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16 Mag2019

“Titanic Live”

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Reportage

“Titanic Live”
Reportage del cine-concerto del film di James Cameron tenutosi il 10 e 11 Maggio 2019 presso il Teatro degli Arcimboldi di Milano

Il compositore premio Oscar James Horner ci ha lasciati a 61 anni di età, il 22 giugno 2015, per un incidente aereo avvenuto con il suo monoposto da turismo, precipitato nella foresta di Los Padres vicino Santa Barbara, in California. Una morte tragica che ha strappato troppo presto alla Musica per Film uno dei suoi esponenti più amati e al contempo criticati dai collezionisti e musicologi (per i suoi prelievi non dichiarati alla musica classica e a quella filmica, spacciati per suoi), che oltre alla passione per le note tra le immagini adorava visceralmente gli aeroplani e volare; passione che ci ha privato di sue future nuove composizioni cinematiche ma che ci ha lasciato in eredità tante gemme della Settima & Ottava Arte, quali, giusto per citare le più celebrate e rilevanti, Star Trek II – L’ira di Khan, Aliens – Scontro finale, Cocoon – L’energia dell’Universo, Willow, Braveheart, Apollo 13 e Titanic.

Il pluripremiato James Horner, con un curriculum di oltre 160 colonne sonore, soltanto con Titanic, il capolavoro di James Cameron del 1997, aggiudicatosi ben 11 premi Oscar, oltre a 6 Grammy e 4 Golden Globe, si è portato a casa riconoscimenti prestigiosi di ogni tipologia, tra i quali 2 Oscar per le migliori musiche e canzone originale (la sempreverde e strappalacrime “My Heart Will Go On” interpretata magnificamente da Celine Dion), 2 Golden Globe per le medesime candidature, 3 Grammy, l’ASCAP Award, Awards Circuit Community Awards, Chicago Film Critics Association Awards, Las Vegas Film Critics Society Awards, Online Film & Television Association, Satellite Awards, più nomination a iosa in altri ambiti.
La partitura di Horner può a pieno diritto considerarsi una summa (un’enciclopedia musicale completa) del suo stile sinfonico hollywoodiano old style; anche se in Titanic affiorano in più momenti elementi sintetici di puro astrattismo sonoro che si amalgamano alla perfezione al leitmotiv principale e le sue derivazioni armoniche e timbriche, che nella canzone finale di Celine Dion assume caratteristiche nuance pop come si conveniva e si conviene tutt’oggi ad una pellicola del genere mainstream Made in USA.
E proprio in occasioni incredibilmente uniche e preziose come quelle dei cine-concerti, con l’orchestra dal vivo che esegue in sincrono con le immagini l’intero film, si possono apprezzare pienamente le composizioni di compositori quali il compianto Horner, il quale sapeva perfettamente come trasporre su pentagramma le sensazioni, il non detto, l’adrenalina, i tumulti del cuore e della psicologia dei personaggi e delle storie narrate dai registi che richiedevano il suo enorme talento. Titanic è la prova di tutto ciò e anche di qualcosa in più: di un sodalizio tra il genio visivo di Cameron e il genio compositivo di Horner che ha portato sul grande schermo, negli anni della loro breve ma proficua collaborazione lavorativa, film quali Aliens – Scontro finale (1986), Titanic (1997) e Avatar (2009). E sicuramente Aliens è un florilegio sci-fi/horror di score indimenticabile e Avatar una composizione onorevole, specie di prolungamento fantasy/fantascientifico di tutto quello espresso in modo sublime con la partitura ultraromantica e poderosa di Titanic che a tutti gli effetti è la punta dell’iceberg (passatemi il termine che in tal caso calza proprio a pennello) del legame professionale di entrambi i Maestri del Cinema.



E rivivere al Teatro degli Arcimboldi di Milano l’affondamento dell’apparentemente inaffondabile Titano dei mari e l’affioramento di una delle più belle storie d’amore tragiche, ma senza tempo, della storia del grande schermo, è a tratti difficile da esprimere con le sole parole o su carta: l’emozione e la tensione, pur conoscendo il film alla lettera da principio a fine, rimane immutata; l’altezzosa e dominata Kate Winslet è di una bellezza sconvolgente, con i primi piani tra i più sexy e invoglianti della Settima Arte, in cerca di libertà e di un poetico sentimento amoroso vero; Leonardo DiCaprio è un giovinastro impunito e attraente nella sua esuberanza di artista scapestrato e girovago, inconsapevole del suo ultimo viaggio della vita che però gli farà conoscere il reale significato della parola ‘Amore’; perciò ‘…il naufragar m’è dolce in questo mare’, citando indegnamente ma a fagiuolo “L’infinito” di Giacomo Leopardi, diviene sacrificio piacevole e necessario per la salvezza di Rose (Winslet), per sempre la donna della sua esistenza. Per non parlare di una regia che inanella inquadrature mirabili e compiute fin dalla prima sequenza e un montaggio che non lascia scampo alla lacrima e al patema d’animo con il procedere incalzante della trama fino al catastrofico e funereo finale che di eroico possiede solo l’estremo sacrificio di Jack Dawson (DiCaprio). Difatti tutte queste e molteplici altre peculiarità del film hanno fatto sì che Titanic divenisse uno dei più grandi successi di tutti i tempi, con oltre 2 miliardi di dollari al box office e 30 milioni di copie vendute della colonna sonora che ancora oggi detiene il record di OST più acquistata di sempre.
Il ‘Live Film Concert’ agli Arcimboldi è stata un’esperienza cinematico-musicale strepitosa, per merito della sempre perfetta Orchestra Italiana del Cinema, diretta in maniera impeccabile e precisa al sync dal Maestro Benjamin Pope, sul palco con una formazione smisurata di 130 elementi (90 professori d’orchestra e 40 coristi), con la voce solista ammaliante e magica di Alice Zawadzki che interpreta, da brivido lungo la schiena, anche la conclusiva, nei titoli di coda,  “My Heart Will Go On”, facendo dimenticare per un attimo Celine Dion, e la partecipazione sorprendente di Eric Rigler, il più rinomato interprete al mondo di cornamusa irlandese e solista della score originale del film, nelle pagine celtiche di una bellezza durevole. Tutte le scene con brani classici preesistenti non sono state eseguite dal vivo ma sono state usate le registrazioni originarie inserite nel montaggio della pellicola, anche quelle de I Salonisti, prodotte e arrangiate nel film da John Altman.
Dicevamo, un’esperienza cinematografica e soprattutto musicale bellissima ed emozionalmente intensa; perché rivivere un film così famoso e importante dal punto di vista compositivo nell’Ottava Arte, in un frangente Live del genere è da non perdere per nulla al mondo, come ci è capitato di sottolineare già per altri ‘Film Live Concert’ da noi recensiti in passato e recentemente.
Poi se si ha la fortuna, come nel caso della OST di Titanic, di aver acquistato l’edizione integrale di 4 CD della La-La Land Records pubblicata nel 2017 con due dischi della score completa, un disco con brani alternativi o addizionali e un ultimo con la source music o quella del 2012 della Sony Masterworks, sempre di 4 CD, con l’Original Motion Picture Soundtrack e il ‘Back to Titanic’ entrambi rimasterizzati, e nel terzo disco i brani de I Salonisti intitolato “Gentlemen, It Has Been Privilege Playing With You Tonight” (battuta che pronunciano prima di morire durante l’affondamento finale) e nel quarto la “Popular Music from the Titanic Era”, allora potrete rinnovare veramente il piacere visivo e auditivo di tutta la pellicola, nota per nota, con gli occhi chiusi e il cuore ben spalancato dinnanzi la Love Story delle Love Stories. Grazie a James Horner che ci guarda da lassù, nei cieli che ha solcato con il suo tanto amato aereo!

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Daniela Bocconi

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