02 Feb2012
The Expendables
Brian Tyler
I Mercenari (The Expendables – 2010)
Silva Screen Records SILCD1339
20 brani – durata: 71’49’’
Ma l’elemento che desta maggiore attenzione è la puntuale e più che cristallina orchestrazione, che rende l’interpretazione dalla Czech Philharmonic Orchestra molto interessante e più che positiva sotto tutti i punti di vista.
L’influenza musicale anni ’80 si assapora nell’utilizzo delle varie sezioni del corpo orchestrale, e in particolar modo nei soli che le trombe interpretano in brani come “Ravens And Skulls” o la tesissima “Royal Rumble”. Non è difficile infatti percepire la loro presenza, che si stacca dalla massa musicale, talvolta leggermente sovraffollata, spostandosi in prima linea e donando lustro e personalità alle poderose e vibranti pagine action, che in più punti mostrano la stessa mano che ha composto pagine ben meno brillanti e più omologate negli ultimi anni. Sono infatti brani come “Massive” o “Warriors” a riflettere la produzione meno ispirata di Tyler, maggiormente legata ad una serie di scelte di puro commento che il più delle volte si perdono sotto al frastuono delle esplosioni e degli effetti speciali, aumentando esclusivamente il carico di vibrazioni durante la visione della pellicola, e mancando l’obiettivo emozionale che dovrebbe essere alla base di questo mestiere.
Fortunatamente si tratta di pochi casi, e ben diluiti all’interno dell’album, che vanno a fornire una breve pausa prima dell’ascolto di brani ben più importanti, come la lunga e variegata suite “The Gulf of Aden”, la quale presenta più di una somiglianza con molte delle scelte fatte dall’autore nel commento del film John Rambo, diretto sempre da Stallone. Oltre alle immancabili percussioni, che riportano alla mente pagine come “No Rules Of Engagement” o “The Village”, c’è un apprezzabile utilizzo della sezione d’ottoni, che con l’interpretazione profonda e graffiante dei tromboni aggiunge un notevole vigore, aiutata dalla componente elettronica che fornisce un minimo ma sostanziale contributo.
Uno dei fiori all’occhiello dell’intero Cd è il brano “Lifeline”; si tratta di una suite particolarmente brillante, che unisce le scelte più moderne dell’autore (specialmente nella seconda parte, dove l’influenza delle pagine più action provenienti da Fast & Furious è innegabile) alle sue migliori intenzioni nel guardare al passato.
Ovviamente nello score non mancano dei momenti musicali meno sostenuti, dai ritmi tutt’altro che serrati e caratterizzati da un’atmosfera più adatta alle location della pellicola: si passa dalla romantica “Lee And Lacy”, in cui l’interpretazione della chitarra elettrica e i pizzicati carichi di effetto flanger generano un’atmosfera calda e avvolgente, alla più musicale e ritmata “The Contact”, d’influenza tipicamente sudamericana.
In sostanza The Expendables è un lavoro da riscoprire, e per molti addirittura da conoscere, poiché sembra esser passato paradossalmente inosservato, in favore di altri prodotti di Brian Tyler assolutamente meno meritevoli e più commerciali.
Il fatto che i punti di forza dell’opera siano principalmente l’orchestrazione e la ricerca di quel contatto indispensabile con lo stile musicale anni ’80 non sono cosa da poco, anzi, dimostrano come l’autore, quando lo vuole, sia capace di esprimere quello che indubbiamente è un background che gli appartiene, anche se difficilmente trova spazio tra i lunghi e monolitici blocchi musicali che è solito proporre per i suoi lavori più commerciali.
Si noti inoltre come la collaborazione con Sylvester Stallone abbia favorito per la seconda volta lo sviluppo di pagine più interessanti del solito; infatti Brian Tyler racconta, in un breve paragrafo presente nel libretto, il piacere che ha provato lavorando con Sly, col quale ha scambiato opinioni riguardanti i classici del genere. Chissà, magari sarà stata proprio l’esperienza che l’attore ha maturato, vedendo le pellicole da lui interpretate fregiarsi di musiche composte da Jerry Goldsmith, Bill Conti, Alan Silvestri e altri grandi, ad aver esercitato una influenza così positiva sul giovane musicista statunitense.
Infine non resta da dire che l’album pubblicato da Silva Screen (per l’europa, Lions Gate per gli USA) offre una selezione musicale molto generosa, che nel riversamento su disco tende ad accentuare positivamente le belle orchestrazioni, rendendo ancora più piacevole e interessante l’ascolto di questa notevole partitura action.
