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08 Nov2026

Reportage del concerto di Vince Tempera presso il Teatro della Quattordicesima di Milano

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Reportage

locandina fellini tarantino concerto rifatta

Da Fellini a Tarantino: Swing e Jazz per colonne sonore senza tempo!
Reportage del concerto di Vince Tempera del 7 novembre 2026 presso
il Teatro della Quattordicesima di Milano

Un Composi-narra-tore perfetto e brillante! Un Trio virtuoso e animato! Melodie cinemusicali senza tempo! Un Teatro acusticamente vivido e modernamente accogliente! Un Concerto travolto da applausi gaudenti! 

Il Teatro della Quattordicesima, che dopo trent’anni di mio vissuto milanese tra eventi artistici di ogni genere scopro solo adesso (mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa), non soltanto quelli riguardanti la materia trattata nella mia testata, che siete qui a leggere cari lettori, ha accolto una trasportante, rimembrante e allegra serata concertistica incentrata sulle Colonne Sonore del nostro glorioso passato e capitanata da un illustre e veterano compositore, arrangiatore, orchestratore, pianista e direttore d’orchestra che in solitaria o nel celebre trio formato, oltre al medesimo, da Franco Bixio e Fabio Frizzi, il Maestro Vince Tempera (di cui vi invitiamo a rivedere le puntate storiche delle interviste su “Soundtrack City” 1^ parte e 2^ parte con altri compositori rinomati o da solo, 1^ parte e 2^ parte, o la mia intervista, insieme al compianto paroliere Luigi Albertelli sull’anniversario di Goldrake – Ufo Robot), il quale ha narrato con verve unica, ricca di taglienti e fulminanti dettagli, aneddoti sulla Film Music sia sua che di compositori colleghi di casa nostra (tutti ahimè defunti), di cui ha interpretato al pianoforte celeberrimi leitmotiv per il cinema, con il validissimo e brillante supporto di Sergio Bellotti alla batteria ed Enrico Santarelli al basso.

foto vince tempera da fellini a tarantino9

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Ospite speciale a sorpresa, in apertura di concerto, il pupillo di Vince Tempera – perché elaborato per Warner Music Italia dal maestro milanese (classe 1946) –, l’egregio pianista siciliano Paul Robino, che al suo strumento d’elezione ha eseguito cinque pezzi dal suo album “I Sensi del Mare” (con orchestra arrangiata e diretta proprio da Tempera), che hanno trasmesso (intento concreto desiderato dal suo autore nel comporre le tracce) quell’emotiva sensazione di appartenenza al mare, non solo peculiare di chi vi nasce vicino e lo può ‘guardare e vivere’ in ogni stagione, in tutte le sue multiformi espressioni naturalistiche e metaforiche tra ire funeste, quiete risonanze abbaglianti o lievemente in penombra se vissuto all’alba o al tramonto, sia sulle rive di una spiaggia che sulle scogliere appuntite, burrascoso, beffardo, amoroso e passionale, attanagliante o carezzevole, che in primis giungono a chi in/sul/attiguo al mare vi è germogliato e cresciuto.

foto vince tempera da fellini a tarantino6

Il Maestro Tempera seduto al piano, tra una chiacchiera e l’altra, con racconti di prima mano che più di una risata e di un’oggettiva condivisione di pensiero hanno indotto e propagato in un numeroso pubblico di tutte le età, ampiamente soddisfatto dalla serata di note tra le immagini – quasi tutte le performance hanno avuto una proiezione sul grande schermo, alle spalle dei musicisti sul palco, di sequenze dai film selezionati o semplici foto e locandine –, ha personalmente scelto e arrangiato, in forma di uno swing e jazz tra un Lelio Luttazzi e un Duke Ellington d’annata, temi da pellicole quali La dolce vita e 8 e ½ di Federico Fellini con musiche di Nino Rota – non a caso il concerto si intitola “Da Fellini a Tarantino”; quest’ultimo capirete il perché tra poco –, Il postino con le musiche premio Oscar di Luis Bacalov, Anonimo veneziano di Stelvio Cipriani, Metti, una sera a cena di Ennio Morricone, Ultimo tango a Parigi di Gato Barbieri (come bis della serata insieme al pezzo popolare "Take Five" di Dave Brubeck), Sette note in nero di Bixio-Frizzi-Tempera che, per l’appunto, Quentin Tarantino ha usato pari pari nel primo volume del suo cult Kill Bill (sta a voi cinefili Doc rammentare in quale sequenza truculenta e da patema d’animo adoperato come tema), Profondo rosso dei Goblin, la canzone “El negro Zumbón” composta da Armando Trovajoli, con testo in spagnolo di Francesco Giordano, per la OST del film Anna del 1951 di Alberto Lattuada con protagonista Silvana Mangano, con musiche originali scritte da Nino Rota, e la canzone “More” da Mondo cane di Riz Ortolani.

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Ad un tratto, tra un’esecuzione e l’altra e le divertite e divertenti, e pure sorprendenti per chi è appassionato di aneddotica cinemusicale, chiacchierate con gli spettatori di Tempera lo stesso improvvisa al pianoforte estratti, in una sorta di suite, dai suoi famosissimi temi per sigle dei cartoni animati TV anni ‘70 – ‘80 e telefilm delle medesime epoche quali Atlas Ufo Robot/Goldrake, Capitan Harlock, Remi le sue avventure,“Na-no na-no” da Mork & Mindy, Anna dai capelli rossi e ovviamente la mitica melodia dolceamara ma allegrotta di Fantozzi, coinvolgendo il pubblico a suon di clap di mani. Un concerto prima di tutto trasmettente il potere evocativo della musica applicata alle immagini e (non in secondo piano), a detta dello stesso Tempera che lo sottolinea spesso quando parla di colonne sonore, l’unica reale forma d’arte che rimane in vita, perché <<muoiono i registi, muoiono gli attori, muore il cast tecnico, muore il compositore, etc. etc. etc ma la colonna musicale resta viva, vegeta e imperitura attraverso il tempo e gli anni!>>.

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Un grazie particolare al Maestro Vince Tempera e alla disponibilità e cortesia dello staff del teatro.

Foto di Massimo Privitera

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foto vince tempera da fellini a tarantino

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Daniela Bocconi

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