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20 Dic2018

Eros Cine Concerto

Scritto da Davide Leo. Pubblicato in Reportage

Eros Cine Concerto – Reportage del concerto di Marco Werba e Valentina D’Antoni, Teatro “Le Sedie” a Roma

Operazione temeraria – ma riuscita, vista anche la calorosa accoglienza del pubblico – quella di Marco Werba: proporre in concerto musiche provenienti dal cinema erotico. Il compositore e pianista, che i più ricorderanno per la sua collaborazione con Dario Argento (Giallo, 2009), ha in realtà inserito nella scaletta di questo concerto, tenutosi lo scorso 16 dicembre sul palco squisitamente intimo del teatro “Le Sedie”, anche brani tratti da film che sarebbe più corretto definire “drammatici” o “thriller”. E’ il caso di Diario di uno scandalo, Basic Instinct e Vestito per uccidere.

Proprio da queste scelte non ortodosse ci sembra giusto partire per descrivere l’evento; così come i film summenzionati non affrontano direttamente l’erotismo (oltre che naturalmente la pornografia), le musiche eseguite sono lontane da facili tonalità suadenti e, in misura ancora maggiore, da volgari sottolineature. Accomunati da un lirismo limpido, “senza peccato”, sono infatti Oh Serafina di Fred Bongusto – che apre il concerto – Emmanuelle e Histoire d’O di Pierre Bachelet, e naturalmente tutti i brani eseguiti del recentemente scomparso Francis Lai, autore del celeberrimo tema di Love Story e presente in programma con le languide Bilitis, Emmanuelle 2 e Le passager de la pluie. Questi tre pezzi sono eseguiti dalla voce calda e appassionata della cantante Valentina D’Antoni, che contrappunta Marco Werba al pianoforte – esecutore, dal tocco semplice e preciso, di tutti i brani in scaletta – anche nella già menzionata Emmanuelle e in Laura di Patrick Juvet. Particolarmente ben servito da cantante e pianista è il carattere di estatica placidità che accomuna quasi tutti i pezzi, tra cui Laguna blu di Basil Poledouris, compositore di Conan il barbaro di cui si riconosce la trasparente compostezza di scrittura.
Sono parziali eccezioni alla regola le musiche di Jerry Goldsmith e Pino Donaggio in programma: Basic Instinct e Dressed to Kill, brani tratti da due partiture-capolavoro dei rispettivi autori. Scritte per thriller a tinte molto forti (e a luci molto rosse) quali indubbiamente sono i due film di Paul Verhoeven e Brian De Palma, le pagine scelte per questa occasione possiedono certo, rispetto al resto, una qualità “nera” più accentuata; specialmente la prima – di Goldsmith – nel suo cromatismo esasperato, negli arditi passaggi tonali e negli sbalzi dinamici. Se questo è indubbiamente il capolavoro del concerto, non bisogna dimenticarsi di Notes on a Scandal di Philip Glass, una delle partiture filmiche più efficaci del compositore americano: qui la ripetitività delle figure arpeggiate e delle progressioni servono egregiamente un racconto di tensione (non solo sessuale) davvero magistrale. Nobile anche la melodia di Stanley Meyers – compositore de “La cavatina” da Il cacciatore e mentore di Hans Zimmer – e Richard Harvey per L’amante di Lady Chatterley. Non è difficile cogliere, nelle musiche scelte da Werba, inconfondibili tratti in comune con la sua produzione: il melodismo cristallino, sebbene a tratti cupissimo, di Giallo, Seguimi e Amore e libertà - Masaniello sembra affondare le radici in questa predilezione per un tematismo dolente, intenso e mai scabroso anche (e forse soprattutto) in rapporto con generi comunemente percepiti come violenti e oltraggiosi.
Dati fondamentali da riportare sono l’esecuzione dei pezzi in sincrono con le immagini dei rispettivi film e le puntuali presentazioni dei brani – con tanto di cenni biografici sugli autori – a cura del Maestro Werba. Il rigore con cui quest’ultimo assicurava il sincronismo, spesso anteponendolo alle ragioni della musica, ha rafforzato in noi la sensazione di un musicista per cui il cinema viene prima di tutto. Eppure la musica, nel servire le scene, ci è sembrata ancora una volta grandissima.

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Daniela Bocconi

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