• News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca
  • Home
  • Legenda Recensioni
  • Recensioni
  • Cinema
  • Potiche
27 Apr2011

Potiche

Scritto da Alessandro Bizzotto. Pubblicato in Cinema

cover_potiche.jpgPhilippe Rombi
Potiche – La bella statuina (Potiche, 2010)
Naïve  LC0540
28 brani – Durata: 64’22”



L’intelligente commedia di François Ozon, applauditissima all’ultima Mostra di Venezia, non sorprende solo per l’ironia caustica, ma sempre gradevole, con cui svela l’imperante maschilismo della società degli anni Settanta; s’impone anche per l’irresistibile mix di contributi tecnici che ne rendono inattaccabile la confezione. È  il francese Philippe Rombi a firmarne la colonna sonora. Dopo le numerose collaborazioni con Ozon (da Les Amants Criminels a Angel, passando per Swimming Pool e Sotto la sabbia), Rombi riesce ad abbinare una soundtrack fatta di divertito spirito d’antan all’interessante patchwork di brani d’epoca, in voga nel periodo d’ambientazione di Potiche.
Gli anni Ottanta sono vicini, e i Settanta lasciano in eredità anche alla provincia francese un malcelato machismo. Robert Pujol (Fabrice Luchini) guida con spietata intransigenza la sua fabbrica di ombrelli, eredità del suocero. La figlia Joëlle (Judith Godrèche) pare aver assorbito le sue idee politiche di destra estrema, il figlio Laurent (Jérémie Renier) no. La moglie Suzanne (Catherine Deneuve) sembra la perfetta bella statuina – in francese appunto potiche –, che sopporta paziente infedeltà e umori del dispotico marito. Ma quando un nuovo sciopero provoca a Pujol un attacco di cuore e una forzata degenza, sarà Suzanne a prendere le redini dell’azienda, riuscendo a placare gli animi degli operai e a creare un clima di distesa e soddisfatta collaborazione. Riaffiorerà così l’antica passione per il sindaco comunista Babin (Gérard Depardieu), ritrovato nell’operazione di mediazione politica…
Le musiche di Rombi catturano con vividezza le atmosfere lontane più di trent’anni, sia con il tocco nostalgico, che gioca con se stesso nel suo essere qua e là stucchevole (“Ouverture”), sia con lo scintillio della modernità in arrivo che condiziona le mode (lo spensierato “Le Transistor”).
Ma anche lo slancio sentimentale sa essere autentico nell’abbandonarsi al lirismo, come in “Mon Ami L’Écureuil”.
Fra le canzoni d’epoca, ascoltate dagli stessi personaggi del film, spuntano poi numerosi classici della discografia francese: da “Emmène moi danser ce soir” eseguita da Michèle Torr a “123” di Catherine Ferry, ma soprattutto una nuova interpretazione di “C'est beau la vie” di Jean Ferrat, cantata da Catherine Deneuve.
Fra le perle dedicate ai fan del film, l’OST include due estratti dialogati, incluso un romantico scambio di battute tra Suzanne e Babin che ricordano gli anni del loro primo incontro, e una versione inedita di “C'est beau la vie” in cui la Deneuve duetta con il cantante francese Benjamin Biolay.

Stampa

  • Indietro
  • Avanti
CS on Spotify
soundtrackcity

Daniela Bocconi

  • Pubblicità
  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Info & Contatti

Copyright © 2017 - ColonneSonore.net | Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti

  • News
    • Eventi & Ultime Notizie
    • Novità Discografiche
    • Concerti
    • Premi & Concorsi
    • Scuole & Corsi
    • Comunicati Stampa
  • Recensioni
    • Cinema
    • TV
    • Videogiochi
    • Musical
    • DVD
    • Libri
  • Contenuti Speciali
    • Interviste
    • Monografici
    • Dossier
    • Reportage
    • Video & Multimedia
    • Filmografie
  • Extra
    • L'angolo dei lettori
    • Archivio Rivista Cartacea
    • 1M1 Blog
  • Partners
  • Cerca