18 Ott2015
Duettando tra i fotogrammi!
Duettando tra i fotogrammi!Reportage del concerto “Il violinista sul tetto” tenutosi presso il M.A.C. di Milano domenica 18 ottobre 2015
Straordinariamente bravi! Immensamente virtuosi! Il noto duo Fulvio Luciani al violino e Massimiliano Motterle al pianoforte hanno inebriato un attento ed entusiasta pubblico che nella bella e moderna struttura de laVerdi di Milano, il M.A.C. di Piazza Tito Lucrezio Caro, ha assistito, assorto, alla performance di questi ottimi musicisti che, per il ciclo dei Concerti da Camera della mattina, hanno portato in scena celebri musiche per film.
Luciani con il suo violino funambolico e Motterle con il suo piano infervorato, hanno ipnotizzato l’ascoltatore eseguendo, con quella passione che contraddistingue solo i veri Musicisti (Luciani ha spiegato di volta in volta i vari brani interpretati, raccontando diversi anedotti sui loro compositori), un repertorio anche inusuale e di rado messo in musica nei concerti, passando con disinvoltura da autori italiani, russi e d’oltreoceano in una sarabanda sonora davvero affascinante e coinvolgente (il pubblico ha applaudito fragorosamente!).
Il concerto è stato aperto da una composizione di musica da camera del 1969 di Nino Rota dal titolo “Un diavolo sentimentale”, un ‘improvviso’ scritto proprio per violino e pianoforte in cui tutto l’eclettismo compositivo del Maestro milanese premio Oscar, tanto caro al cinema del sodale Federico Fellini, viene fuori mescolando ironia demoniaca (giustappunto) a romanticismo intenso con guizzi di folle anarchia: 6’ di puro divertimento in musica che il duo riesce a trasmettere alla perfezione!
Subito dopo il turno della suite “Fantasia” dalla fantasmagorica commedia musical melodrammatica Circus di Grigorij Aleksandrov e Isidor Simkov del 1936, tanto amata da Stalin (a detta del commentatore Luciani), con le bellissime musiche brillanti e armoniose di Isaac Dunayevskij e Sergei Dreznin dal sapore molto hollywoodiano che tanto devono aver ispirato Alessandro Cicognini, e non solo, nel comporre i temi per i film con Totò e Peppino: il duo esegue il ricco parterre tematico simil musical di Broadway, nato però nell’Ex Unione Sovietica, con una carica divertita e divertente come la folle euforia del circo richiede.
A seguire due temi di Bernard Herrmann per l’amico Alfred Hitchcock, la “Scena d’amore” da Vertigo (La donna che visse due volte, 1958) e i “Titoli di testa” da Psycho del 1960 nel prezioso arrangiamento per violino e piano del compositore Franco Piersanti (la serie de Il commissario Montalbano, Il ladro di bambini, Habemus Papam), donato con affetto a Luciani e Motterle per i loro concerti, che eseguono il dittico herrmanniano con grazia profonda e doveroso rispetto per due dei temi più noti e meravigliosi nella sua filmografia. Innumerevoli volte inseriti nei programmi da concerto di musica per film, questi leitmotiv nella performance di questo incredibile duo acquisiscono un valore tale da sottolineare ancor di più che la musica applicata può benissimo vivere separta dalle immagini, soprattutto quando essa è geniale e supera di gran lunga il film per cui è stata concepita, seppur si tratti di capolavori della Settima Arte.
La successiva esecuzione del commovente tema “Smile” di Charlie Chaplin per il suo Tempi moderni (1936) conferma ancora di più, se ve ne fosse stato davvero bisogno, la bravura e la grandiosa sintonia dei due musicisti, in un arrangiamento soft jazz nel quale uno dei leitmotiv più famosi e coverizzati nella Storia del Cinema diviene pura poesia sonora struggente: il violino che canta la melodia e il piano che va in tutt’altra direzione, tra note jazzate soffuse, creano un’armonia leggiadra, unica, nuova e, come già accennato sopra, inebriante e ipnotica, da sprofondare in un vortice di emozioni senza fine.
Il titolo dato al concerto da Luciani e Motterle prende il nome dal musical, vincitore di tre Oscar, tra cui quello al grande John Williams per l’adattamento della partitura originale di Jerry Bock, Fiddler on the Roof (Il violinista sul tetto) del 1971: il duo esegue il tema portante in un turbine danzante e frenetico dal retrogusto yiddish.
Leonard Bernstein e il suo arcinoto e strapremiato musical del 1961, West Side Story (ben 10 Oscar), viene omaggiato dal violino e dal piano dello strepitoso duo con una suite di cinque temi storici e anch’essi eseguiti migliaia di volte nelle sale da concerto, “Maria”, “Tonight”, “America”, “I Feel Pretty” e “Somewhere”, con una verve eccezionale nel dare ancor più lustro ad uno dei gioielli compositivi (su liriche di Stephen Sondheim) della Storia del Musical. Il duo sentitamente ringrazia un altro grande genio della musica applicata, in questo caso al Teatro del caro amico Giorgio Strehler, il milanese Fiorenzo Carpi (noto ai più per le sue indimenticate partiture per il comenciniano sceneggiato televisivo Le avventure di Pinocchio), con tre brani, “Slow Fox”, “L’Arialda” e “Galop Folies”, che svelano l’incommensurabile arte di un compositore eclettico e tutto da (ri)scoprire.
Degna conclusione di un concerto memorabile, la “Danza del Diavolo” scritta da un altro genio della musica per film, il già menzionato John Williams, per la pellicola Le streghe di Eastwick (1987): Luciani e Motterle in una performance al fulmicotone, al calor bianco per uno di quei temi folli, striscianti, è proprio il caso di dire “mefistofelici”, da applauso scrosciante e continuo.
Come bis il popolare e suadente “Tango por una cabeza” di Carlos Gardel usato nel film Scent of a Woman (Profumo di donna) del 1992 con Al Pacino.
