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04 Ott2024

Matalo!

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover matalo lp

Mario Migliardi
Matalo! (1971)
Four Flies Records
Lato A: 3 brani
Lato B: 4 brani
Lato C: 6 brani
Lato D: 6 brani



Matalo! è lo spaghetti western più anomalo, bizzarro ed estremo della storiografia western di casa nostra. Diretto nel 1971 dal regista lombardo Cesare Canevari ed interpretato da Corrado Pani, Lou Castel ed una sconosciuta Claudia Gravy, prodotto a Milano e girato come di consueto in Spagna, con una trama dagli esigui dialoghi e fantasmatica e alienante nella sua essenza primaria, con un personaggio che usa un boomerang per farsi strada tra i villain.

Le musiche, anch’esse inconsuete per un film sul Far West, un mix tra Jimi Hendrix e Luciano Berio, come descritte dal critico Marco Giusti, furono composte da Mario Migliardi (1919 – 2000), direttore d’orchestra, pianista, organista Hammond, esperto di musica d’avanguardia (e qui si sente, eccome), il quale realizzò uno score straniante oltre ogni ipotetica immaginazione. Four Flies pubblica infine la prima edizione assoluta in doppio vinile della colonna sonora integrale, con addirittura il tema portante, “Matalo!”, nella versione estesa cantata da Giano Ton, pseudonimo di Giacomo Tosti, mai pubblicata prima su LP, che dura la bellezza di 9’54”, arrivando ad essere una reale jam session prog-blues-rock psichedelica alla Hendrix (presente anche nella trasposizione solo strumentale ed in quella “single version” ancora più gridante ‘Rock’), fin troppo avanti per l’epoca e assai elettrizzante e da culto oggigiorno. Migliardi abbozza ogni traccia della partitura con un dualismo tra prog-folk-rock (l’ipnotica “Old Town” per chitarre soliste, che sembrano a tratti scordate, e arpa), pagine di musica concreta (“Mirage”, “Fischio”) e sinfoniche più tradizionali per il genere (la ritmica arabeggiante supportata da archi melodiosi in levare di “Chase”, che riaffiora anche in versione samba in “Chase pt. 3”, o la nenia messicana di “Long Shadows”). Vi sono brani destrutturanti, infarciti di urla, ritmiche sbilenche, suoni sintetici, effetti cacofonici e sperimentalismi alla Louis e Bebe Barron del fantascientifico Il pianeta proibito: “Hey Gente” con la voce recitante di Corrado Pani, “Chase pt. 2”, “Under the Sun”, “Solitudine”, “Main Titles – La colonna” (con tanto di fischio) e “Ghosts”. Perfino un pezzo danzante dalle linee barocche, “Ballata dei vestiti”, e lieve nelle sfumature tex-mex, “Cantina”. Uno score che soltanto adesso si può apprezzare per la sua resistente e riformatrice idea compositiva.

Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2024

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Daniela Bocconi

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