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07 Ott2019

Reportage del concerto “Assassin’s Creed Symphony”

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Reportage

L’epopea musicale tra i secoli di una Saga videoludica
Reportage del concerto “Assassin’s Creed Symphony” del 6 ottobre 2019 a Milano

Premesso che, da sempre, non sono un giocatore compulsivo e affezionato di alcun genere di videogames – mi ricordo di avere avuto, per un breve periodo, tanti anni addietro, un qual certo accanimento con le avventure di Lara Croft (ovviamente parlo di Tomb Raider) e successivamente con il primo Medal of Honor, e ancor prima dei due videogiochi appena menzionati, di uno per PC tratto da Star Wars di cui non rammento il nome – difatti non posseggo nessuna console a casa mia (anzi, a dir la verità, la figlia della mia compagna ha la Nintendo, con la quale gioca a Super Mario Bros e Just Dance, oltre a Fortnite); ma non per questo disdegno i videogames e coloro i quali vi ruotano intorno e ne hanno fatto una ragione di vita e di lavoro.

Piuttosto la cosa che, fin da quando amo la musica applicata alle immagini e ho iniziato a scriverne, mi ha sempre colpito è l’eccellente qualità delle colonne sonore dei videogiochi che, ancor di più oggigiorno, superano molto spesso di valore e accuratezza quelle cinematografiche, in concorrenza e addirittura a parimerito con quelle altrettanto ottime della serialità televisiva. Primariamente – e come potrebbe essere diversamente? – la cosa che noto in primis quando vedo qualcuno intorno a me svagarsi con un videogioco è il commento sonoro, che in plurime situazioni inizio pure a canticchiare o fischiare (vedi il succitato Super Mario Bros che per buona parte mi ricorda le musiche d’animazione di Joe Hisaishi per il sodale Hayao Miyazaki, che amo visceralmente!), e incuriosito vado subito a leggermi chi ne ha scritto la score e cerco anche di scovarla in rete per ascoltarla separata dal contesto videoludico. Molte sono le volte che al di fuori del videogioco queste musiche vivono di vita propria, come la stragrande maggioranza delle colonne sonore per il Grande e Piccolo Schermo. E negli anni ho acquistato parecchie soundtracks di videogames – nella mia immensa collezione trovano posto le OST della saga di Medal of Honor, Soul of the Ultimate Nation, Lair, God of War che sono le prime che mi vengono in mente a freddo – e l’interesse verso di esse non scema affatto, perché, come già ribadito sopra, trovo molteplici punti qualitativi per farmi scatenare il desiderio dell’acquisto ma non quello – e non me ne vogliate a male cari lettori incalliti giocatori videoludici – di mettermi a giocare, non per pigrizia bensì per mancanza di tempo che preferisco dedicare ad altro in tutta sincerità (ma questo fuorvia dal mio reportage!).

Tutto questo preambolo solo per dirvi che, non appena mi è giunto nella mail di redazione l’invito al concerto “Assassin’s Creed Symphony” presso il Teatro degli Arcimboldi di Milano per scriverne un articolo, l’hype mi è salito, però esclusivamente per addentrarmi nelle colonne sonore di questa saga di videogames da record che non ho mai giocato ma della quale ho sentito qui e là alcuni brani dalle sue OST. Musiche scritte da diversi compositori di differente provenienza lavorativa ma che hanno saputo perfettamente amalgamarsi tra di loro in ognuno degli undici capitoli finora usciti: parlo dei seguenti titoli, di cui sono stati eseguiti delle suite nel concerto – anzi, come da comunicato stampa ufficiale del medesimo, un ‘imponente spettacolo sinfonico multimediale’ e ‘uno show mai visto prima che regalerà un’esperienza inedita: grazie ad una tecnologia all’avanguardia, le immagini e le proiezioni olografiche sullo schermo si fonderanno in modo innovativo e coinvolgente con le inconfondibili ed esaltanti sinfonie della saga’ – ovvero Assassin’s Creed, Assassin’s Creed II, Assassin’s Creed: Brotherhood, Assassin’s Creed: Revelations, Assassin’s Creed III, Assassin’s Creed IV: Black Flag, Assassin’s Creed: Rogue, Assassin’s Creed: Unity, Assassin’s Creed: Syndicate, Assassin’s Creed: Origins, Assassin’s Creed: Odyssey. Pregevole l’esecuzione della Tuscany Symphony Orchestra, compagine sinfonica tutta italica di 56 elementi e un coro di 20 voci, partita un po' in sordina per poi scatenarsi da metà fino alla fine delle due ore abbondanti del concerto, anche grazie ad un pubblico dell’età più svariate, con in prevalenza i diretti interessati, ossia i videogiocatori incalliti, se non addirittura ‘nerd’ (non in senso spregiativo, dato che anch’io lo sono ma in altri ambiti) all’ennesima potenza, che ad ogni singola comparsa sullo schermo gigante alle spalle dell’orchestra dei loghi di ogni capitolo della saga e relative immagini in HD, ansimavano o facevano versi simili ad una performance sessuale al top (e devo dire che una risatina a denti stretti mi è scappata in più di un’occasione!), con esaltata standing ovation finale che ha fatto sì che il simpatico, altamente espressivo nel gesto, con o senza bacchetta, ed euforico nella direzione, direttore d’orchestra Giacomo Loprieno, regalasse due bis, uno corale e uno la ripetizione della suite di presentazione del programma concertistico. Le musiche che si sono susseguite sul palco dell’autorevole teatro lombardo, tutte riarrangiate dal pluripremiato pianista e compositore Ivan Linn, sono state estrapolate in forma di suite, come accennato prima, dalle composizioni originali di Jesper Kyd, Lorne Balfe, Sarah Schachner, Brian Tyler, Austin Wintory, Winifred Phillips, Elitsa Alexandrova, Chris Tilton, Ryan Amon e The Flight: paesaggi musicali di svariata natura, dato che parliamo di un videogioco epico-avventuroso-picaresco-mistico che viaggia tra i secoli, dall’Antica Grecia ai giorni nostri, passando per l’Egitto Tolemaico, le Crociate, il Rinascimento, la Dinastia Ming, la Rivoluzione Francese, l’America coloniale, la Rivoluzione Russa, etc. etc., quindi potrete ben comprendere che mole di musica messa in campo e che diversificazione di scrittura da ideare di volta in volta per ogni compositore assoldato. Tutti nomi importanti o almeno parte di loro, che hanno anche grande rilievo nel Cinema e in TV (vedi Balfe, Tilton, Tyler e Wintory), i quali hanno composto partiture che spaziano da ritmi moderni forsennati, anche di matrice rock, a barocchismi bachiani e mozartiani, atmosfere rarefatte con intromissioni di nuance mediorientali, arabeggianti, vale a dire etniche di varia tipologia ambientale e strumentale, enfasi epico corale, passaggi action in puro stile zimmeriano e sinfonismi da grandeur hollywoodiana classica.

Tutte queste suggestioni sonore sono state ampiamente riportate dalla performance ottimale dell’Orchestra Sinfonica Toscana che porterà in giro per l’Europa questo spettacolo concertistico videoludico dopo il debutto internazionale avvenuto al Palais des Congres di Parigi con grande rinomanza mediatica e successo di pubblico. Insomma, chi ha assistito al concerto milanese, unica data italiana, al momento, e speriamo vivamente, dato il notevole riscontro di quest’ultima, in altre a venire sul suolo nostrano, ha potuto godere di un evento davvero entusiasmante e coinvolgente dove chi l’ha fatta da padrone è stata la Musica Applicata alle Immagini e che Musica! Così sfatiamo ancora una volta l’ignorante pensiero che la musica per immagini non può vivere da sola, bensì quando è ottima Musica, come in questo caso, supera di gran lunga il mezzo visivo per cui è nata e può benissimo viaggiare in solitaria godendosi tutti i meritati trionfi. Punto e basta!    

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Daniela Bocconi

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