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03 Nov2011

Into Paradiso

Scritto da Valentina Alfonsi . Pubblicato in Cinema

cover_into_paradiso.jpgFausto Mesolella
Into Paradiso (2010)
Warner Chappell Music Italiana
11 brani (8 di commento + 3 canzoni) – Durata: 36’07”

Può una colonna sonora far ridere e sorridere come fosse l'opera non d'un semplice musicista ma d'un drammaturgo di spirito particolarmente arguto? Sì, purché sappia maneggiare con ironica intelligenza titoli, strumenti, componenti vocali e temi musicali. Sì, purché il compositore possieda abilità tecnica perfetta, occhio e orecchio per i tempi teatrali e voglia di giocare. Se la creatività è (anche) la capacità di vedere connessioni tra elementi lontani e saperli poi fare interagire in modo nuovo, Paola Randi – che con Into Paradiso esordisce nel lungometraggio – ne ha da vendere. La regista milanese arriva a Napoli con occhi sensibili e curiosi, prende Gianfelice Imparato, attore teatrale completissimo ma noto al cinema soprattutto per il ruolo ultra-drammatico di Gomorra e gli fa formare con Peppe Servillo un'inedita coppia comica di incantevole perfezione e sintonia nell'incastro di gesti, sguardi e battute; non contenta, dalla formazione degli Avion Travel pesca, oltre appunto al cantante Peppe, il chitarrista Fausto Mesolella che per questa commedia multietnica e surreale firma una colonna sonora corposa e ricca d'inventiva, tanto elaborata e precisa nella scrittura quanto semplice, limpida e divertente all'ascolto.
Ecco quindi l'ironia buffissima di "Vincenzo" (chiunque abbia visto il film sarà contentissimo di ritrovare il brano sulla tracklist) e "Maccheroni", ecco i tempi dilatati, dondolanti e avvolgenti di "La risata" ed ecco soprattutto la libertà stralunata – e perfettamente pertinente con lo stile visivo e narrativo del film – con la quale Mesolella fa coabitare chitarre, sitar e elettronica giocattolosa ("Intro", "L'entrata", "San Valentino").
L'indolenza della musica non dà mai l'impressione di voler dar voce a qualche nodo di sceneggiatura o di spiegare i personaggi e le azioni ma è sempre una componente autonoma della messa in scena capace di determinarne quella particolare seduttività sgangherata e mai ovvia che rappresenta il valore più grande del film.
Un bellissimo esempio di colonna sonora di qualità e spessore non frequenti, notata tra l'altro anche
dalla giuria dei David di Donatello che – mettendo nella cinquina musicale Il gioiellino di Teho Teardo e Into Paradiso di Fausto Mesolella – ha saputo indicare con chiarezza due vere eccellenze della stagione appena trascorsa nel campo, spesso in Italia un po' trascurato, della musica da film.

 

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Daniela Bocconi

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