio “In carrozza” sarabanda per archi e fiati in corsa, “Nella cripta” tra attacchi tensivi percussivi e fiati che squarciano l’aria, “Arrivo di Luna” in cui l’ammazzavampiri donna si svela con una musica grintosa che mostra i muscoli, e in “Luna combattiva” brano puramente anni ’80 tra bassi marcati, ritmiche disco e il tema eroico camuffato da un’elettronica persistente ma vibrante fino al suo esplodere supportato dagli archi aerei e trionfanti.
Una bella partitura seria che di rado pigia sul pedale del grottesco che dimostra il pregevole talento di Bruno Zambrini e che farà felici tutti gli amanti di questo film, finalmente appagati!