• News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca
  • Home
  • Legenda Recensioni
  • Contenuti Speciali
  • Interviste
  • Intervista esclusiva al fonico Goffredo Gibellini
26 Mar2020

Intervista esclusiva al fonico Goffredo Gibellini

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Interviste

Una famiglia molto speciale di note e compositori - Chiacchierata esclusiva con il rinomato fonico Goffredo Gibellini, il quale ci racconta una lunga carriera dietro le quinte di molteplici colonne sonore.

Basta riportare in ordine sparso gli illustri nomi dell’Ottava Arte, e non solo, tra veterani e nuove leve, Ennio Morricone, Nicola Piovani, Andrea Guerra, Ezio Bosso, Luis Bacalov, Franco Piersanti, Lele Marchitelli, Paolo Buonvino, Pino Donaggio, Vladimir Cosma, Gabriele Roberto, Nicola Tescari, Fabrizio Campanelli, Andrea Farri, Paolo Vivaldi, Bruno Zambrini, Riz Ortolani, Guido & Maurizio De Angelis, Pivio & Aldo De Scalzi, Teho Teardo, Vince Tempera, Ludovico Einaudi, Astor Piazzolla, Claudio Baglioni, Francesco De Gregori e via elencando, per comprendere chi abbiamo intervistato e per quale motivo!

Non parliamo dell’ennesimo compositore ma di colui, garanzia indubbia di elevata professionalità e passione, senza il quale una partitura da film non finirebbe con cura certosina e una registrazione di altissimo livello dentro le immagini per la quale è stata composta, ovvero Goffredo Gibellini. Tecnico del suono, fondatore e proprietario dal 2005, insieme ad Angelo Giovagnoli e Danilo Rossi, della Digital Records, studio di registrazione di colonne sonore e musica tout court (per ulteriori info: http://www.digitalrecords.it/). Dal 2016 è l'unico proprietario. Comunque tutti i summenzionati compositori e cantanti – e altri ancora ve ne sarebbero da citare di altrettanta importanza – sono passati da questo studio romano che dalle parole di Gibellini, che leggerete di seguito, vengono ad essere, di volta in volta, non clienti ma amici, che hanno negli anni creato una grande famiglia di note e immagini, e ancora suoni e dimensioni sonore che tutt’oggi aleggiano e pervadono di armonie e timbriche questo studio per la ripresa e la registrazione di colonne sonore.



Colonne Sonore: Come sei giunto a questa professione?
Goffredo Gibellini: Sono giunto a questa professione in un modo molto fortunato, in quanto uno dei più importanti studi di registrazione musicale in Italia appartiene ad un familiare. Erano tempi nei quali si lavorava tantissimo, non solo nelle attività di musica applicata all’immagine, ma anche dischi, spettacoli televisivi e quant’altro. Era tangibile l’euforia e il divertimento mentre si produceva arte di qualità.

CS: Un tuo ricordo legato alla prima prova come fonico nel campo delle colonne sonore o musica extra-cinematografica e televisiva?
GG: Ripensando alle mie prime prove come fonico, visto che è passato così tanto tempo, mi è difficile focalizzarne una in particolare, ma se penso ai primi clienti con i quali lavorai, senza dubbio si trattava di musicisti eccelsi che mi hanno insegnato molto, soprattutto nel seguito della mia carriera. Il giorno in cui misi piede nello studio per la prima volta, si stava producendo un disco degli artisti Claudio e Massimo Pizzale. Il progetto era prodotto per l’appunto dallo studio che al tempo si chiamava “Forum’’ ed il fonico era il gigante Franco Patrignani. Tornando alla prima esperienza come fonico, forse si trattò di uno spettacolo televisivo, che si è svolto in più edizioni e che si chiamava Fantastico. Quell’anno presentato da Pippo Baudo e ricordo che registrai la sigla “L’Amore è” al fianco di musicisti quali Pippo Caruso e Sergio Bardotti. Ma ricordo anche di una strigliata che mi presi dal Maestro Luis Bacalov, il quale, insoddisfatto del bilanciamento della cuffia, mi disse “Signor fonico, quando crede di aver fatto un buon suono della cuffia, mi venga a chiamare. Sono al bar”. Oppure le urla del Maestro Trovajoli al quale mi rivolsi senza usare del Lei; fantastico Piero Piccioni che mi aveva molto in simpatia; l’allora rigidissimo Riz Ortolani; Bruno Zambrini con il quale ancora collaboro, tanti e tanti così bravi!



CS: Ci puoi raccontare una giornata tipo del tuo lavoro in Digital Records? E delinearci il rapporto professionale con il tuo staff e soci su come vi organizzate?
GG: Ovviamente ogni giornata è diversa alla Digital Records e certamente ognuno di noi ha le sue mansioni quotidiane, ma poi dipende da quali sono le attività lavorative previste per quella giornata. Diciamo che alle 9.30 inizia la giornata, la segreteria e la ragioneria cominciano il loro lavoro. Negli studi, nel frattempo, lo staff tecnico si sincera che tutto sia pronto nella sala e nella regia per la registrazione, il messaggio o il lavoro che inizierà da lì a poco, normalmente alle ore 10.00. Deve essere assolutamente certo che tutto sia preparato, funzionale e che il “cliente” non abbia da perdere neanche un solo secondo per cause tecniche. Finalmente arrivano quelli che sarebbero clienti, ma per noi amici (la nostra famiglia) e questo è sicuramente l’aspetto più bello nell’ambito della Digital Records. Il fatto che non si tratta di clienti ma di amici, che devono realizzare un loro progetto e che ci danno la possibilità di farvi parte, conquistando cosi la nostra collaborazione, stima e gratitudine. Mi emoziona vedere in studio compositori, musicisti, tecnici, assistenti, orchestratori, collaboratori muoversi come a casa loro, vivere la struttura in condivisione. Ecco che si passa una giornata mediamente di 10 ore lavorative con un’ottima atmosfera e sintonia, sintonia che permette ad ognuno degli artisti impegnato di esprimere almeno il 100% delle sue capacità.
Sotto il punto vista economico è difficilissimo mantenere la struttura all’avanguardia da tutti i punti di vista, tecnica, pulizia, aria ecc.
E’ grazie alla forza che ci da la nostra “famiglia” se oggi abbiamo la voglia e l’energia per svolgere con dignità il nostro sogno.
Dovremmo aprire un capitolo solo per parlare dell’inadeguatezza dei fondi economici messi a disposizione degli editori e produttori che sempre meno sono messi nella condizione di avere risorse economiche. Ecco che si ricorre ad un mercato dove le strutture non possono permettersi personale a tempo indeterminato, fare una buona manutenzione delle apparecchiature, avere un’assicurazione e dove persino il riascolto di un brano è tempo che non ci si puó permettere di consumare!
Per risparmiare spesso viene dato l’intero budget economico direttamente al musicista il quale preferisce industriarsi a casa pur di trattenere la parte economica di realizzazione. Qualcuno riesce ad ottenere un buon lavoro, qualcuno scarso senza che nemmeno se ne renda conto. Ecco la forza che ci dà la “Famiglia”, la volontà di realizzare con noi anche quando non si tratta di enormi organici.



CS: Che differenze intercorrono tra la registrazione di una colonna sonora e di un album di musica leggera et similia?
GG: Sotto il punto di vista tecnico le differenze sono di poco conto e non influenti sul risultato; se riferite al lato artistico, allora si ampliano le diversità. Mentre nel caso di una canzone, unica protagonista durante l’ascolto, abbiamo un racconto che dura mediamente dai 3 ai 5 minuti, dove l’artista trasmette un mondo virtuale o anche concreto, a mezzo di dimensioni musicali e la forza dei testi, invece quando la musica è applicata all’immagine, deve riuscire a commentarla senza invaderla ma trasportando e comunicando quei sapori che stiamo vedendo.

CS: Che relazione si è instaurata nel corso degli anni con i compositori con i quali hai/avete lavorato in Digital Records?
GG: Come ho espresso prima, sono felice di dire che non ho lavorato ma ho collaborato ed è proprio questa collaborazione che mi sento di dover ringraziare. Tutti i nostri amici musicisti. Ormai con quasi tutti abbiamo un rapporto che si protrae da anni e proprio qui risiede la forza della qualità dei progetti da noi realizzati. Quando un musicista riceve l’incarico di realizzare una qualsiasi musica applicata alle immagini o no, vi si dedica anche per mesi prima di poterla realizzare, non tralasciando alcun particolare. Noi siamo il braccio che aiuterà alla realizzazione, sia in termini tecnici che in quelli artistici, in quanto molte volte è la stessa Digital Records che fornirà i musicisti esecutori, intesi come orchestra o solisti. È per questo che normalmente iniziamo la collaborazione alla realizzazione del progetto sin da quando il musicista delinea le sue prime note e dimensioni. E si, perché il compositore, soprattutto nell’ambito delle colonne sonore, è impegnato a trovare un mondo virtuale, un mondo di fantasia, una fantasia che deve riuscire a trasmettere anche a noi, che avendo avuto modo di collaborare sin dal principio, saremo pronti ad entrare a nostra volta nello stesso mondo, senza tradire le aspettative di realizzazione.



CS: Cosa muta nel tuo modo di lavoro quando vieni a contatto con le diverse metodologie di stile compositivo dei vari autori di musica per immagini?
GG: Alla fine le metodologie sono un po’ simili per tutti, chiaramente possiamo trovare un tipo di scrittura “classica” o più “moderna”, con suoni classici o attuali. Trovo che la parte più complicata del mio mestiere sia proprio riuscire nella costruzione di quelle dimensioni virtuali di cui scrivevo sopra. Non è tanto importante avere tecnicamente un buon suono di uno strumento, che sia acustico o elettronico. La parte difficile è inserire quello strumento correttamente nel contesto scelto dal compositore. Probabilmente quello che cambia rispetto alle metodologie compositive, inteso come generi, sono gli strumenti che io andrò ad utilizzare per costruire il “colore” della colonna sonora. Fortunatamente oltre alle meravigliose dotazioni tecniche, prettamente analogiche, che hanno sempre fatto parte della mia vita professionale, si sono aggiunti una infinita, straordinaria quantità di strumentazioni “digitali” che aumentano di gran lunga le possibilità che un tecnico del suono ha di poter costruire a sua volta dimensioni.

CS: Quali sono le soundtracks sia televisive che cinematografiche che rammenti maggiormente per una questione di risultato finale del tuo ruolo professionale?
GG: Non ne ho di soundtracks particolari, come per tutte le cose c’è quella meglio riuscita e quella invece meno, ma una cosa è sicura, in tutte è stata impiegata qualche singolarità, finalizzata a migliorarne il risultato.



CS: Cosa cambia per te quando un compositore dirige da sé le proprie composizioni e quando si affida a un direttore d’orchestra?
GG: Dal mio punto di vista i cambiamenti sono dovuti ad una serie di variabili. Quindi forse la domanda corretta sarebbe: cosa potrebbe cambiare?
Se stiamo parlando di direzione ci riferiamo al 90% della musica da film per orchestra. Il direttore d’orchestra, lì sul podio, fa un pochino il mio lavoro, alza, abbassa strumenti, line melodiche piuttosto che armonie, etc. Sarebbe bellissimo poter guardare i faders del mixer, dove passano i livelli di violini e comunicare loro solo con lo sguardo o con un gesto, di fare un crescendo o un diminuendo di dinamica. Tornando alla realtà, ai tempi d’oggi i poveri compositori hanno pochissimo tempo per poter comporre la colonna sonora e preparare tutto quanto il necessario per presentarsi davanti all’orchestra per l’esecuzione delle musiche. Non sempre c’è tempo per scrivere in partitura tutte le informazioni di dinamica e bilanciamento. Ovviamente fatto salvo che il direttore sia titolato per dirigere, sicuramente riuscirà ad ottenere dall’orchestra anche quelle sfumature non scritte nella partitura. Diversamente tutti i colori musicali andranno scritti in partitura e le sfumature comunicate al direttore che dovrà essere bravo ed abituato a recepirle. Mi è anche capitato di vedere compositori titolati dirigere, eppure non troppo abituati a farlo, quindi non riuscire ad eseguire come voluto, perché distratti dalla stessa meravigliosa attività di direzione. Oppure mi è capitato di vedere fare delle correzioni dal compositore, il quale concentrato sul film in regia, durante la registrazione si è reso conto che una modifica avrebbe migliorato il risultato.

CS: Come ti rapporti con le orchestre e relativi direttori?
GG: Non ho un modo particolare di rapportarmi all’orchestra o al suo direttore (qualcuno dice che lo faccio in modo particolare, ma…), con rispetto, semplicemente manifesto nel modo più diretto possibile l’esigenza che si palesa nel momento della realizzazione. Il benessere dell’orchestra è direttamente legato alla qualità di realizzazione. Ecco perché come fonico, ma anche come contractor della stessa orchestra, cerco, e spero di riuscire sempre, di mettere l’orchestra più a suo agio possibile, sotto tutti gli aspetti, sia morali che pratici. Non dimentichiamo che l’orchestra è anche essa stessa, quando utilizzata, socia realizzatrice del progetto.



Foto di Franco Patrignani

CS: Chi sono per te i tuoi Mentori sia italiani che stranieri in questa professione?
GG: Rischio di apparire arrogante nel dire che non ho un mentore, ma ho molte persone che mi hanno insegnato. Dalle collaborazioni più remote degli anni ’80 fino alle ultime del 2020. Per mia fortuna ho avuto modo di collaborare sia in ambito tecnico che artistico con eccellenze, dal quale ho potuto apprendere. Di certo tutta la mia avventura professionale ha avuto inizio il pomeriggio in cui mio zio, eccellente tecnico del suono, Franco Patrignani, mi chiese “sai riparare una cuffia? Allora vieni a studio ad aiutarci”.

Stampa

  • Indietro
  • Avanti
CS on Spotify
soundtrackcity

Daniela Bocconi

  • Pubblicità
  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Info & Contatti

Copyright © 2017 - ColonneSonore.net | Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti

  • News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca