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20 Set2015

Resoconto del concerto-proiezione di Metropolis

Scritto da Massimo Privitera e Maurizio Caschetto. Pubblicato in Reportage

metropolis_new.jpgIl futuro (del Cinema) è stato scritto!
Resoconto del concerto-proiezione di Metropolis al Teatro degli Arcimboldi di Milano il 20 settembre 2015 con la Filarmonica della Scala per il ciclo Discovery

Se vi facciamo il nome di Fritz Lang cosa vi viene subito in mente?
Certamente Metropolis!
Il capolavoro di fantascienza del regista viennese (Il dottor Mabuse, I Nibelunghi) del 1927, capostipite di una buona parte del Cinema a venire, sia fantascientifico, comico che thriller e horror, ha influenzato registi come Alfred Hitchcock (vedi Io ti salverò ma non solo), George Lucas (la saga di Guerre stellari), Robert Zemeckis (Ritorno al futuro), Ridley Scott (Blade Runner), Luc Besson (Il quinto elemento) e molte pellicole di Dario Argento e Charlie Chaplin.
Si può benissimo dire che grazie a Fritz Lang e il suo Metropolis il Futuro del Cinema è stato davvero scritto, stampato a fuoco tra i suoi fotogrammi negli anni ‘20: senza questa Opera eccellente del muto non esisterebbe la fantascienza distopica, l’horror voyeuristico, il thriller celebrale e perfino il film di creature malefiche messe al mondo da scienziati pazzoidi.
Metropolis non è soltanto un meraviglioso universo fantastico tra tragedia proletaria e rivoluzionaria, opulenza maniacale e onnipotente, rivelazioni cristologiche, melodramma e follia ammaliante erotica, immerso in un groviglio di macchine volanti e non, tra ingranaggi del corpo e dell’anima (David Cronenberg deve averlo studiato parecchio per il suo cinema fatto di corpi dilaniati dalla meccanica e arroventati dal desiderio della carne), perfino una partitura originale di Gottfried Huppertz dal raffinato magma cromatico, dalla stimolante  e copiosa strumentazione, un portentoso bilanciamento armonico ai confini della tonalità che si stende per le oltre due ore e mezza di film. Il Maestro Frank Strobel (leggi intervista), sul podio dell’Orchestra Filarmonica della Scala in gran spolvero, ha condotto magistralmente il numeroso pubblico di ogni età del Teatro degli Arcimboldi di Milano in un viaggio sci-fi nella versione integrale restaurata di Metropolis; il film muto più costoso nella storia cinematografica tedesca (due milioni e mezzo di marchi dell’epoca) che costrinse la casa di produzione Ufa a chiedere soldi agli americani della Paramount e Metro Goldwyn, i quali tagliarono più di un quarto di pellicola senza l’autorizzazione dell’autore, rendendolo un altro film, non quello partorito dalla mente di Lang. Per 88 anni il Metropolis originario non è più esistito! Ma i miracoli accadono e nel 2008 il ritrovamento in Argentina di un controtipo negativo in 16 mm in formato sonoro ha fatto sì che la Friedrich-Wilhelm-MurnauStiftung, la Deutsche Kinemathek e la Cineteca di Bologna, attraverso un lunghissimo lavoro di restauro, portassero alla luce il film nella sua versione integrale e che la colonna sonora originale di Huppertz (leggi recensione) fosse ritrovata, trascritta e rieseguita da Frank Strobel in molte parti del mondo con diversi organici orchestrali.
Tutta l’enfasi melodica dirompente e incantevole al contempo della scrittura di Huppertz filtra da ogni singolo strumento degli oltre 80 elementi della Filarmonica della Scala in una performance esemplare che ha rispettato i sync della pellicola grazie ad una direzione di Strobel sempre vigile, robusta e coinvolta.
Il pubblico ha risposto entusiasticamente e Metropolis si è insinuato come un virus nelle menti e nei corpi di chi lo ha visto e ascoltato con sommo rispetto e trasporto, ipnotizzandoli e iniettandogli la Magia del vero Grande Cinema…e della Possente Musica!



 

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Daniela Bocconi

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