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28 Nov2011

Comandamenti per un gangster

Scritto da Federico Biella. Pubblicato in Cinema

cover_comandamenti_per_un_gangster.jpgEnnio Morricone
Comandamenti per un gangster (1968)
GDM Music ”The Hillside Series” CD 4145
18 brani (17 di commento + 1 canzone) – durata: 42’ 31’’


  
In piena spaghetti western mania ed in anticipo di qualche tempo sulla nascita del poliziesco all’italiana, Alfio Caltabiano dirige Comandamenti per un gangster, rabbioso noir a forti tinte drammatiche che sviluppa un soggetto di Dario Argento. Il film, oggi di difficile reperibilità e pressoché ignorato dai palinsesti televisivi, narra di un ex gangster intenzionato a rientrare nel giro della malavita per potersi vendicare dell’uccisone della sorella e del marito di lei.
Ennio Morricone coglie pienamente il soffio di brutalità che promana dall’intreccio della vicenda e lo effonde attraverso un commento musicale cupo e opprimente il cui elemento costitutivo primario risiede in quello sperimentalismo d’avanguardia che, oltre ad essere stato sovente da lui trasfuso nella cinematografia di genere, rappresentava all’epoca uno dei suoi più impegnativi territori di ricerca. Nonostante venga costantemente omesso nelle numerose e fittissime antologie morriconiane (almeno in quelle che ho avuto modo di consultare nel corso degli anni), l’omonimo tema introduttivo è un autentico pezzo di bravura dove ogni singolo dettaglio sonoro ha la propria ragion d’essere: un coro declama versi sinistramente ieratici con radi ed essenziali riff d’organo elettrico come controcanto, uno stormo di violini vorticosi sopraggiunge a colmare i vuoti, un basso elettrico disegna una ritmica ossessivamente ripetitiva, infine dei rintocchi di campana avvalorano ulteriormente la dimensione di solennità che si va profilando. Esaurita questa esaltante premessa nel breve arco di circa due minuti, il resto della OST punta in prevalenza a stabilire delle corrispondenze con le norme immorali che sostanziano il corredo etico di un gangster: per ognuno degli undici comandamenti individuati, antitetici rispetto a quelli biblici, il Maestro, mediante la sovrapposizione di poche voci strumentali (principalmente organo elettrico, basso, percussioni, piatti, campane), cesella altrettanti medaglioni musicali densi di una tensione plumbea e compulsiva. In essi riaffiora il suddetto motivo conduttore ma solamente a livello di struttura ritmica o sottoforma di diafano accenno, come si può intuire, ad esempio, nell’enigmatico “Primo comandamento: spara” o nell’angosciante “Terzo comandamento: l’oro”. Scorrendo alcuni dei successivi punti del decalogo, “Quinto comandamento: tre pistole e un mitra” e “Nono comandamento: taci” sfruttano con ampiezza le dissonanze; “Decimo comandamento: odio” sconfina nella psichedelia; “Ultimo comandamento: uccidi i traditori”, prima di lasciare spazio al ritorno del coro iniziale, espone un incipit in crescendo e nel finale ricorre all’effettistica per simulare addirittura delle urla laceranti.
A tale impianto di base si alternano da una parte uno sparuto gruppo di brani provenienti dall’inesauribile vena melodica del compositore romano e fondati sull’interazione tra archi e coro (“Uno squarcio tra le nuvole”, “Pietà per un giusto”, “È sereno l’orizzonte”), dall’altra una canzone cantata da Jane Relly ed arrangiata secondo la moda del pop italiano del periodo (“Solo nostalgia”, proposta anche in versione strumentale nella sezione bonus track).
Una suite di quasi dodici minuti, inedita rispetto ad un vecchio 33 giri della CAM, rende ancora più appetibile questo CD che, restituendoci un Morricone d’annata votato più alla sperimentazione che al lirismo, senza dubbio susciterà non pochi motivi d’interesse in tutti i cinemusicofili.

 

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