Braveheart

cover braveheart newJames Horner
Braveheart – Cuore impavido (Braveheart, 1995)
La La Land Records LLLCD 1375
2 CD, 40 brani – durata: 128’ 09’’

Alla cerimonia degli Oscar del 1996, come tutti sanno, trionfò Luis Bacalov con Il postino; quell’anno vi era in lizza anche James Horner con le colonne sonore di Apollo 13 e Braveheart. Non si voglia discutere la decisione dell’Academy ma, sicuramente, il giudizio dei posteri è stato largamente più generoso nei confronti della partitura del film dedicato alla controversa quanto affascinante vita di William Wallace di quanto non lo sia stato con il vincitore. L’ampio successo riscosso dalla musica di Horner fu bissato, non a caso, da una nuova edizione della colonna sonore che uscì nel 1997 e che ampliava il materiale già contenuto nella prima versione; attraverso l’inserimento anche di materiale dialogico. Il “More Music from Braveheart” ha costituito un’aggiunta al cuore di un’opera che, in ogni caso, era perfettamente custodito nell’originale versione del 1995.

Al fine di costruire un unico organismo musicale il più facilmente fruibile da parte del pubblico, nel 2015, la La-La Land Records ha rilasciato un’edizione onnicomprensiva (privata della componente dialogica) di tutta la partitura del compositore americano che, certamente costituisce un’opera irrinunciabile per tutti gli amanti della musica per film.
Nelle due ore di musica contenute in questa edizione estesa si ritrova tutto quello che gli ammiratori di questa partitura avevano già potuto ammirare nelle passate versioni; diciamo subito che non aggiunge nulla al discorso musicale già concepito nel 1995 e che era perfettamente compiuto allora come ora.
Fin dal primo brano “Logo – Main Title” l’ascoltatore si ritrova nella medesima atmosfera che lo aveva avvolto venti anni prima; il tema interpretato dai violini sui quali si staglia la ripresa della cornamusa costituisce l’elemento più iconico dell’intera partitura. Questo filo rosso che si intreccia su tutto il tessuto musicale probabilmente è la cifra di indiscutibile bellezza che connota questa musica; una musica che non si lascia ingabbiare da facili storici stereotipi ma incarna essa stessa quella componente emotiva che, se su una pellicola è difficile da trasportare, riesce a farsi reale e concreta proprio nell’arte dei suoni. Il tema principale, la componente musicale del protagonista, costituisce certamente il perno attorno al quale ruota l’intero meccanismo che Horner riesce a creare; una ruota che comincia a girare fin dal primo brano e che costituisce l’essenza stessa di una persona. Analogo discorso si può fare per “A gift of a thiestle” nel quale il tema di Murron si intreccia a quello di Wallace; il cardo citato nel titolo è, non a caso, simbolo della Scozia e nell’immagine della bambina che dona il fiore a Wallace vi è la metafora di un atto di affidamento dell’intera nazione, gesto che si traduce in musica attraverso uno straordinario connubio di temi che sembra simboleggiare la futura unione dei due.
Materiale in più rispetto alle edizioni passate si presenta nel brano “Royal wedding – Domino fidelium” nel quale si trova un coro tratto da una composizione tipicamente medievale che si unisce alle note scritte da Horner creando così un unicum musicale in bilico tra passato e presente. Melodie tipicamente medievali si ritrovano anche in “Wallace courts Murron”, ritmi veloci che trovano un brusco rallentamento nell’inserzione del tema d’amore. I brani successivi (“The Secret Wedding” e “Attack On Murron”) sono presenze già incontrate nella prima edizione dell’album; anche “Revenge” lo è in parte ma, in questa versione, presenta un’estensione dell’atmosfera cupa e di sospensione che il suo omologo del 1995 possedeva in nuce. Anche “Making Plans - Gathering The Clans” possiede materiale aggiuntivo che fa da contorno allo splendido pezzo che era già presente nelle passate edizioni; cornamuse, archi e percussioni che operano all’unisono creando una delle pagine più belle dell’intera partitura. Da questo punto in poi, le atmosfere musicali cambiano e le percussioni non a caso sembrano scandire questo passaggio a un clima di guerra perfettamente incarnato dall’apparente tumulto musicale che contraddistingue i brani “Sons of Scotland” e “The Battle of Sterling” nel quale i violini intervengono quasi inaspettatamente su una sospensione di cui il tempo era proprio battuto dalle percussioni.
“Wallace’s dream” costituisce un’altra novità di questa versione; il tema del protagonista si oscura così come avviene in “Vision of Murron” che però era già presente nell’edizione del 1997.
Il secondo disco si apre con “Falkirk” che riprende la medesima strada tracciata dal precedente “Battle of Sterling”. Dal carattere più meditativo e melanconico è “Betrayal and Desolation” il cui impianto sembra creare una pausa all’interno del rapido susseguirsi di eventi bellici; gli archi costituiscono ancora una volta la componente essenziale che poi esplode nell’esposizione del tema seguito dalla velata presenza delle cornamuse che sembrano retrocedere di fronte alla mestizia che aveva caratterizzato il brano. I seguenti “Mornay’s Dream”, “The Legend Spreads” e “The Fire Trap” fanno parte dell’elemento esiziale del tessuto musicale; in essi, non a caso già presenti nella versione originale, si ritrova quella componente emotiva e che si incarna, ad esempio, nella cavalcata di “The legend spreads” in cui percussioni e cornamuse sembrano riecheggiare il rincorrere per la terra scozzese.
Gradita sorpresa è “Romantic Alliance”, non presente nelle passate versioni; in esso il tema della principessa è ripreso come non era stato fatto precedentemente; Horner sa trattare note d’amore che riecheggiano ancora nel brano successivo “The Princess Pleads for Wallace’s Life” nel quale si inseriscono strumenti a corde.
Il tessuto si increspa nelle ultime pagine che accompagnano il film; “Freedom - The Execution - Bannockburn” è certamente uno dei brani dal più grande impatto emotivo nel quale i temi si intrecciano in una trama musicale dal forte coinvolgimento che poi sfocia in “End Credits” che si può considerare a tutti gli effetti una suite con la raccolta di tutti gli elementi che hanno puntellato l’intera colonna sonora.
In questa edizione si aggiungono alcuni brani appartenenti alla tradizione folclorica scozzese; “Scottish wedding music” e “Drum Roll – Sleepy Maggy” sono testimoni della musica diegetica presente all’interno della pellicola. L’album si chiude con versioni alternative di brani già presentati; le differenze rispetto alle tracce poi inserite nelle versioni ufficiali sono interessanti per poter entrare nel processo creativo dell’artista. Nel caso specifico le variazioni non sono dirimenti ma, in ogni caso, costituiscono una gradita sorpresa per gli appassionati.
Per chi ha amato la partitura del 1995, questa nuova edizione sarà un ulteriore viaggio nella memoria e nella nostalgia, con la consapevolezza di ciò che è andato perduto; un modo di fare musica che oggi trova poco spazio. Di fronte al carattere roboante di molti lavori odierni, la partitura di Horner rimane ancora dotata di una rara bellezza che nella dolcezza delle sue note riesce a esprimere non solo le emozioni di un film ma le vibrazioni di uno spirito.

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