Intervista esclusiva alla compositrice di videogames Licia Missori

Il Videogame è Musica Interattiva - Intervista esclusiva alla compositrice Licia Missori
Da molti anni le colonne sonore per videogiochi, insieme a quelle per la serializzazione televisiva, sono tra le più interessanti, innovative e originali che si possano ascoltare in circolazione – vedi (le prime che ci sovvengono sentimentalmente) le saghe di Medal of Honor, Assassin’s Creed, Final Fantasy, The Legend of Zelda e tutte quelle di Austin Wintory –. Solo distrattamente e ignorantemente si potrebbe asserire che la musica per videogiochi ha le stesse dinamiche creative di quella per film o serialità. Vi è un minimo comun denominatore di partenza, ossia l’ispirazione compositiva data dal Genere che si va a commentare, ma tutto il resto del procedimento analitico ed eseguibile è ben lontano da quello ‘classico’ (se così lo si può intendere) della musica applicata alla Settima Arte e alla TV. L’universo videoludico musicale ha dei parametri, codici ispirativi se volete intenderli semplicisticamente così (per pura comodità di pensiero), dai quali non ci si può distaccare e di una complessità tecnologico-realizzativa notevole, per questo da tempo desideravamo intervistare la compositrice Licia Missori, una delle maggiori figure di artista tra le note del gaming nel nostro Paese. Compositrice, pianista, musicologa, produttrice e da poco anche scrittrice del primo libro ad argomento ludomusicologico (ci spiega Lei stessa cosa significhi nello specifico questo termine), dal titolo “Musica per videogiochi” (Edizioni Dedalo). Da anni si esibisce in tour, toccando una ventina di Paesi in tutto il mondo, ha pubblicato otto album da solista, si è specializzata anche in Culture Musicali del Novecento all’università ed ovviamente in Composizione di Musica per Videogiochi al conservatorio. Collabora da tempo con la startup di advergame Gamindo e produce da anni colonne sonore per videogiochi promozionali per grandi brand. L’intervista che le abbiamo fatto è illuminante per coloro i quali, da giovani compositori in erba di musica applicata, desiderino approcciarsi al mondo della Game Music che è tra quelli più proficui (maggiormente rispetto a quello Cinematografico mondiale) nel panorama odierno, invero da molti anni a questa parte.

Colonne Sonore: Che metodologia usi nell’approcciarti alla creazione di una colonna sonora per un videogioco?
Licia Missori: Quando possibile, la prima cosa che faccio è mettere le mani su un prototipo del gioco: osservare le grafiche, il mood, l’atmosfera e il ritmo dell’azione. Tutto questo, in genere, è più che sufficiente per mettere in moto il processo creativo! Se mi vengono date delle reference, ovvero degli esempi di riferimento, ancora meglio: la comunicazione con il team di sviluppo è assolutamente cruciale per la riuscita del lavoro.
CS: Quanto è importante l’uso della tecnologia nella creazione di una musica per videogiochi?
LM: La storia della musica per videogiochi è indissolubilmente legata alla storia dell’evoluzione tecnologica: un legame vincolante che, anziché rivelarsi un limite, ha permesso alla game music di spiccare il volo con le sue proprie forze, impedendole di svilupparsi come un mero corollario della musica per film. I chip sonori degli anni Ottanta e Novanta hanno scolpito nell’immaginario collettivo il suono del gaming; man mano che la tecnologia progrediva cambiavano anche i giochi e le loro grafiche, le loro colonne sonore, la loro complessità. Oggi la tecnologia continua a definire le potenzialità del gaming e permette di implementare l’audio nei videogiochi, grazie all’utilizzo di software middleware che, al verificarsi di determinate condizioni nell’azione di gioco, fanno corrispondere i suoni e gli eventi musicali programmati dal compositore e dal team di sviluppo. Una meravigliosa sinergia tra arte e informatica.

CS: Hai appena pubblicato, per Edizioni Dedalo, il primo libro in Italia sulla musica per videogiochi. Cosa ti ha portato a scriverlo?
LM: L’argomento è straordinariamente attuale e interessante eppure, in Italia, è ancora assente dal dibattito accademico. Studiamo da decenni la musica per film: per quale ragione non dovremmo approfondire con la stessa serietà e curiosità anche quella per gaming? Si tratta di un pregiudizio legato all’idea che il videogioco non sia un’opera d’arte, a differenza del film. Ma è un’argomentazione debole: tutti i film sono opere d’arte? Tutti i videogiochi sono vuoti passatempi propinati dall’industria dell’intrattenimento? Inoltre, nel gaming la musica è interattiva, ovvero risponde alle azioni del giocatore: questa è una caratteristica davvero speciale, che pone nuove questioni nella fruizione della musica e nel rapporto tra l’uomo e il suono, al punto che per studiare la game music non si possono usare i parametri della musicologia standard, ma è necessario un nuovo approccio che è già stato chiamato, a livello internazionale, ludomusicologia. Il mio libro, “Musica per videogiochi”, è nato perché avevo tantissimo da dire sull’argomento e spero che d’ora in poi sempre più studiosi in Italia si sentiranno incoraggiati ad osservare e indagare la game music.

CS: Hai uno score che ti ha creato particolari difficoltà compositive? Se sì, qual è e come le hai risolte?
LM: Generalmente il modo migliore per risolvere un problema compositivo è affidarsi all’istinto. Quando mi è stato chiesto di comporre le musiche per il nuovo videogioco promozionale di Mulino Bianco, ad esempio, mi sono state date le seguenti informazioni: “la musica deve far pensare all’aria aperta e alle api”. Un’indicazione del genere va interpretata in modo, direi, spirituale: sforzarsi di seguirla alla lettera produrrebbe conseguenze grottesche. Mi sono quindi concentrata sulle sensazioni che il giocatore avrebbe dovuto provare. Quali sono le emozioni e le immagini legate al brand Mulino Bianco? Innanzitutto un senso di serenità, tradizione e familiarità; un pranzo dai nonni in un casale circondato da campi di grano; il profumo dei biscotti e il loro legame con le emozioni dell’infanzia; il rimando ad una vita arcaica, contadina e genuina, in cui si può correre all’aria aperta e guardare le api volare. Immergendomi in questa dimensione emotiva, la musica è apparsa subito: un dolce e orecchiabile valzer in Re maggiore, tonalità luminosa ma molto calda, con il tema eseguito dai legni e da un fischio umano, l’armonia che ondula continuamente per tornare sempre al nido. E così la musica ci fa sentire biscotti, campi di grano, api in volo!

CS: Come sei diventata compositrice di musica per videogiochi e perché?
LM: Al Conservatorio S. Cecilia di Roma è stato istituito un Master in Composizione di Musica per videogiochi. Ne sono stata molto incuriosita! Perché sono una persona naturalmente curiosa, che non ama percorrere le strade standard. Prima ancora che iniziassi il Master, ho contattato il team di Gamindo, startup italiana specializzata in videogiochi promozionali per brand. Gli ho proposto il mio lavoro e ci siamo trovati benissimo. Da allora abbiamo realizzato insieme decine e decine di giochi per aziende tra cui Google, Lavazza, Discovery Plus, Barilla, Telepass, Wudy Aia, Ringo, Skipper e moltissime altre.
CS: Sogni di espandere ulteriormente il tuo lavoro nella musica applicata alle immagini?
LM: Se c’è una cosa che ho imparato è che i limiti sono creati dalla nostra testa. Spesso ci viene insegnato di inseguire un sogno, e così facendo non ci rendiamo conto che di sogni ne abbiamo infiniti, non uno solo. Se restiamo in ascolto e non ci chiudiamo nelle nostre granitiche convinzioni, la vita realizza sogni che noi non sapevamo di avere: chi avrebbe mai pensato che un giorno avrei composto musica che sarebbe uscita da un cabinato? Che avrei fatto un tour mondiale con una band straniera che non avevo mai incontrato in vita mia? Che avrei arrangiato “The Legend of Zelda” per orchestra, o trovato i miei libri alla Feltrinelli, o fondato un ensemble di musica greca, o sentito le mie musiche nella home page di Google? Per questo non riesco a rispondere quando qualcuno mi chiede “Qual è il tuo sogno?”. Il mio sogno è la vita!

Grazie di cuore alla splendida disponibilità della compositrice Licia Missori e alla sua grazia cortese nel rispondere a questa intervista
