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15 Gen2020

Addio Gianni Sanjust

Scritto da Gianmarco Diana. Pubblicato in Eventi & Ultime Notizie

Addio Gianni Sanjust

Ci ha lasciati Gianni Sanjust, all’anagrafe Giovanni Sanjust (Roma, 23 giugno 1934 – Roma, 9 gennaio 2020). Nato a Roma in una famiglia della nobiltà sarda (i baroni di Teulada), Sanjust è stato un artista poliedrico, dall’approccio umile, ma particolarmente incisivo in diversi campi: clarinettista, cantante, paroliere, talent scout e produttore discografico. In questa frenetica attività - che ha condiviso con altri importanti musicisti ed operatori del settore musica e spettacolo in Italia, negli anni immediatamente successivi al secondo dopo guerra e fino agli anni Novanta – ricordiamo alcune tappe: dallo studio del clarinetto da autodidatta alla formazione, nel 1952 insieme all’amico trombonista Peppino De Luca, dei Traditional Dixielanders con i quali suonò fino al 1955, anno in cui entrò come clarinettista e cantante in un’altra storica orchestra italiana, la Seconda Roman New Orleans Jazz Band, con cui incise diversi 45 giri e un album per RCA Italiana; vi rimase fino al 1960, quando venne sostituito da un esordiente e talentuoso Lucio Dalla, e dal 1960 al 1962 suonò con il pianista Romano Mussolini per poi trasferirsi a Milano ed incominciare un’altra parte della sua carriera presso la casa discografica Dischi Ricordi, come cantante, autore e produttore.
E’ in questi anni che Sanjust registra diversi 45 giri per la CBS e la CAM (Creazioni Artistiche Musicali), legati al circuito dei jukebox e delle competizioni canore: tra il 1963 ed il 1967 Sanjust incide canzoni come “Tu verrai da me”, “Io che non piangevo mai”, “Vecchio sole” o “Ti scorderai di me” (Un disco per l’Estate ‘65) in cui dimostra le sue doti di crooner ed una spiccata verve musicale tra voce vellutata, fischio melodico e accenni di clarinetto jazz, sempre accompagnato dall’orchestra ed il coro di Gianni Marchetti, suo partner alla Dischi Ricordi; Sanjust incide anche brani con il jazzista milanese Lino Patruno (un raro 45 giri su CBS con la colonna sonora per Lontano dagli occhi del 1962, un documentario scomparso di Alberto Cavallone) e con il Maestro Piero Umiliani per il brano “Hooray” (su 45 giri CAM serie AMP del 1967, per il film Il nero), mentre ancora con Marchetti realizza il brano “Unbelievable” (stesso 45 giri CAM, per il film Fai in fretta ad uccidermi, ho freddo) ed il 45 giri “Dardanella / Lucienne” (su CBS, con due brani estratti anch’essi dalla colonna sonora del film scomparso di Cavallone).
Sanjust, inoltre, curò direttamente le musiche di diversi progetti cinematografici, spesso in coppia con il musicista milanese Ricky Gianco, come nel caso del secondo episodio del cult movie Capriccio all’italiana (1968) intitolato Il Mostro della domenica, diretto da Steno [quello con Totò che odia i capelloni, per intenderci]; apparve inoltre come comparsa nell’orchestra in alcune scene di C’era una volta in America (1983), capolavoro di Sergio Leone, oltre ad aver interpretato al clarinetto la versione del classico “Amapola” arrangiata e diretta da Ennio Morricone e registrata al Forum Studio di Roma con l’orchestra UMR per la colonna sonora del film. Negli anni Sessanta Sanjust è stato anche autore dei testi per interpreti come Paolo Conte e Bobby Solo, e complessi come I Quelli e Giuliano e i Notturni e tanti altri, ed è stato il produttore di giganti come Franco Califano e Mia Martini, ma il clarinetto e il desiderio di suonare sul palco hanno sempre esercitato il loro fascino e, per quanto anche durante la permanenza milanese Sanjust si fosse inserito in alcune formazioni locali di jazz tradizionale, fu solo nel 1977, quando tornò a Roma, che riprese la sua carriera jazzistica a tempo pieno, alternandola all’attività di produttore discografico; nella sua lunga carriera il Nostro ha suonato e condiviso il palco con nomi italiani ed internazionali come Chet Baker, Lee Konitz, Wild Bill Davison, Billy Butterfield, Ralph Sutton, Dan Barrett, Oscar Klein, Romano Mussolini, e più recentemente - e fino agli ultimi giorni - con amici come Lino Patruno, Bruno Longhi (nell’Italian Clarinet Summit), Enzo Randisi, Franco Ambrosetti, Gianni Basso, Riccardo Biseo, Dino Piana, Guido Pistocchi, Umberto Cesari, Enrico Rava, Eddy Palermo e Carlo Loffredo.

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Daniela Bocconi

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