Ci ha lasciati il Maestro Giacomo Dell’Orso

Addio Giacomo Dell’Orso
Oggi ci ha lasciati il Maestro Giacomo Dell’Orso e, sinceramente, con un enorme groppo in gola, desidero ricordarlo attraverso una telefonata che avemmo precisamente l’8 aprile scorso prima dell’incontro in cui sua moglie Edda Dell’Orso, celeberrima vocalist di molteplici colonne sonore del nostro Cinema (tante quelle per Ennio Morricone), avrebbe parlato del suo rapporto professionale con il Maestro Piero Piccioni in un talk a lui dedicato all’interno del “Roma Film Music Festival”, da me curato. La dolcissima, minuta e affettuosamente amorevole Edda, mentre le offrivo un cappuccino con brioche al bar, telefona al marito 94enne, rimasto a casa per alcuni problemini di salute, per sapere come si sente; ad un tratto me lo passa al cellulare, perché Giacomo desidera ringraziarmi per aver invitato sua moglie a raccontare aneddoti dei gloriosi anni dell’Ottava Arte italica e sapere egli stesso come stia io, 52enne sicuramente emozionato di tal telefonata e cotanto pensiero tenerissimo nei miei confronti. Dissi a Giacomo, uomo straordinariamente gentile e umanamente cordiale, nonché grande Musicista, che aveva una voce provata ma grintosa seppur la veneranda età, se si ricordava della nostra lunga intervista presso la sua casa romana insieme ad Edda di ben 18 anni prima, nel 2006 (la potete leggere qui), e Lui prontamente mi rispose di sì, che gli aveva lasciato un bel ricordo e tanta stima vero il sottoscritto. Stima che da sempre, da appassionato di musica applicata alle immagini sin da bambino, ho riversato in tutti i grandi Artigiani della Film Music di casa nostra (e non solo), come lo è stato a pieno diritto Giacomo Dell’Orso, ovvero coloro i quali hanno composto una moltitudine di leitmotiv per pellicole di ogni genere, più dei colleghi d’oltreoceano ben più blasonati, soprattutto questi ultimi ricordati per aver scritto per film blockbuster o più strombazzati e appartenenti alla cosiddetta Serie A della Settima Arte (e su questa nomenclatura vi sarebbe parecchio da disquisire ma non è questo il momento più consono).

In Italia abbiamo avuto fior fior di compositori di musica per film (e non soltanto: per TV e Teatro) al pari e anche di più (scusatemi il campanilismo) del resto d’Europa e nazioni limitrofe e, torno a ribadire, il nostro Dell’Orso, conosciuto anche con lo pseudonimo di Oscar Lindok (nato a Ofena presso l’Aquila il 2 dicembre del 1930), compositore, arrangiatore e polistrumentista, marito della succitata nota cantante e vocalist Edda Dell’Orso e fratello dell’altrettanto popolare compositore, produttore ed editore discografico della GDM Music (etichetta famosa tra i cultori di soundtracks) Gianni Dell’Orso, ne è stato un degno rappresentante. Diplomatosi in pianoforte, organo e composizione all’Accademia di Santa Cecilia in Roma, sino all’età di 37 anni insegnò matematica per dedicarsi successivamente ed esclusivamente alla musica, sua prima vera grande passione, in qualità di orchestratore, direttore d’orchestra (in TV ha collaborato con Pippo Caruso e nelle molte score del cantante e compositore Nico Fidenco, suo amico fidato), arrangiatore e compositore di colonne sonore, tra le quali (non tante a dire il vero), proprio per il summenzionato cinema di genere, Emanuelle Nera di Bitto Albertini del 1975 con la collaborazione del fratello Gianni, L’infermiera di mio padre del 1975 di Mario Bianchi, Belli e brutti ridono tutti del 1978 di Domenico Paolella (sempre in collaborazione con Gianni), Caligola e Messalina del 1982 di Bruno Mattei, Vacanze di Natale ’91 di Enrico Oldoini insieme al fratello Gianni e a Manuel De Sica. Oltre alle musiche per film ha pubblicato album di sonorizzazioni per la Rai, utilizzando lo pseudonimo succitato di Lindok e ha scritto molta musica per organo per celebrazioni ecclesiastiche.
